Giorno della Memoria 2017: tutti gli appuntamenti

Nella ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau avvenuta nel 1945. Lunedì 23 incontro all’Università. Il film Maestro a UCI Firenze e Campi Bisenzio


FIRENZE– Lunedì 23 Gennaio partirà nuovamente il Treno della Memoria diretto a Auschwitz giunto alla decima edizione al quale prenderà parte anche una delegazione del Parlamento Regionale degli Studenti in rappresentanza di tutti gli studenti della Toscana “non come semplici passeggeri di un viaggio, ma testimoni attivi dell’impegno con i nostri compagni di scuola” afferma Bernard Dika, Presidente del Parlamento degli Studenti, alla presentazione dell’iniziativa. Il Parlamento degli Studenti nelle scorse settimane ha infatti messo a disposizione un proprio posto e indetto un bando di selezione per offrire la possibilità a uno studente degli Istituti Superiori della Toscana di partecipare al Treno della Memoria all’interno della delegazione istituzionale, presentando le proprie motivazioni e le attività da realizzare per diffondere l’esperienza e, tra tanti studenti candidati, è risultata vincitrice la studentessa Erica Frezza del Liceo Rosmini di Grosseto.

“Proprio così – sottolinea Emma Catani, studentessa parlamentare dell’istituto Agrario delle Cascine di Firenze nella delegazione - noi che parteciperemo al Treno quando rientreremo a Scuola e riprenderemo la nostra vita abbiamo il compito enorme di divenire Militanti della Memoria e trasmettere ai nostri coetanei ciò che abbiamo visto, imparato e le emozioni provate.”

Il Parlamento degli Studenti ha attivato anche uno spazio web aperto dove i 500 studenti partecipanti al Treno della Memoria potranno raccontare tutte le proprie impressioni del viaggio e inviare idee e proposte per diffondere l’esperienza al rientro “perché la Memoria deve essere condivisa.”

Come fu possibile la Shoah? Quali meccanismi di creazione del consenso mise in atto il regime nazista? Quali furono le motivazioni dei carnefici e l’atteggiamento della popolazione, spettatrice della persecuzione verso gli ebrei e non solo? A questi temi è dedicato l’incontro – organizzato nell’ambito delle iniziative del Giorno della Memoria - dal titolo “Perché vollero…”: i meccanismi dell’oppressione dalla Germania Nazista ad oggi, in programma lunedì 23 gennaio al polo delle Scienze sociali dell’Università di Firenze (ore 14.30 – Edificio D15, piazza Ugo di Toscana, 3-5). L’evento sarà aperto dai saluti di Ersilia Menesini e Giusto Puccini, rispettivamente presidenti delle Scuole di Psicologia e di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, che hanno collaborato con la Fondazione Istituto Andrea Devoto nella realizzazione dell’incontro. Il pensiero di Devoto, noto neuropsichiatra e psicologo fiorentino del ‘900 che si interessò moltissimo ai temi della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, e in particolare il suo studio “La tirannia psicologica”, sarà oggetto degli interventi di Fabio BracciMassimo Cervelli, della Fondazione Devoto. Alberto Burgio e Marina Lalatta Costerbosa (Università di Bologna) parleranno, poi, del loro recente libro “Orgoglio e Genocidio. L’etica dello sterminio nella Germania nazista”, su cui si confronteranno anche i docenti dell’Università di Firenze Marco Bontempi, Dimitri D’Andrea, Micaela Frulli e Patrizia Guarnieri, approfondendo il tema “Oppressori e Vittime ieri e oggi”. A seguire l’intervento di Andrea Bigalli(Fondazione Devoto). L’incontro si chiude nella vicina Biblioteca delle Scienze sociali (via delle Pandette, 2 - ore 17,45) con una performance sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, dal titolo “Scalpiccii sotto i platani”, di e con Elisabetta Salvatori.

