"Game over": il re delle scommesse operava anche a Firenze?

Arrestato ieri per mafia


C’è anche il re delle scommesse online tra i 31 indagati di ieri mattina da parte degli agenti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Palermo con l’accusa di aver costituito una rete di affari al servizio delle cosche siciliane. I reati contestati vanno dall'associazione mafiosa al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alla truffa ai danni dello Stato, al traffico di droga. Sono 23 le persone arrestate mentre per altre otto sono stati emessi provvedimenti di divieto di dimora o obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria. L’imprenditore del settore dei giochi e delle scommesse era riuscito, con l´appoggio delle famiglie mafiose, a monopolizzare il settore e realizzare una rete di agenzie di scommesse, più di settecento in tutta Italia, per un incasso che arrivava a oltre un milione di euro mensili. Parte di queste somme, tra i 300 e gli 800 mila euro l´anno, veniva poi distribuita all´organizzazione mafiosa. Dalle indagini è emerso un vero e proprio contratto tra Cosa Nostra palermitana e il boss delle scommesse ed è stato ricostruito il movimento degli enormi flussi di denaro provenienti dal gioco illecito.

Il marchio collegato alla operazione antimafia di ieri si trova anche a Firenze. Infatti l'insegna B2875, oggetto del'operazione Game Over contro Cosa Nostra in tutta Italia, è esposta all'entrata di un'agenzia di scommesse nel quartiere di Rifredi. Fa parte anche questa delle agenzie di scommesse chiuse e sequestrate, con l’ausilio dei poliziotti delle Squadre mobili locali, 40 in tutta Italia di proprietà dell’imprenditore?

"Questo fatto, questo collegamento ci deve far riflettere sulla necessità di controllare a tappeto la situazione esistente a Firenze" commenta Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto.

In carcere, oltre a persone legate a Cosa Nostra con ruoli di vertice, sono finiti anche professionisti insospettabili, funzionali agli interessi criminali del re delle scommesse. Alcuni indagati sono accusati anche di produzione e traffico di stupefacenti. Nel corso dell’operazione, denominata “Game over”, sono stati sequestrati beni immobili, società e conti correnti bancari dell’imprenditore e di diverse persone che lo avrebbero aiutato a riciclare denaro sporco per milioni di euro. Nella fase esecutiva dell’operazione sono stati impegnati più di 200 poliziotti.

Redazione Nove da Firenze