Giornata della Memoria: tutte le iniziative in programma

Eventi in tutta la Toscana, non soltanto sabato 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Venerdì 8.000 ragazzi e un filo che porta alle leggi razziali coloniali. Radiotre con la Comunità ebraica di Livorno


FIRENZE– Anno dopo anno il Giorno della Memoria fatalmente assume una tonalità diversa. Scompaiono i testimoni diretti, si succedono le generazioni, cambiano le forme tecnologiche e sociali del ricordo. Una data come questa diventa sempre meno rituale e sempre più una sfida: trasmettere qualcosa di indimenticabile attraverso tempi, culture, sensibilità profondamente cambiati. Un appuntamento, quello di quest’anno, che coincide con l’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali, data spartiacque tra la fine del sogno del rispetto e dell’integrazione e l’inizio di un incubo. I bambini e i ragazzi di quel neanche così lontano 1938 ricordano il loro forzato allontanamento dalla scuola e quello dei loro genitori dal lavoro con i sentimenti prima dell’incredulità e poi dell’umiliazione e della paura.

Chi è sopravvissuto avrebbe il diritto (e tutte le ragioni) per dimenticare. Gli altri hanno però il dovere di ricordare. La Toscana riparte dalle leggi razziali coloniali del 1937, che precedettero di un anno le leggi antisemite del 1938, per raccontare le deportazioni e gli orrori dei campi di sterminio nazisti. L'ottantesimo anniversario di quelle leggi, che punivano con la "reclusione da uno a cinque anni i cittadini italiani che tenessero relazione d'indole coniugale con persona suddita dell'Africa orientale italiana" - un anniversario dimenticato un po' in tutta Italia - sarà uno infatti dei fili rossi del Giorno della Memoria che sarà vissuto con quasi ottomila studenti delle scuole superiori di tutta la regione il 26 gennaio 2018 al Mandela Forum di Firenze. Il 26 e non il 27, che questa volta cade di sabato. L'iniziativa si ripete dal 2006, tutti gli anni pari (mentre i dispari parte un treno con cinquecento ragazzi per Auschwitz) e si accompagna ai tanti eventi che animano in questi giorni città e paesi di tutta la Toscana. Organizza la Regione, con la collaborazione della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, che nei mesi scorsi, come spesso accade, hanno organizzato insieme all'Istituto storico della Resistenza in Toscana corsi rivolti agli insegnanti. Il motivo è semplice: la memoria non si improvvisa, nasce dallo studio e va allenata. E si è parlato giustappunto delle legislazioni razziste e antisemite dell'Italia fascista del 1937 e 1938. Vi è infatti un nesso logico e concettuale indissociabile tra la legislazione razzista coloniale del 1937 e la legislazione antiebraica del 1938. Gli organizzatori lo spiegano prendendo a prestito le parole dello storico Enzo Collotti, che già ne aveva scritto nel 2003. Un nesso graficamente sottolineato nel manifesto toscano del Giorno della memoria 2018, con l'immagine della copertina di uno dei primi numeri della rivista "La difesa della razza", strappata, dietro cui spunta la foto di alcuni deportati nei campi. Per certi orrori non si sono antidoti ma solo vaccini; e i vaccini richiedono un richiamo annuale. Anzi, durante tutto l'anno. Per questo in Toscana il Giorno della memoria non è vissuto solo come celebrazione: con più di 6.000 studenti e mille insegnanti sul treno della memoria dal 2001, sessantamila studenti al Mandela Forum dal 2006, corsi di preparazione e iniziative in tutta la regione.

