Il senso di Firenze per le buche: a sorpresa una città devastata

Nelle ultime ore sono rimbalzate in rete le immagini. L'asfalto si è sfaldato


Firenze si sveglia piena di buche. Sui Social circolano immagini di strade appena asfaltate completamente devastate, mentre molti cittadini lamentano di aver accusato scossoni ad auto e scooter attraversando la città.
Non è semplicemente un amarcord, un ritorno ad un cavallo di battaglia delle opposizioni di qualunque città italiana, ma un grido di allarme forse mai sopito, neppure nella recente campagna elettorale che ha visto promettere l'ennesima task force anti-buche. 

L'asfalto non ha tenuto, si sarebbe sgretolato a causa dei pochi centimetri di neve caduta in un solo giorno e del sale sparso per quello stesso giorno. 

Le segnalazioni sono così tante che l'assessore alla mobilità è costretto ad intervenire in rete per spiegare "Il maltempo dei giorni scorsi ha avuto un forte impatto sullo stato di salute delle strade cittadine. Le basse temperature e le forti piogge insieme al sale gettato sulle strade hanno accentuato le problematiche relative alle pavimentazioni stradali con l’aumento delle porzioni disconnesse. Per questo abbiamo avviato un importante programma straordinario con squadre che, da qualche giorno, stanno effettuando i primi ripristini per la messa in sicurezza e interventi di rifacimento con fresatura e asfalto a caldo di piccole porzioni di carreggiata. Gli interventi sono stati programmati sulla base delle segnalazioni che ci sono arrivate". 

Sei squadre di pronto intervento, le forze messe in campo dall’Amministrazione in questa prima fase del piano di intervento straordinario di ripristino delle strade cittadine. Oggi gli addetti sono intervenuti nella zona di Firenze Nord e al Galluzzo, domani sarà la volta di via della Colonna e di piazza San Marco. E poi a seguire le altre strade individuate sulla base della segnalazioni arrivate all’Amministrazione.
Da lunedì 19 marzo scatterà la seconda fase che vedrà l’arrivo di un nuova ditta dotata dei macchinari necessari per effettuare ripristini più profondi con asfalto a caldo. Tra le strade interessate da questi interventi Ponte all’Indiano, via Tito Speri, via D’Annunzio, viale Guidoni, via Sestese, viale Galilei, piazza della Stazione. 

Non esiste un manto capace di resistere a temperature e condizioni che sono oramai fisiologiche del nuovo clima? Firenze è solo un caso esemplare dal quale partire per studiare nuove coperture delle strade urbane? 
Potrebbe tornare utile lo studio di una copertura catrame misto a gomma o gli ultimi ritrovati adottati per le strade di grande scorrimento europee? 
Altrimenti.. Tramvia.

Redazione Nove da Firenze