Ictus in aumento tra i giovani

Pistoia come sede per gli incontri annuali sul percorso ictus


Si è svolta con successo l’iniziativa promossa dall’associazione A.L.I.Ce in collaborazione anche con l’Azienda USL Toscana centro. Il Convengo si è aperto con la toccante testimonianza di Roberto Carifi, il poeta e scrittore pistoiese, che nel pieno della sua attività letteraria fu colpito da ictus: dalla malattia il poeta ha tratto ulteriore forza per proseguire la sua passione per la scrittura.

All’iniziativa sono intervenuti oltre al Prefetto e al Vescovo, i parlamentari, gli assessori regionali al diritto alla salute e all’ambiente e difesa del suolo, i consiglieri regionali e il sindaco di Pistoia.

Il dottor Gino Volpi, presidente Associazione A.L.I.Ce Pistoia e direttore della unità operativa di Neurologia e neurofisiopatologia dell’ Ospedale San Jacopo, insieme ai suoi collaboratori ha posto l’accento sulle complesse tematiche che riguardano l'ictus nella nostra regione Toscana, a partire dall'impatto umano, sociale ed economico della malattia.

Volpi ha presentato i dati della AUSL secondo i quali negli ultimi dieci anni è triplicata la presa in carico immediata del paziente con ictus acuto: nei primi mesi del 2017 all’ospedale di Pistoia sono stati eseguiti lo stesso numero di trattamenti di trombolisi venosa effettuati in tutto il 2016.

L’ictus non è più una malattia dell’anziano. Lo ha evidenziato

Il professor Domenico Inzitari, direttore della clinica Neurologica dell'Università di Firenze; negli ultimi dieci anni la malattia è in crescita del 50% nella popolazione giovanile probabilmente in seguito all'aumento di stili di vita sbagliati, come l’uso di sostanze stupefacenti ad azione eccitante sul sistema nervoso come la cocaina ( picchi improvvisi di ipertensione arteriosa e quindi emorragie cerebrali), l’abuso di alcool, il fumo, la vita sedentaria, un’ alimentazione non equilibrata, l’obesità. Infatti dei 200.000 nuovi casi di ICTUS che si verificano ogni anno nel nostro Paese, circa 10.000 riguardano soggetti con età inferiore ai 45 anni.

Francesco Bellomo, responsabile rete ictus rete regionale toscana-, ha sottolineato l’importanza dei centri ictus (unità assistenziali di eccellenza nel trattamento della fase acuta dell'ictus) e dell’impegno di rendere la “rete”uniforme su tutto il territorio regionale al fine di aumentare ulteriormente la sicurezza dei cittadini.

Giancarlo Landini e Pasquale Palumbo, rispettivamente direttore dipartimento specialistiche mediche e direttore area malattie cerebrovascolari e degenerative, hanno evidenziato che nella AUSL Toscana centro sono otto i presidi di riferimento per la rete ictus: il SS Cosma e Damiano e Pescia, il San Jacopo a Pistoia, Santa Maria Nuova, Santa Maria Annunziata e San Giovanni di Dio a Firenze, San Giuseppe a Empoli, Santo Stefano a Prato e Borgo San Lorenzo.

Solo a Pistoia ogni anno sono 320 le persone ricoverate per ictus.

I dati di mortalità per ictus a 30 giorni dal ricovero indicano che in Toscana dove sono presenti centri con équipe che prendono in carico i ricoveri ospedalieri e dotate di personale medico e infermieristico esperto e dedicato, si ottengono i migliori risultati tanto che i centri ictus toscani (fonte Agenas) sono ai vertici delle performance nazionali.

Redazione Nove da Firenze