Giornata della Memoria: streaming video dal Mandela Forum

Letture e musiche in Sinagoga. Lunedì corona di fiori nella Galleria delle Carrozze


FIRENZE– Sabato 27 gennaio è la Giornata della Memoria, una data “internazionale” che ricorda e commemora le vittime dell’Olocausto, giorno scelto dall’ONU nell’anniversario di quello in cui fu liberato il campo di Auschwitz il 27 gennaio 1945..

Il 26 gennaio la Toscana vivrà il Giorno della memoria al Mandela Forum di Firenze, con quasi ottomila studenti da tutta la regione. Accade dal 2006 – negli anni pari, mentre nei dispari parte per Auschwitz un treno con cinquecento ragazzi - ed anche stavolta l'evento si ripete. Quest'anno i temi della deportazioni, non solo degli ebrei, si legheranno alle leggi antisemite firmate, proprio in Toscana a San Rossore, nel 1938 e alle legge razziali coloniali che le precedettero nel 1937. Il programma, con testimoni e ospiti, è disponibile on line sul sito della Regione. L'evento potrà essere seguito in diretta, via streaming, sul sito della Regione Toscana nelle pagine dedicate alle iniziative del Giorno della memoria, www.regione.toscana.it/-/giorno-della-memoria-20-3.

Il programma di sabato 27 gennaio alle Murate, Progetti Arte Contemporanea prevede:

- alle 15 e alle 16:30 - si terranno due visite guidate al complesso
- alle 18 invece ci sarà la proiezione del docufilm "Pugni e cielo" diretto da Ugo de Vita, dedicato alla vita del pugile Angelo Jacopucci (al docufilm hanno partecipato eccezionalmente anche Gabriele Lavia e Franco Castellano).

Al Museo Novecento, in piazza Santa Maria Novella 10, sabato alle ore 11.00 Conferenza in Altana "Mario Mafai e Antonietta Räphael negli anni del regime" con l'esposizione esclusiva di un’opera di Mario Mafai della serie Fantasie. Alle ore 15.30 Lettura-installazione nel loggiato esterno. Un gruppo di studenti del liceo Michelangelo leggono dal vivo Se questo è un uomo di Primo Levi insieme al Direttore artistico del museo Sergio Risaliti e al regista Giovanni Micoli.

Le parole di Elisa Springer, sopravvissuta ai campi di sterminio, accompagnate dalle note eseguite dal vivo sono gli elementi dell'appuntamento in programma domenica 28 gennaio alle 15.30 al Museo ebraico e Sinagoga di Firenze in occasione del Giorno della Memoria. "Letture e musiche" è l'iniziativa promossa da CoopCulture che prevede la lettura di alcuni brani tratti dal volume "Il silenzio dei vivi" di Elisa Springer intervallate da musiche per violino eseguite dal vivo su spartiti di Bach, Vivaldi e Mozart. Elisa Springer, nata a Vienna nel 1918 in una famiglia di commercianti ebrei, il 2 agosto 1944 viene deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, poi a Bergen Belsen e successivamente a Theresienstadt; sopravvissuta alle deportazioni nel 1946 si trasferisce in Italia. Sceglie di non raccontare l'orrore passato e nasconde il numero tatuato sul braccio, non parlerà fino a quando spronata dal figlio ormai adulto deciderà che conoscere la sua esperienza sarà utile "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Elisa Springer è morta nel 2004 a 86 anni. Attività gratuita, posti limitati. Per partecipare si consiglia la prenotazione al numero 055 2346654 o sinagoga.firenze@coopculture.it.

Lunedì 29 gennaio, alle 14.30, la Città Metropolitana farà deporre una corona di fiori davanti alla targa che, nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 5), ricorda i nomi delle vittime della deportazione. Alla cerimonia interverranno gli studenti e una consigliera in rappresentanza dell'ente.

Lunedì 29 Gennaio (ore 21) un importante evento speciale al Cinema Odeon di Firenze che presenta il pluripremiato film documentario VITA ACTIVA: THE SPIRIT OF HANNAH ARENDT (versione originale con sottotitoli in italiano) di Ada Ushpiz. La filosofa ebrea tedesca Hannah Arendt sollevò un acceso dibattito negli anni '60 coniando il concetto di “banalità del male”. Dopo aver assistito al processo al nazista Adolf Eichmann, svoltosi a Gerusalemme, la Arendt osò scrivere dell’Olocausto con parole che non si erano mai sentite prima. Scappata dagli orrori della Germania nazista, la filosofa ebreo-tedesca Hannah Arendt, allieva di Martin Heidegger, nel 1940 trova rifugio insieme al marito e alla madre negli Stati Uniti, grazie all’aiuto del giornalista americano Varian Fry. Qui, dopo aver lavorato come tutor universitario ed essere divenuta attivista della comunità ebraica di New York, comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche. Il film offre un ritratto intimo e straordinariamente documentato della vita privata e intellettuale della Arendt, attraverso i luoghi dove ha vissuto, lavorato, amato e sofferto, mentre scriveva delle ferite ancora aperte del suo tempo. Come dimostra l’interesse costante nei confronti della sua figura e delle sue opere, le sue analisi sulla natura del male, i totalitarismi e le ideologie restano più attuali che mai.