I primi ragazzi arriveranno al Mandela Forum di Firenze alle 8.40 (on line il programma). Ad accoglierli sarà Enrico Fink e la sua orchestra multietnica, con musiche klezmer. Interverrà con un video saluto lo scrittore Saviano. Sarà poi la volta dei testimoni e sopravvissuti, intervistati dal conduttore e giornalista Massimo Bernardini. Al suo fianco ci saranno due storici, Giovanni Gozzini e Nicola Labanca, e naturalmente Ugo Caffaz. Tra i testimoni la prima a salire sul palco sarà Vera Vigevani Jarach, poi tutti gli altri. Nove storie, in sei fisicamente presenti, e quattro diversi temi e prospettive: la persecuzione di chi non è stato deportato ma ha subito le leggi antiebraiche, la deportazione politica di chi ha scelto la Resistenza e la lotta al nazifascimo, quella dei soldati italiani che dopo l'8 settembre 1943 scelsero di non arruolarsi con la Repubblica di Salò – i primi ad essere arrestati - e infine la deportazione ‘razziale', degli ebrei ma non solo loro. Con Vera Vigevani Jarach appunto e Aldo Zargani, nuovo al bagno di studenti del Mandela Forum di Firenze, con Antonio Ceseri, scomparso da qualche settimana e di cui sarà riproposta un'intervista, e Vera Michelin Salomon, con Marcello Martini (anche lui presente in video, impossibilitato a venire), con Kitty Braun e Andra Bucci. Mancherà la sorella, Tatiana, per improvvisi impegni familiari. L'ottava storia sarà quella di Igiaba Scego, italiana di origini somale, nata a Roma nel 1974 da genitori che hanno subito in Africa il razzismo coloniale fascista. Interverranno anche Aned e Anpi, l'associazione degli ex deportati e dei partigiani, con un appello comune. Ma non ci saranno solo le parole. Durante la mattinata, fino alle 13, ci sarà spazio per la musica, con una ninna nanna composta nel ghetto di Terezin e suonata con gli strumenti dell'epoca. Sempre in musica e col canto sarà raccontata la resistenza etiope contro l'occupazione fascista, frutto della ricerca condotta dalla scrittrice Gabriella Ghermandi, che nel paese africano è nata nel 1965, mamma etiope e padre bolognese. Il suo sarà un meticciato di storie di zone diverse del mondo ma anche tra strumenti moderni ed antichissimi. E' attesa anche Katharina von Schnurbein, coordinatrice della Commissione europea per la lotta all'antisemitismo. Il Quirinale ha concesso al meeting degli studenti toscani del Giorno della Memoria la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica italiana.

 In occasione del Giorno della Memoria 2018, lunedì 29 gennaio, alle ore 9, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei ricorderà gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre, a seguito delle leggi razziali, davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato (Piazza San Marco, 4), con la deposizione di una corona di alloro. A seguire in Aula magna, alle 9.30, gli attori della Compagnia teatrale universitaria “Binario di Scambio” leggeranno alcuni brani di poesia e prosa attingendo tra gli altri a testi di Giuseppe Ungaretti, Fernando Pessoa, Nelson Mandela e Primo Levi. Il Coro universitario interpreterà brani tratti da Leonard Cohen, Mozart e U2, mentre il violinista Gabriele Centorbi, accompagnato al pianoforte da Patrizio Paoli, eseguirà “Méditation” dal Thais di Jules Massenet.

Il Comune di Lastra a Signa celebrerà il Giorno della Memoria per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto e del nazifascismo con un’iniziativa al Teatro delle Arti di via Matteotti. Giovedì 25 gennaio a partire dalle 9 si terrà la proiezione del film “La signora dello zoo di Varsavia " di Niki Caro, preceduta dai saluti del sindaco Angela Bagni e introdotta dalla presidente del consiglio comunale Gemma Pandolfini. A seguire avrà luogo l’incontro con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci e con il Consiglio comunale dei ragazzi, a cui parteciperanno Moreno Cipriani di Aned Firenze e Davide Sadun rappresentante della Comunità Ebraica di Firenze.

