Rubrica — Mostre

I “Piaceri Sconosciuti” di Glenn Brown

Al Museo Stefano Bardini sino al 23 ottobre la mostra dell'artista britannico che presenta una rilettura in chiave contemporanea d’immagini appena riscoperte o conclamate.


Prendendo spunto dalla storia dell’arte e dalla cultura popolare, Glenn Brown ha creato a un linguaggio artistico che sfida e trascende il tempo e le convenzioni pittoriche. Le sue pulsioni manieriste nascono dal desiderio di infondere nuova vita alla forma oltre i limiti storici. Richiamandosi a opere altrui, facendole proprie e studiandole, Brown presenta una rilettura in chiave contemporanea d’immagini appena riscoperte o conclamate. Personaggi e paesaggi presi in prestito da altre opere sono sottoposti a un lungo e attento processo di rielaborazione attraverso il quale ognuno di essi è trasformato in una nuova immagine esuberante e ammaliante. Con le sue sofisticate composizioni, in cui diversi periodi storici e diverse correnti artistiche. quali il Rinascimento, l’Impressionismo, il Surrealismo, si vanno a fondere l’uno con l’altro, Brown crea uno spazio, dove astratto e viscerale, razionale e irrazionale, bello e grottesco si confondono creando un vertiginoso amalgama di forme e riferimenti.

Nato a Hexham, Inghilterra, Glenn Brown ha partecipato a numerose mostre collettive e personali. Tra le più recenti, ricordiamo la mostra Glenn Brown, Tate Liverpool, Inghilterra (2009, ospitata, in seguito, anche dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Italia e dal Museo Ludwig di Budapest fino al tutto il 2010); la mostra Conversation Piece V, Frans Hals Museum, Paesi Bassi (2013–14); la mostra Glenn Brown, Des Moines Art Center, Iowa (2016, ospitata, poi, dal Contemporary Arts Center di Cincinnati per il resto del 2017); la mostra Glenn Brown/Vincent Van Gogh, Fondation Vincent Van Gogh Arles, Francia (2016) e, più recentemente, la mostra Glenn Brown – Rembrandt; Afterlife, Rembrandt House Museum, Amsterdam (2017).

La presenza delle opere di Glenn Brown a Firenze va a testimoniare e confermare il ruolo di primissimo piano che la città riveste nell’ambito della promozione dell’arte contemporanea. Esponendo le opere di Brown accanto a quelle appartenenti alla famosissima collezione di Stefano Bardini, celeberrimo antiquario e collezionista d’arte del XIX e primo XX secolo, si offre al pubblico l’opportunità di ammirare importanti lavori d’arte visiva prodotti da uno dei protagonisti del panorama artistico contemporaneo presentati a fianco a fianco a opere del passato, andando così a creare un’affascinante giustapposizione per aprire un rinnovato discorso artistico. Il Museo Bardini ospita nelle sue sale numerosi capolavori dell’arte medievale e rinascimentale tra cui la Carità di Tino da Camaino e la Madonna dei Cordai di Donatello, il Crocifisso di Bernardo Daddi, il San Michele Arcangelo del Pollaiolo e l’Atlante del Guercino oltre a straordinari disegni del Tiepolo e del Piazzetta. La mostra di Glenn Brown si compone di oltre una trentina di opere, tra cui dipinti, disegni e sculture, alcune delle quali realizzate appositamente in occasione di questa mostra ed esposte al pubblico per la prima volta.

La mostra, promossa dal Comune di Firenze, è organizzata da Mus.e in collaborazione con Gagosian. Curata da Sergio Risaliti e Antonella Nesi è realizzata grazie al generoso supporto di Faliero Sarti mentre il catalogo è edito da Forma Edizioni.

Redazione Nove da Firenze