"Volevamola razza ariana" è lo spettacolo che la Compagnia Mald'Estro porta alla Sala blu di Signa, in via degli Aberti sabato 27 gennaio (ore 21,15), in occasione del Giorno della memoria. La rappresentazione di Alessandro Calonaci e Mery Nacci cerca di riflettere su quanto, in Italia e nel mondo, razzismo, nazionalismo e xenofobia siano ancora difficili da estirpare e quanto la parola antifascismo abbia ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere. C'è un teatro che è memoria, tentativo di non perdere le fila di ciò che è avvenuto e ci ha portati ad essere ciò che siamo, collettivamente e individualmente. Un teatro che è denuncia, scandalo, esibizione del dolore. Senza perdere il suo linguaggio, un teatro del genere rinuncia all'evasione nei mondi possibili della finzione e si fa testimonianza, magari limitandosi per ragioni narrative a un sottile rivestimento di invenzione. Sul palco, oltre ad Alessandro Calonaci e Mery Nacci, Cristina Poli, Sonia Fiaschi, Christian Vertucci e Sauro Artini. Direzione generale e fonica Elena Palloni, assistenza Lombardo Lombardi e Stefano Lazzerini, regia di Alessandro Calonaci.

Le celebrazioni dell’Ateneo pisano per il Giorno della Memoria si animano con appuntamento organizzato dal Centro di Studi Ebraici. Venerdì 2 febbraio alle 10 a Palazzo Matteucci (Piazza Torricelli 2) la professoressa Elisa Guida presenterà il suo libro "La strada di casa. Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah". Ne discuteranno con l'autrice i professori Arturo Marzano, Guri Schwarz e la direttrice del CISE Alessandra Veronese. Il Giorno della Memoria di quest’anno coincide con l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali nella tenuta di San Rossore a Pisa. Proprio negli giorni scorsi in Ateneo è stato presentato il programma delle iniziative "San Rossore 1938. Per ricordare l’80° anniversario della firma delle leggi razziali" che sarà organizzato il prossimo settembre e a cui è arrivato anche il sostegno di Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

È una “mise en espace” tutta nuova, che si interrogherà sull'importanza della "memoria" come momento di riflessione “La grande Menzogna”, lo spettacolo che domenica 28 gennaio andrà in scena all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 18, Ar) a cura di KanterStrasse Teatro realizzata in occasione della Giornata della Memoria. Prodotto con il sostegno di Comune di Terranuova Bracciolini e Regione Toscana, per la drammaturgia Alessio Martinoli, con la collaborazione di Simone Martini e Luca Avagliano, il lavoro metterà in luce cosa ha significato per la cittadinanza tedesca il passaggio al nazionalsocialismo, ovvero l'avvento al potere del partito nazista, con il cambiamento nelle libertà principali, passando per la censura e il sospetto. Altra tematica sarà quella del contenuto dei discorsi di Adolf Hitler alla nazione tedesca, la sua potenza comunicativa, la tecnica comunicativa e la sua presa sulla popolazione. La rappresentazione, inoltre, si interrogherà sull'importanza della "memoria", come momento di riflessione, comprensione e monito nei confronti del futuro. Sul palco Luca Avagliano, Roberto Caccavo, Simone Martini, Alessio Martinoli, Lorella Serni e gli allievi del laboratorio teatrale delle Fornaci Ks Lab: Antonella Alfieri, Leonardo Bacci, Daniela Belardini, Marta Bonfanti, Francesco Brogi, Giulia Cappellini, Claudia, Carusi Giorgio Cigolini, Riccardo Corazzesi, Filomena D’Ambrosa, Maria, Cristina Finischi, Chiara Francioni, Catia Galletti, Alessandro Gambassi, Donatella Gioli, Veronica Gruwer, Azzurra Magherini, Caterina Masini, Luisa Masini, Francesca Mori, Andrea Peggion, Nicoletta Sordi, Lucia Veronese. Lo spettacolo sarà replicato lunedì 29 gennaio alle 11.00 per le classi di III media dell'Istituto Comprensivo di Terranuova Bracciolini. L’ingresso è libero.

Cetona ricorda la Giornata della Memoria dedicata alle vittime dell’Olocausto con la presentazione del libro “Andata e (non) ritorno. La letteratura dello sterminio fra storia e narrazione”, scritto da Anne-Marie Jaton e Fabio Ciaralli. L’appuntamento è in programma sabato 27 gennaio alle ore 10.30 nella Sala Santissima Annunziata, con un incontro pubblico che vedrà anche la presenza degli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Cetona. Il libro “Andata e (non) ritorno. La letteratura dello sterminio fra storia e narrazione” mostra in maniera impietosa quanto l’uomo sia pronto a superare tutti i confini per sopravvivere e conduce inevitabilmente a confrontarsi con temi storici e riflessioni psicosociali che si interrogano sulla presenza del male nell'uomo. Il volume riunisce grandi scrittori europei che cercano un modo di esprimere l'oscillazione impazzita fra vita e cercano risposte di fronte a certezze che vacillano.

Redazione Nove da Firenze