La Fondazione il Fiore celebra il Giorno della Memoria alla Biblioteca umanistica dell’Università di Firenze con il libro di Marco Piccolino sulla vicenda, fra Versilia e Garfagnana, delle famiglie Sraffa e Ventura-Trevi, aiutate da quattro “Giusti fra le Nazioni”, fra cui Don Lazzeri (poi morto a Sant’Anna), e dai coniugi Giannecchini. Intervengono, con l’autore e lo storico Paolo Buchignani, la figlia dei Giannecchini Vittoria Pieroni e fra i salvati Franca Sraffa, protagonista della storia. Saluto di Floriana Tagliabue e Laura Forti. Coordina Maria Giuseppina Caramella. La storia di come due famiglie ebree toscane, i genitori di Franca Sraffa e gli zii Augusto Ventura e Giuseppina Trevi, riuscirono a sfuggire ai nazifascisti dal 1943 al 1945, fra la Versilia e le colline della Garfagnana, grazie all’aiuto di alcune coraggiose e solidali persone, quattro delle quali hanno ottenuto il riconoscimento di “Giusti tra le Nazioni” della Yad Vashem per chi si è distinto nel salvare ebrei durante la Shoah: il sacerdote Don Innocenzo Lazzeri, che fu poi ammazzato nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, il medico versiliese Mario Lucchesi e due contadini della Garfagnana, Giuseppe Mansueto e Maria Rossi. Ai quattro giusti vanno aggiunti i coniugi Carlo e Carlotta Giannecchini, che avevano accolto con generosità gli Sraffa e i Ventura a Greppolungo tra l'ottobre del ‘43 e il febbraio del ’44. E’ la vicenda ricostruita con meticolosità certosina e poi narrata con abbondanza di immagini fotografiche nel libro ‘Dalla Versilia alla Garfagnana - storia di Ebrei e di Giusti’ (Edizioni il Campano 2016) di Marco Piccolino, neurofisiologo che ha dato importanti contributi nell’ambito della fisiologia visiva e si è in seguito occupato di storia della scienza producendo libri editi da Bollati-Boringhieri e Oxford University Press, per poi negli ultimi anni dedicarsi allo scavo e documentazione di uno degli episodi più tragici di “guerra contro civili” dell’epoca nazifascista: la strage di Sant’Anna di Stazzema. Indagini da cui sono già nati due libri pubblicati da Edizioni il Campano nel 2014 e 2015. Questa storia e le sue due testimoni ancora viventi saranno presentate lunedì 23 gennaio alle 16 nella Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze in occasione di un incontro organizzato dalla Fondazione il Fiore nell’ambito delle iniziative regionali per il Giorno della Memoria 2017 (piazza Brunelleschi 3/4, ingresso libero). Le testimoni, entrambe ancora bambine quando accaddero i fatti, sono, fra gli ebrei salvati, Franca Sraffa, vera protagonista della vicenda e della sua ricostruzione, e, fra i salvatori, Vittoria Pieroni, figlia dei Giannecchini, il cui ricordo emerse in ritardo perdendo il treno della domanda di riconoscimento fra i giusti alla Yad Vashem. A questo appuntamento, oltre alle due testimoni, interverranno l’autore del libro Marco Piccolino e lo storico Paolo Buchignani, a cui spetterà la presentazione, dopo il saluto di Floriana Tagliabue, direttore della Biblioteca Umanistica, e di Laura Forti, assessore alla cultura della Comunità ebraica di Firenze. Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, coordinerà l’incontro.

Il 23 gennaio nelle multisale del circuito UCI Cinemas verrà proiettato Maestro, il documentario che racconta la storia di un uomo e del suo viaggio durato vent’anni. Diretto da Alexandre Valenti, il lungometraggio porta sul grande schermo la storia del pianista e compositore di Barletta Francesco Loto, che da lungo tempo è impegnato in una missione: cercare, rintracciare, archiviare ed eseguire la musica composta nei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. Distribuito dall’Istituto Luce-Cinecittà, il risultato della ricerca di Valenti arriva nelle sale del Circuito in occasione del Giorno della Memoria per mostrare la storia di quegli uomini che scelsero la musica come atto di resistenza per opporsi all’annientamento e non lasciarsi abbattere da chi voleva la loro morte fisica e intellettuale. “L’ingiustizia che ha subito il compositore non deve subirla la sua musica. Nel momento in cui la suoniamo, anche una sola volta, è come se avessimo riscattato quella melodia”, sottolinea il maestro Lotoro che ha raccolto finora un repertorio di oltre 4mila spartiti, eseguendoli dal vivo con la sua Orchestra in teatri e sale concerti di tutto il mondo. Appuntamenti in cui, per usare una sua espressione, queste musiche “vengono finalmente liberate”. Le multisale che proietteranno Maestro il 23 gennaio alle 18.00 e alle 20.00 sono: UCI Arezzo, UCI Campi Bisenzio (FI), UCI Firenze.

Il Comune di Lastra a Signa celebrerà il Giorno della Memoria per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto e del nazifascismo con un’iniziativa al Teatro delle Arti di via Matteotti. Giovedì 26 gennaio a partire dalle 9 si terrà la proiezione del film “Vento di primavera" di Roselyne Bosch, preceduta dai saluti del sindaco Angela Bagni e introdotta dalla presidente del consiglio comunale Gemma Pandolfini. A seguire avrà luogo l’incontro con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci e con il Consiglio comunale dei ragazzi, a cui parteciperanno Moreno Cipriani dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED) sezione di Firenze e un rappresentante della Comunità ebraica di Firenze.

