Rubrica — In cucina

Il Consorzio del Vino Orcia alla Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi

Venerdì 17 in programma per la giornata una degustazione con le aziende della denominazione riservata a operatori e stampa del settore. Sabato 18 novembre appuntamento a tavola con la “Gran Cena, connubio tartufo Orcia” nella quale i vini del territorio sposeranno il diamante bianco


I vini dell’Orcia Doc saranno tra i partner della XXXII edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, già partita lo scorso fine settimana a San Giovanni d’Asso (Si). Nello specifico i vini della Denominazione saranno protagonisti del nuovo appuntamento con la “Gran Cena, connubio tartufo Orcia”, in programma il 18 novembre (il primo, sabato 11 novembre, ha riscosso un gran successo di partecipazione). In questa occasione alcune eccellenze enologiche dell’Orcia Doc sposeranno i piatti a base di tartufo. Il grande appuntamento è previsto nella giornata del 17 novembre quando il Consorzio promuoverà un banco d’assaggio aperto agli operatori del territorio (ristoratori, enotecari ecc..) e una degustazione tecnica guidata dall’enologo Maurizio Castelli riservata alla stampa di settore.

L’appuntamento è al Castello di San Giovanni d’Asso, dalle 9 alle 11, con una degustazione around the table alla quale prenderanno parte numerose aziende della denominazione, presenti con il produttore, per raccontare la storia dei loro vini e delle loro realtà dislocate nel territorio della Doc. «Dopo l’incoming con la stampa statunitense prosegue l’impegno del Consorzio nel promuovere i vini della denominazione – spiega Donatella Cinelli Colombini, Presidente del Consorzio del Vino Orcia - e questa volta abbiamo scelto di farlo in un contesto, quale quello della Mostra del Tartufo Bianco, che mette in rilievo le eccellenze di un territorio da scoprire quale quello delle Crete Senesi». Le cantine partecipanti saranno Campotondo, Capitoni Marco, Donatella Cinelli Colombini, La Canonica, Loghi, Roberto Mascelloni, Podere Albiano, Poggio Grande, SassodiSole e Valdorcia Terre Senesi.

Orcia Doc: una denominazione che salvaguarda il paesaggio e accoglie il turista

 Le uve che danno i vini della denominazione sono in gran parte coltivate in un territorio, la Val d’Orcia, che da qualche anno è stato riconosciuto come patrimonio Unesco. Non è un caso che tra i principali temi portati avanti dai produttori e dal Consorzio vi sia proprio quello della salvaguardia del paesaggio agricolo, uno tra i più belli del mondo. Un paesaggio dove ogni anno in media si registrano circa 1,4 milioni di presenze turistiche, con un milione di escursionisti. Molti sono anche gli stranieri che hanno case di proprietà nella zona e non a caso il 65% delle aziende vitivinicole dell’Orcia Doc possiede un agriturismo o un servizio di ristorazione. Senza contare che la maggior parte di queste strutture è come un museo all’aria aperta, un “museo del paesaggio” con punti panoramici unici al mondo.

I numeri della Doc

 Nata nel 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici comuni a sud di Siena (Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia, Trequanda, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena). A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale di 400 ettari. La produzione nel 2016 è arrivata a 240 mila bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 40 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilanza e promozione Erga Omnes nei confronti di tutti i produttori della denominazione. Il Consorzio di tutela si occupa di promuovere la denominazione attraverso azioni varie, dal web alla segnaletica sul territorio, passando per incoming di giornalisti e buyers da tutto il mondo. Sono ormai di riferimento eventi territoriali tra cui l’Orcia Wine Festival.

Redazione Nove da Firenze