Due eventi per non dimenticare l’Olocausto, una delle pagine più tristi della storia umana. Si celebra sabato 27 gennaio “La giornata della Memoria” per commemorare tutte le vittime delle deportazioni. Per l’occasione l’Amministrazione Comunale di Rufina, gli “Amici di Contea” con la collaborazione dell' Associazione Nazionale ex-deportati nei campi nazisti sezione di Firenze, organizzano due eventi giovedì 25 e lunedì 29 gennaio. Giovedì 25 gennaio alle 11 nei locali della Scuola Media sarà proiettato il film “Il viaggio di Fanny” tratto dalla storia vera di una bimba di 12 anni che cerca di fuggire in Svizzera insieme ad altri bambini ebrei. All’iniziativa, rivolta ai ragazzi della scuola media, parteciperà Aned che ha svolto negli anni scorsi e sta svolgendo anche quest’anno proprio nelle scuole medie gli incontri preparatori al Viaggio della Memoria. La seconda iniziativa è invece aperta a tutti ed è fissata per lunedì 29 gennaio alle 21 nella nuova saletta civica della Biblioteca Comunale. Titolo dell’incontro sarà: “Oltre la vittoria” organizzata da “Gli Amici di Contea”, Comune di Rufina ed Aned. I protagonisti Luigi Dionisio, Fabio Fabiani e Tiziano Lanzini affronteranno il tema sotto una prospettiva particolare e diversa quella consueta, utilizzando i racconti di sportivi, famosi e non, che furono deportati nei campi di prigionia. Si assisterà al racconto di partite di calcio ed incontri di pugilato disputati ad Auschwitz ed in altri campi e del coraggio di questi atleti che seppero “dire di no”. 

“Anna Frank e altre 14 storie” è questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà a Londa giovedì prossimo, 25 gennaio alle 21 nella sala Polifunzionale (Via Roma all’interno dell’edificio scolastico) in occasione del Giorno della Memoria. L’incontro, organizzato da Gli Amici di Contea con la Collaborazione del Comune di Londa e di Aned sezione di Firenze, sarà incentrato sulle storie della celebre Anna Frank e di altre 14 vittime della follia del Nazi-Fascismo. Si parlerà della loro vita prima dell’Olocausto, dell’arresto, del viaggio e della prigionia nei campi di sterminio fino al ritorno, per chi di loro c’è stato. Durante la serata si parlerà anche di “razzismi vecchi e nuovi” con la testimonianza di due ragazzi dell’Associazione Il Sicomoro con l’introduzione del Professor Mamadou Ly.

A Prato primo appuntamento è previsto per la mattina di giovedì 25 gennaio, dalle 9.30 alle 11.30, nei locali di Officina Giovani, dove un gruppo di ragazzi delle scuole pratesi assisterà allo spettacolo teatrale "Cenere e Cielo" di Grazia Frasina diretto dal regista Massimo BonechiVenerdì 26 dalle 9.30 alle 13 appuntamento con l'annuale meeting al Nelson Mandela Forum, organizzato a livello regionale dal Museo della Deportazione e della Resistenza, quest'anno intitolato "Dal razzismo di stato allo stato di diritto (1938-2018)". L'evento sarà incentrato sulla promulgazione delle leggi razziali in Italia nel 1938, visto che proprio nel 2018 cade l'ottantesimo anniversario dalla promulgazione, e vedrà la partecipazione di circa 7.000 studenti provenienti da tutta la regione. Da Prato saranno circa in 570, tra studenti e insegnanti delle scuole superiori, a partecipare all'evento. Saranno coinvolti gli istituti Datini, Dagomari, Gramsci-Keynes, Copernico, Cicognini-Rodari, Livi e Marconi. La giornata clou sarà sabato 27, data della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz scelta come data simbolo per la giornata che vuole celebrare la libertà, la conoscenza e la memoria. La mattina alle ore 10.30 in piazza delle Carceri verrà depositata la corona d'alloro sulla targa in ricordo dei deportati pratesi, e non solo, che furono deportati nei campi nazisti e furono vittime le persecuzioni razziali. Saranno presenti i rappresentanti del Comune di Prato, della Comunità Ebraica di Firenze, di Aned e della Curia Diocesana. Per l'occasione il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato resterà aperto (dalle 10 alle 18) e alle 16 sarà possibile usufruire della visita guidata gratuita. Appuntamento invece in piazza Duomo alle 17.30 per l'iniziativa "Luci sulla Memoria" promossa da Anpi e Sentieri Partigiani, una camminata per le vie di Prato fra le Pietre d'inciampo. Progetto realizzato dall'artista berlinese Gunter Demnig, le Pietre d'inciampo sono piccole targhe di ottone con incisi pochi dati anagrafici dei deportati e collocate nel luogo d'arresto o davanti all' ultima residenza nota del deportato. Dalle 9.30 torna invece in scena lo spettacolo teatrale "Cenere e Cielo" nello Spazio Teatrale Allincontro di via Nistri, che questa volta vedrà coinvolti alcuni studenti delle scuole medie dell'istituto Mascagni, Marco Polo e Buricchi, e del Liceo CopernicoLunedì 29 alle 16.30 nella Sala Conferenze del Museo della Deportazione e Resistenza di Prato porteranno la loro testimonianza diretta le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al lager nazista di Auschwitz-Birkenau.

