Ganzaroli, ex dipendenti in attesa della liquidazione dal 2015

Serpeggia l'amarezza tra gli ex dipendenti della vecchia gestione Ganzaroli


La vertenza è finita sotto ai riflettori nel 2014 - 2015 per approdare poi ai tavoli di accordo aperti tra sindacati, istituzioni e la vecchia proprietà. Nel frattempo sono stati organizzati alcuni presidi in strada e sottoscritta una petizione che ha cercato di portare la vertenza a conoscenza del vicinato di via Giovanni Lanza ed area del Madonnone.

Oggi, dopo gli sforzi fatti da chi ha rilevato il vecchio marchio riproponendosi con formule nuove sul mercato e nello stesso tessuto commerciale di Bellariva che rischiava altrimenti di perdere un presidio oramai storico per la zona, alcuni ex dipendenti tornano a farsi sentire.
Il pagamento rateale del Tfr, sospeso oramai da alcuni mesi, pesa sui bilanci familiari ed è stato accompagnato dalla percezione di una attività in ripresa che non sembra richiamare gli ex dipendenti e da una eccessiva distanza da parte delle rappresentanze sindacali.
Chi ha partecipato ai presidi degli anni passati, durante le fasi calde della crisi, segnala oggi a Nove da Firenze che l'accordo sottoscritto anche da sindacati e Città Metropolitana non avrebbe portato ancora all'auspicata riscossione del dovuto. 
Non solo, negli accordi si paventava la possibilità di una ricollocazione nel caso in cui l'azienda fosse riuscita a risollevarsi, ma solo in pochi tra gli ex dipendenti sarebbero stati riassorbiti. Cosa è accaduto?

"L'accordo sottoscritto su consiglio dei sindacati di categoria - ricorda una ex dipendente - avrebbe dovuto portarci a riscuotere ratealmente quanto ci spettava a fine trattamento, ma tutto si è arenato nell'ottobre 2015 e siamo ancora in attesa. Intanto vediamo che l'attività non è cessata e nuove aperture si prospettano.. siamo molto amareggiati. Ci siamo sentiti abbandonati da chi ci aveva promesso il suo sostegno"
L'accordo come era stato accolto? "Con dispiacere visto che si trattava comunque di mettere un punto alla vertenza, ma ci venne detto che dovevamo ritenerci "fortunati" perché avremmo ottenuto tutto ciò che ci spettava. Purtroppo così non è stato ed oltre ai primi esuberi ne sono seguiti altri l'anno successivo, trattati però in maniera differente, nei tempi e nei modi".

Nell'autunno scorso la vertenza ha subito un drastico congelamento, a ricordarlo è Marco Pesci della Filcams Cgil "I tempi ed i modi non sono più dipesi da noi dal momento in cui la vecchia proprietà ha sottoposto i libri contabili al Tribunale: da quel momento sono subentrati il commissario prima ed il liquidatore poi che hanno bloccato le disponibilità economiche per valutare la presenza di eventuali creditori, dove ci sono anche i dipendenti che però sono creditori privilegiati. Trattandosi di una azienda con numerosi dipendenti il Tfr era presente sia presso l'INPS che presso la ditta, per quanto riguarda la parte presente in ditta, occorre attendere i tempi tecnici di erogazione. Posso tranquillizzare gli ex dipendenti dicendo loro che i soldi ci sono, come ci è stato confermato, e a breve saranno risolte le pendenze".

Ci sono ex dipendenti amareggiati per l'evoluzione della vicenda "Sono dispiaciuto e mi sento doppiamente amareggiato - confessa Pesci - ma il sindacato c'è sempre stato ed io continuo personalmente a rispondere a quanti mi contattano per sapere quando si sbloccherà la situazione. Teniamo presente però, questo è importante, che l'attività prosegue ma le società fanno oggi capo ad altri proprietari secondo una procedura trasparente svoltasi sotto gli occhi del Tribunale".

Che valore ha oggi l'accordo sottoscritto in Città Metropolitana? "Ha un grande valore - sottolinea Pesci - è in virtù di quell'accordo se oggi gli ex dipendenti possono contare di recuperare ciò che gli spetta legalmente. Per la parte che riguarda il ricollocamento, chi ha rilevato a proprie spese l'attività si è impegnato nei limiti del possibile a riassorbire ex dipendenti, ma questo dipende anche dall'andamento del mercato".

Il sindacato ha sottoscritto accordi con altre aziende per il riassorbimento degli ex dipendenti Ganzaroli? "Che io sappia la Cgil non si è impegnata in tal senso - dichiara infine Pesci - se ci sono state nel frattempo assunzioni in altri luoghi o settori ne sono più che contento, ma immagino che siano stati gli ex dipendenti a proporre autonomamente le proprie candidature altrove, così come alcuni di loro si sono rivolti ad avvocati personali. Spero sappiano già che la Cgil è sempre a loro disposizione".

Redazione Nove da Firenze