Rubrica — Empoli Calcio

Giuseppe Bellusci, riprovarci nel campionato italiano dopo la sua esperienza nel Leeds.

Giuseppe Bellusci, dopo aver trascorso due stagioni nella squadra inglese del Leeds il 1° luglio 2016 fa ritorno nel campionato italiano di serie A scegliendo di giocare nella squadra dell’Empoli con la formula del prestito con diritto di riscatto da parte dell’Empoli.


Parlando del campionato italiano, come lo ha ritrovato?

“L’ho ritrovato molto simile a come lo avevo lasciato, forse più che il calcio italiano è cambiato qualche nome, qualche interprete del calcio. Se si prende in considerazione l’aspetto tattico, quello del gioco, devo dire, che è rimasto tutto invariato.”

Se dovesse parlare della sua esperienza inglese, ma soprattutto se ne volesse parlare, cosa direbbe?

“E’ un periodo che ho vissuto con molta difficoltà. Il Leeds è una squadra solida con tante ambizioni, oltre al fatto di essere una piazza particolare con dei tifosi incredibili ma che nello stesso tempo ingigantiscono le cose in modo esorbitante oltre ad inventarle, forse era il prezzo da pagare dell’essere stranieri. Nel mirino delle loro critiche c’erano sempre gli italiani, a partire dal presidente Cellino per poi rifarsela sui giocatori italiani. Con questo non voglio fare polemica, anzi non voglio più pensarci come se quel momento non lo avessi mai vissuto.”

E di Empoli, cosa ci può dire?

“Sono contento di essere qua, mi sento come in famiglia ma, soprattutto, felice di viverne la quotidianità. Negli ultimi anni ho trovato molte difficoltà negli ambienti di lavoro, sia a livello umano che calcistico. Probabilmente ho vissuto questo in passato per il fatto di non essermi inserito bene in un gruppo, di non sentirmi tranquillo, di non poter essere me stesso, di trovarmi in ambienti dove mi sono sentito solo un soldatino che doveva svolgere il suo lavoro senza potersi concedere un momento di scherzo che, secondo me , non andrebbe ad intaccare la disciplina sul lavoro. C’è un momento per ridere e scherzare ed un altro per lavorare senza interferenze. “

Che sapore ha questo primo gol con la maglia dell’Empoli?

“Un sorta di liberazione, anche se il mio ruolo non mi comporta fare gol. Nonostante questo la realizzazione del gol è una dolcissima sensazione anche se, visto il mio ruolo, preferisco impedire che altri lo facciano. E’ stata un’emozione forte sia per averlo realizzato che per averlo fatto con la maglia  dell'Empoli che in due gare non avevamo realizzato  punti:  è stata una sensazione indescrivibile.”

Il senso del “balletto” dopo la realizzazione del goal?

“E’ stata una promessa mantenuta. Tempo fa, imitando Celentano, uno dei miei personaggi preferiti (una sorta di idolo), insieme ai miei amici avevo stabilito che, in occasione del mio primo goal in serie A, lo avrei imitato facendo il balletto. Quindi, ogni promessa è un debito".

Empoli Calcio — rubrica a cura di Franca Ciari

Franca Ciari

Franca Ciari — Giornalista pubblicista di formazione classica giuridico-economica (commercialista laureata all'Università degli Studi di Siena). Vive a Empoli e si occupa di calcio dal 2008, in particolare della squadra di casa , protagonista da 30 anni della scena italiana del pallone professionistico

E-mail: francaciari@gmail.com