La drammaticità delle sculture di Jacques Lipchitz per non dimenticare la tragedia della Shoah. La collezione d'arte presente a Palazzo Pretorio del maestro lituano, perseguitato dai nazisti per le sue origini ebraiche, sarà al centro di una speciale visita guidata gratuita, sabato 27 gennaio alle 16, in occasione della Giornata della Memoria. Il Pretorio aderisce infatti a "La Shoah nell'arte" che si svolge in musei, gallerie e teatri di tutta Italia trasformando l'arte in un veicolo privilegiato per testimoniare gli orrori delle persecuzioni. Per partecipare all'iniziativa è consigliata la prenotazione direttamente in biglietteria o al numero 0574 1837860. All'interno del Museo il percorso dedicato alle opere di Lipchtz, considerato il più grande scultore cubista, si snoda lungo il terzo piano e raccoglie una selezione di sculture e disegni che consente di seguire la genesi della creazione artistica: dallo schizzo di un'idea alla definizione su carta, fino ai modelli in gesso poi utilizzati per le sculture in bronzo e marmo. Jacques Lipchitz, di origine lituana, si formò a Parigi, dove si legò a Modigliani, Juan Gris e Picasso. Dopo l'occupazione nazista, per le sue origini ebraiche fu costretto a lasciare la Francia e a trasferirsi negli Stati Uniti, a questo periodo appartiene Madre e figlio, la prima scultura realizzata a New York nel 1941. "La Shoah nell'arte" è un progetto dell'associazione Ecad (impegnata da anni in attività di ricerca, approfondimento e divulgazione della memoria) ed è patrocinato, tra gli altri, dal Mibact e dall'Unione comunità ebraiche. 

Anche i comuni limitrofi parteciperanno alla commemorazione con una serie di iniziative dedicate. Il Comune di Carmignano sabato 27 alle 21 ospiterà nello Spazio culturale Pandora la messa in scena di "Cenere e Cielo", con ingresso a offerta libera aperto a tutti. Domenica 28 alle 17.30 è previsto all'interno della Sala Consiliare il "Concerto per la Memoria", recital musicale di Marco Rovelli.

Nella Sala Banti del Comune di Montemurlo, lunedì 29 gennaio alle ore 10 incontro con le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al lager nazista di Auschwitz-Birkenau.

Eventi il 27 gennaio anche a Volterra. Un programma organizzato dagli assessorati agli eventi e alla cultura insieme ad Emergency Volterra e all’associazione Chihapiumevolerà. Alle 10.30 in Sala del Maggior Consiglio gli interventi di Torquato Ghionzoli uno degli ultimi patrioti rimasti della 23^ Brigata Garibaldi, Dante Lorenzini figlio dei coniugi Lorenzini “Giusti di Volterra” e Vittorio Lukacs figlio di un ebreo salvato dai Lorenzini. Alle ore 11.30 ritrovo a Porta San Francesco dove verrà intitolata una via ai coniugi Lorenzini riconosciuti Giusti fra le Nazioni. Alle ore 17 al Cinema centrale Emergency organizza la proiezione del documentario Storia di una pallottola e a seguire incontro con Christian Elia e Annet Hennemann in collaborazione con Vai Oltre e Consorzio Turistico. Infine alle ore 21.15 al teatro Persio Flacco La vita è bella a modo nostro organizzato da Chihapiumevolerà. La Giornata della memoria è stata anticipata domenica scorsa dall'inaugurazione, alla presenza del Presidente provinciale Anpi, di un cippo in onore di Niccolò, Ciaba e degli antifascisti borghigiani, a cura dell'Anpi volterrana e del Comune.