La rassegna Teatro contemporaneo, realizzata a Empoli nell’ambito dell’attività di Residenza da Giallo Mare Minimal Teatro con il contributo della Regione Toscana e del Ministero per i beni e le attività culturali, riprende la programmazione e apre il 2017 con uno spettacolo in occasione della Giornata della Memoria. Martedì 24 gennaio la compagnia Melarancio presenta il toccante spettacolo Auschwitz andata e ritorno. Si racconta un viaggio che l’attore Gimmi Basilotta ha realizzato nel 2011 nell’ambito del progetto Passodopopasso. Un lungo cammino, insieme ad altri “pellegrini”, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz; il viaggio è stata l’occasione di ragionare e di parlare di memoria, scoprendo e toccando con mano quanto essa sia ora una necessità e un dovere , non solo per il rispetto della Storia, di chi l’ha vissuta, l’ha subita, ne ha sofferto e ne è stato sopraffatto, ma per poter vivere il presente in modo consapevole. E’ gradita la prenotazione. Per informazioni e prevendita Giallo Mare Minimal Teatro (via P.Veronese, 10) telefono 0571 81629,info@giallomare.it.

Come ogni anno la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato è impegnata nell’organizzazione di eventi ed iniziative in occasione del “Giorno della memoria” che ricorre ogni anno il 27 gennaio nella ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau avvenuta nel 1945. Il programma degli eventi è stato presentato questa mattina dal presidente del Consiglio Comunale Ilaria Santi, dall'assessore alla Pubblica istruzione Ilaria Santi, dalla presidente del Museo e Centro di documentazione della Deportazione e della Resistenza Aurora Castellani e dalla direttrice Camilla Brunelli.

“Riteniamo doveroso come amministrazione partecipare in maniera propositiva- hanno spiegato Ilaria Santi e Mariagrazia Ciambellotti -. E' importante istituzionalmente essere presenti e dare apporto ad iniziative del genere che portano non solo a ricordare ma anche a riflettere coinvolgendo le scuole, con gli insegnanti e i ragazzi".

Gli appuntamenti si svolgeranno da lunedì 23 gennaio a domenica 12 febbraio 2017. Lunedì 23 circa 750 persone, in prevalenza studenti e insegnanti delle scuole superiori della Toscana partiranno con il "Treno della Memoria" alla volta della Polonia per visitare gli ex campi di concentramento e di sterminio nazisti di Auschwitz. Saranno 32 gli studenti pratesi degli Istituti Dagomari, Datini e Buzzi. Al rientro, venerdì 27 gennaio alle 15,30 il treno, in arrivo da Cracovia, si fermerà alla stazioen centrale di Prato dove le istituzioni saranno presnti per salutare e accogliere i ragazzi e gli insegnanti al loro ritorno.

"Molte anche quest'anno le iniziative non solo con il Comune di Prato ma che con gli altri comuni soci della Fondazione - ha aggiunto Aurora Castellani -. Abbiamo programmato incontri con le scuole in cui due sopravvissutie ai lager Vera Michelin Salomon e Kitty Braun racconteranno la loro storia giovedì 2 febbraio nella sala Banti a Montemurlo e giovedì 10 febbraio alla scuola Lorenzo Bartolini di Vaiano, e uno spettacolo teatrale dal titolo "Cenere e Cielo" che si terrà dal 10 al 12 febbraio nel salone consiliare del comune di Carmignano".

Venerdì 27 gennaio alle 10 in piazza delle Carceri ci sarà la consueta deposizione di una corona di alloro davanti alla targa che ricorda la deportazione dei deportati pratesi dopo lo sciopero del marzo ’44. Parteciperanno rappresentanti del Comune di Prato, dell’ANED, della Curia Diocesana e della Comunità Ebraica di Firenze. Per l'occasione, il 27 gennaio il Museo della Deportazione a Figline sarà aperto in orario continuato dalle 10 alle 18.

"Per il quinto anno consecutivo sarà la Fondazione del Museo ad organizzare, per conto della Regione il Treno della Memoria e questo non può che renderci orgogliosi - ha aggiunto la direttrice del Museo Camilla Brunelli -. I numeri dei visitatori del Museo sono in crescita, circa 6 mila sono state infatti le persone, la maggior parte studenti provenienti da tutta la Toscana, che lo hanno visitato nel corso dell'ultimo anno, in un percorso didattico che non è soltanto una visita ma una lezione".

