Rubrica — Calcio Storico

Gli Azzurri, Pietro Cappelli

Anticipazioni, aneddoti sulla squadra di Santa Croce e sul Calciante, “per caso”, Azzurro


Nell'edizione del 2014 gli Azzurri, campioni uscenti, rimasero incerti sulla loro partecipazione fino all'ultimo, “volevamo esprimere la nostra protesta contro le espulsioni, a nostro modo di vedere ingiuste, decretate dalla commissione disciplinare."

Poi la squadra di Santa Croce decise di scendere in campo e dette filo da torcere fino alla fine alla compagine dei Bianchi, con cui aveva disputato le precedenti 3 finali del Calcio Storico. Nell'ambiente si diceva che uno dei principali fautori di quella decisione fosse Pietro Cappelli.

Quale occasione migliore per farsi raccontare da Pietro questa e le altre storie che il Calciante Azzurro può sapere, “nel 2014 non dovevamo giocare, poi anche in risposta a chi ci diceva che ce la facevamo addosso, all'ultimo decidemmo di partecipare. La decisione fu presa da me, da Marcello Trotta e da Alessio Lunardi, e così mettemmo su una squadra in quattro e quattro otto. In campo solo guerrieri, anche perché non c'era tempo per tattiche o roba del genere, ed in effetti quella fu una gran bella battaglia, perdemmo 2 a 1, ma credo che loro pensassero ad una vittoria più comoda, comunque replicammo alla loro prima caccia con Lorenzo - Lorenzo Dei - che riprese una respinta del loro saltatore, mettendola dentro con una magia di contro-balzo, poi subimmo il raddoppio nel finale di partita.”

Nell'edizione del 2015 gli Azzurri saranno regolarmente in campo e se la vedranno ancora una volta in semifinale con i Bianchi, “un primo nucleo ha iniziato ad allenarsi a Dicembre/Gennaio, in palestra per via del tempo." Ora facciamo tre allenamenti la settimana al campo del Ponte di Mezzo. Quest'anno recupereremo diversi squalificati ed inoltre i ragazzi che hanno esordito l'anno scorso avranno maggior esperienza […] sarebbe bello tornare a giocare la palla, l'intenzione da parte nostra è quella. Una delle ultime partite in cui si è giocata, a detta di Gabriele - ovviamente lo Zena - risale ai primi anni 2000, poi non possiamo sapere come si mette la partita, ed è anche vero che tante gente viene per vedere solo gli scontri e forse non è neanche più abituata al gioco. Staremo a vedere."

Ma facciamo qualche passo indietro e scopriamo come questo Calciante, che farebbe la fortuna di ogni Colore, è diventato Azzurro “per caso” […] “abitando fuori Firenze, nel Chianti, non ero vicino a nessun Colore, mi ero appassionato al Calcio Storico come gioco vedendo le immagini su youtube. Conoscevo un ragazzo che doveva portarmi nel giro dei Bianchi, ma il momento non arrivava mai, rimandava sempre e così andai alla sede dei Verdi, trovai il cancello chiuso e nessun contatto da chiamare. Alla fine, complice l’amicizia di un collega ambulante, Stefano Tito, ebbi l’indirizzo del campo degli Azzurri. Era l’anno 2006, quello della sospensione e delle denuncie per tutti. Visto che facevo il portiere di calcio,” - Pietro, quando ormai le pile del registratore ci hanno abbandonato, ci parlerà dei suoi trascorsi nelle squadre giovanili di Siena e Fiorentina dove ha conosciuto Viviano, che ha anche assistito a qualche mach di Pietro di MMA ed era pronto per saltare sul ring lui stesso; ma forse abbiamo capito male, o ha capito male Viviano ;). Riprendendo “nel 2006 mi schierarono come saltatore -. in seguito, anche per la pratica delle MMA - le arti marziali miste che si combattono nelle gabie - gioco sulla mediana, in prima linea per capirsi.”

Negli Azzurri ci sono molti giocatori famosi della recente storia del Calcio in Livrea, così un’altra occasione per noi è parlare con Pietro di Calcianti, che pur non essendo famosissimi, hanno dato il loro contributo alla causa di Santa Croce. “Sicuramente i fratelli Schiavoni, Leonardo e Antonio, il portiere Bersani che dopo il suo momento di gloria nel 2011, quando fu eletto miglior giocatore del Torneo, è andato un po’ nel dimenticatoio, mi piace citare anche due ragazzi giovani come Yuri Rontani e Mirco Galli.

E così, mentre Monica scatta le foto a Pietro nella gabbia della palestra Fight Club, io ed Alessio - che ha nella mano la borsa con panni smessi dal lavoro di cuoco - pensiamo al curioso caso del Calciante Pietro Cappelli. Iniziamo dal tatuaggio sull’addome “Unscarred”, che Pietro non si è tatuato per esorcizzare o schernire niente e nessuno ma piuttosto come tributo al cantante della metal band i Pantera; continuiamo con l’aneddoto della prima volta al campo degli Azzurri “il mio amico mi aveva dato l’indirizzo ed io avevo seguito il navigatore e mi ero ritrovato in via Benedetto Dei di fronte al PalaMattioli, ma non riuscivo a trovare il campo, che in realtà era una stesa di sabbia fra la strada e lo spazio che precede la struttura. Ad un certo punto arrivò un ragazzo in scooter, in canottiera e tatuaggi, e mi sembrò il tipo giusto a cui chiedere informazioni:

- E’ qui che si allenano gli Azzurri?

- Perché?

- Volevo provare

- Sei un pugile?

- No

- Sei un rugbista?

- No

- Vieni, vieni, ce n’è tanti che provano…

Andiamo avanti con la passione attuale di Pietro “mi piace aggiustare fuoristrada, fuoristrada a quattro ruote” e chiudiamo, per ora, con quella del futuro, che non ha a niente a che vedere con incontri, gabbie e palestre di MMA; ma piuttosto con gli indumenti da cuoco nella borsa di Alessio “mi piace cucinare, in futuro vorrei aprire un ristorante”.

testo di Massimo Capitani e Alessio Farolfi

foto Monica Caleffi

Calcio Storico — rubrica a cura di Massimo Capitani

Massimo Capitani

Massimo Capitani — Massimo Capitani, Fiorentino. Da ragazzo pratica molti sport, fra cui il pugilato. Nel mondo della Boxe rientra, molti anni dopo, come inviato di Nove da Firenze

E-mail: boxe@nove.firenze.it