Radiotre, in occasione del Giorno della Memoria propone uno speciale condotto dal direttore di Radiotre Marino Sinibaldi, dalle 20.30 alle 22.30, in diretta dal Teatro Goldoni di Livorno, città in cui la presenza ebraica è stata particolarmente significativa. Una serata ricca di testimonianze e riflessioni, con letture e momenti musicali affidati al Coro “Ernesto Ventura” della Comunità ebraica di Livorno diretto dal M° Paolo Filidei. Tra gli ospiti della serata i testimoni Aldo Liscia, Pierina Rossi, Edi Bueno, Gabriele Bedarida, il presidente della Comunità ebraica livornese Vittorio Mosseri, gli storici Lucia Frattarelli Fischer, Catia Sonetti, Gabriella Puntoni, il linguista Fabrizio Franceschini e il cantautore e scrittore Simone Lenzi. Canti della tradizione ebraica intonati dal Coro della Comunità livornese, documenti storici e suggestioni letterarie, per la voce, dell’attore Enrico Martino punteggeranno la serata. Sarà possibile assistere alla serata al Teatro Goldoni di Livorno. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Il Teatro aprirà alle ore 20.

E’ stato il più giovane allenatore a vincere uno scudetto nel 1930 con l’Ambrosiana ma è stato sconfitto dalle leggi razziali e dall’antisemitismo che lo hanno portato a perdere la vita in una camera a gas nel 1944. E’ la storia di Arpad Weisz raccontata e strappata all’oblio da Matteo Marani, ex direttore del Guerin Sportivo e vicedirettore di Sky Sport, nel suo libro “Dallo scudetto ad Auschwitz. Storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo”. Il volume sarà presentato dall’autore giovedì 25 gennaio alle 17.30 nella Sala Tamagni di Palazzo Pratellesi a San Gimignano in occasione delle celebrazioni della giornata della memoria per un’iniziativa organizzata dal Comune di San Gimignano e dalla locale sezione Anpi in collaborazione con gli altri comuni della Valdelsa: Radicondoli, Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e Casole d’Elsa.

A Montepulciano il Teatro Poliziano celebra il Giorno della Memoria con lo spettacolo “Dall’inferno alla luna” del drammaturgo francese Jean-Pierre Thiercelin, per la regia di Laura Fatini. Sabato 27 gennaio, ore 21.15, a Montepulciano va in scena una rappresentazione che affronta in maniera originale, poetica e persino umoristica l’evento drammatico dell’olocausto. Jean-Pierre Thiercelin è un attore e drammaturgo francese particolarmente apprezzato Oltralpe, dove le sue pièce radiofoniche sono trasmesse sulle frequenze nazionali: l’autore sarà straordinariamente presente al Teatro Poliziano per un incontro con il pubblico, in programma alle ore 20.45. Il testo, messo in scena dalla Compagnia degli Arrischianti, delinea con humor e accenti grotteschi, il problema della tutela della memoria dell’indicibile, ovvero l’Olocausto. “Dall’inferno alla luna” ci interroga infatti su quale sia il valore delle commemorazioni storiche e delle cerimonie in occasione del Giorno della Memoria, e su come rendere vivo e reale il ricordo di quello che un’intera generazione europea ha vissuto e ormai quasi non ricorda più (o addirittura rinnega). Nello spettacolo si confrontano con queste tematiche la generazione dei deportati e quella dei loro figli, e alla fine, dei loro nipoti, attorno a una vicenda realmente accaduta benché decisamente curiosa, quella cioè del Barone von Braun, scienziato nazista che dirigeva le operazioni di ricerca presso il campo di concentramento di Dora-Mittlebau, dove si realizzavano i missili V1 e V2. Quello stesso von Braun fu naturalizzato americano, una volta finita la guerra e collaborò, proprio grazie a quanto realizzato nell’inferno di Dora, alla realizzazione del sogno dell’uomo: lo sbarco sulla luna. Si tratta dello stesso von Braun che possiamo vedere in immagini di repertorio a fianco di John Fitzgerald Kennedy o sulla copertina di Time con l’appellativo di Missileman Braun.