Lunedì 30 gennaio alle 18 nel salone consiliare di palazzo comunale si terrà l’incontro con la deportata e sopravvissuta al lager di Ravensbruck Mirella Stanzione e nell’occasione sarà presentato il libro fotografico di sul lager tedesco alla presenza dell’autrice Ambra Laurenzi. Previsti i saluti dell'assessore Simone Mangani, del presidente di Aned Prato Giancarlo Biagini e della presidente della Fondazione Museo della deportazione e resistenza Aurora Castellani. Modererà la direttrice della Fondazione Camilla Brunelli. Tutte le iniziative sono ad ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

Luce, quasi abbagliante, rigore e sintesi sul senso di morte, di sofferenza, di dolore che emerge dai luoghi della Shoa. La tragedia dell’Olocausto raccontata in digitale attraverso l’obiettivo di Alessandra Repossi. Con un binario speciale, all’ingresso del Palazzo del Tau che invita il pubblico a mettersi in viaggio sulle tracce di quell’indissolubile legame tra storia e memoria, ha aperto i battenti ieri nello spazio dedicato all’arte contemporanea del Museo Marino Marini “Un solo grande silenzio. La Shoah, emblema di ogni affronto alla vita”. E’ la mostra fotografica con la quale la Fondazione Museo Marino Marini, in collaborazione con il Comune di Pistoia e grazie al sostegno della Fondazione Banca di Vignole e Montagna Pistoiese, apre il cartellone di eventi espositivi allestiti nel museo nell’anno di Pistoia capitale della Cultura. Giornalista, traduttrice letteraria, autrice di libri di viaggio, la fotografa milanese ha scelto diciotto foto a colori, scattate nell’estate 2014, per proporre un punto di vista diverso ai visitatori che fa leva sul contrasto tra la vita, la bellezza paesaggistica che caratterizza i luoghi dove si trovano i campi di concentramento e la crudeltà incommensurabile del genocidio che si consumò in quelle fortezze del sacrificio. I lager nazisti messi a fuoco da Alessandra Repossi sono la Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di sterminio in Italia, e Mathausen, in Austria. “La mostra parla solo con il silenzio delle immagini – spiega l’autrice – non ci sono didascalie che descrivono gli oggetti e il contesto. Gli elementi, vestiti di essenzialità, luce e pudore, mirano non a scioccare ma a proporre una nuova chiave di riflessione. Di fronte all’orrore l’occhio tende a schizzare via, le mie immagini, seppure crude, vogliono al contrario stimolare la formazione di un pensiero, di un’idea, di una sensibilità che nasce dall’osservazione e dalla concentrazione”. La mostra, inaugurata ieri alla presenza dell’assessore alle Politiche culturali Elena Becheri, dell’artista e membro della Commissione mostre della Fondazione Marino Marini Luigi Russo Papotto, della critica d’arte Carmela Infarinato, dello storico Claudio Rosati, si arricchisce di quattro eventi che corrono lungo il filo della memoria, in programma il 27 e il 28 gennaio, l’11 e il 18 febbraio, organizzati in collaborazione con la Comunità ebraica di Firenze, CoopCulture Legambiente Circolo di Pistoia. “Abbiamo organizzato – commentano Ambra Tuci e Francesco Burchielli della Fondazione Museo Marino Marini – un ciclo di eventi che si apre il 27, nel Giorno della Memoria, con la visita guidata della mostra a cura della fotografa e proseguirà negli appuntamenti successivi con altri tre eventi che accostano letture e musiche, incentrati sui temi della discriminazione, della paura, della violenza e della prigionia”. La mostra è stata realizzata con il contributo di Athena Consulting e resterà aperta fino al 12 marzo.

E’ “Giorno della memoria” la mostra che sarà ospitata a Volterra nel Palazzo dei Priori dal 23 gennaio al 6 febbraio. La mostra testimonia il percorso del fotografo Paolo Croci di Venezia nei luoghi che furono teatro della Shoah attraverso 140 fotografie in bianco e nero e colore dei campi di sterminio realizzate in diversi reportage, dal 2009 al 2012. La lunga lista di alcuni dei luoghi che furono tragico teatro della Shoah (Auschwitz, Birkenau, Dachau, Flossenburg, Majdanek, Mauthausen, Sobibor, Theresienstadt, Treblinka) è ripercorsa integralmente nella mostra, attraverso le immagini, realizzate dall’autore nei campi di sterminio nazisti che ritraggono i luoghi e gli edifici della morte nella loro realtà, silenziosi, vuoti e diroccati, senza nessun artificio. In questo modo l’impatto visivo si manifesta in tutta la sua crudezza, creando una solitudine devastante e richiamando l’orrore dell’olocausto.

«La mostra dicata ai quei luoghi di sofferenza e di morte dovrà farci riflettere su quello che è accaduto – dichiara l’assessore con delega agli eventi istituzionali Gianni Baruffa – Tutte le scuole e tutta la cittadinanza è invitata a vederla e soffermarsi sulle immagini perché quelle atrocità non accadano mai più».

In occasione del Giorno della Memoria che si celebra il 27 gennaio alle ore 10 sarà proiettato il film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, capolavoro insieme comico e tragico del cinema pacifista e inno imperituro contro il nazifascismo e tutte le dittature (Cinema Centrale). A seguire un incontro dibattito con la partecipaziOne di ANPI Volterra.

Redazione Nove da Firenze