La Nuova accademia degli Arrischianti celebra il giorno della memoria al teatro comunale di Sarteano con la proiezione del film “La Rosa bianca” Marc Rothemund, domenica 28 gennaio (ore 17,30). Sarà un modo originale per mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto durante l’Olocausto. Il film racconta la biografia delle vicende della “Rosa Bianca”, nome di un gruppo di universitari che si opponeva al nazismo nel 1943. Personaggio centrale del film è Sophie Scholl, l’unica donna del gruppo, pronta a sacrificare anche la vita in nome dei propri ideali. Il film ha ottenuto molti riconoscimenti alla 55^ edizione del Festival del Cinema di Berlino, ricevendo l’Orso d’argento per la regia. L’attrice di teatro Julia Jentsch si è aggiudicata il premio come migliore attrice protagonista. La vicenda si svolge a Monaco. Mentre la guerra di Hitler devasta l’Europa, Sophie insieme a suo fratello Hans e ad altri cinque studenti cattolici dell’Università si riunirono per sette mesi dall’agosto al febbraio del ‘43 con il nome di Rosa bianca e cercarono di sensibilizzare gli altri studenti e la popolazione contro le aberrazioni del regime nazista. Produssero in tutto sei volantini e un’ottantina di scritte murali in varie città della Germania e, per questo, furono brutalmente imprigionati e condannati a morte. Il regista Marc Rothemund si avvale per la sceneggiatura, e quindi per il taglio del film, di documenti inediti conservati per decenni negli archivi della Germania Est, resi pubblici soltanto nel 1990. Tra questi, i verbali originali degli interrogatori e dalle numerose testimonianze, come quella della compagna di cella di Sophie Else Gebel. Perciò la storia del gruppo non è in primo piano, mentre lo è la personalità e lo spirito civico ed etico di Sophie e di suo fratello.

La stagione teatrale di San Casciano Bagni continua con “Gli Ebrei sono matti”, uno spettacolo di Dario Aggioli dedicato al Giorno della memoria, in programma sabato 27 gennaio (ore 21) al teatro dei Georgofili accalorati. Sul palco, lo stesso Aggioli con Guglielmo Favilla. "Gli Ebrei sono matti" si ispira a un fatto realmente accaduto durante il Ventennio fascista: nella casa di cura per malattie mentali “Villa Turina Amione”, l’allora direttore, il professor Carlo Angela, padre del noto presentatore televisivo, offrì rifugio a numerosi antifascisti ed ebrei, confondendoli con i degenti. La vicenda vede protagonista Enrico, che viene ricoverato in un manicomio in una clinica vicino Torino, lontano dai suoi cari, dalla sua città e dai discorsi del Duce, da lui tanto amati. Ferruccio, ebreo romano costretto a fuggire per l’ennesima volta, viene ricoverato in un manicomio vicino al confine, sotto un altro nome: Angelo. Il professore che dirige la casa di cura, per insegnargli a comportarsi come un malato di mente, lo mette in stanza con Enrico, uno dei più innocui tra i degenti. Ferruccio, per imparare ad essere un altro, si confronta con Enrico che non riesce ad essere più se stesso da tempo. Un matto vero fascista e un matto falso ebreo raccontano la tragedia delle leggi razziali attraverso la comicità della situazione. Per raccontare la patologia di Enrico, un tipo di demenza romanzata con tratti autistici, verranno utilizzate alcune particolari maschere realizzate in gioventù da Julie Taymor, regista di Titus e di Frida. La stagione di San Casciano dei Bagni è frutto di un’organizzazione congiunta tra il Comune e il teatro Boni di Acquapendente (direzione artistica Sandro Nardi). Ingressi: intero 12 euro, ridotti e ragazzi e 10 euro.

Redazione Nove da Firenze