Rubrica — Agroalimentare

Frutta: “In Toscana la migliore produzione degli ultimi 10 anni”

Tonioni “I toscani preferiscono il prodotto toscano" Domanda interna +20% in due anni. Etruria Royal Fruit tra le eccellenze: riunisce 16 imprese tra Grosseto e Livorno


La produzione frutticola del 2016 è stata sicuramente la migliore degli ultimi 10 annicon un rapporto eccellente fra qualità e quantità.” Lo afferma Antonio Tonioni, presidente della sezione prodotto ortofrutta di Confagricoltura Toscana che fa il bilancio dopo la conclusione della stagione estiva. Secondo le stime di Confagricoltura la produzione è aumentata del 5% rispetto al 2015 ma ciò che rende la produzione 2016 eccellente è sicuramente la qualità grazie, spiega Tonioni, “ad un andamento climatico molto variegato che ha permesso di raggiungere il massimo livello qualitativo organolettico della frutta. In particolare dobbiamo ringraziare una continua escursione termica che corrisponde ad un aumento del grado zuccherino e della colorazione. Caratteristiche fondamentali per il prodotto.” In Toscana la superficie odierna destinata al settore frutticolo è di 2.500 ettari con un valore medio della produzione di 300 quintali/ettaro che corrisponde ad un valore economico di circa 40 milioni di euro. Per quanto riguarda la tipologia di raccolto la mela resta la produzione regionale più importante con 750 mila quintali annui, segue la pesca – pesca noce con 150 mila quintali e la pera con 100 mila quintali di produzione all'anno. “Ciò che vogliamo sottolineare – spiega Tonioni – è l'incredibile aumento della domanda interna che abbiamo registrato negli ultimi due anni. Si tratta di un aumento del 20% registrato in particolare grazie all'attenzione da parte della grande distribuzione che sceglie sempre di più un prodotto locale. Segno che le campagne di sensibilizzazione sul valore del km 0 stanno funzionando e il consumatore è sempre più attento alle proprie scelte.”

Il futuro della produzione ortofrutticola passa dall'aggregazione, perché la Toscana è ancora fanalino di coda per le Organizzazione di produttori (Op). Sono stati due giorni di interventi e approfondimenti quelli organizzati da Etruria Royal Fruit a Venturina, con il corso di formazione «L'orticoltura di domani», martedì 4 e mercoledì 5 ottobre: due giorni per sensibilizzare le aziende del Grossetano e del Livornese sull'importanza di unirsi per affrontare insieme le opportunità del mercato e per avere i finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità europea. In Toscana ci sono solo 5 organizzazioni di produttori: tra queste spicca proprio Eturia Royal Fruit, nata nel 2014, con sede a Grosseto, che unisce attualmente 16 imprese tra le province di Grosseto e Livorno. «Purtroppo in Toscana – spiega il direttore di Etruria Royal Fruit, Alberto Veronesi – su dieci aziende agricole solo due sono aggregate in Op. Un numero ridotto, dovuto a una cultura ancorata al passato: troppi campanilismi, manca quella formazione di gruppo che oggi serve per affrontare il mercato. Una Op ha il vantaggio di presentarsi al meglio alla grande distribuzione, perché il dislivello tra produttore e cliente finale è troppo grande per farcela da soli, e nel contempo rende più semplice accedere ai finanziamenti messi a disposizione dalla Comunità europea. Per questo con Etruria Royal Fruit ci stiamo impegnando sul territorio per far passare il messaggio che fare massa critica oggi è fondamentale». Le Op italiane sono rappresentate a livello nazionale da Unaproa. A Venturina, per Unaproa, c'era Melven Bosca. «L'Unione europea si rapporta con soggetti d'impresa che in questo caso hanno una doppia valenza: non solo – ha spiegato Bosca – quella di fornire un bene pubblico tutelato e controllato, ma anche quella sociale di salvaguardia dell'ambiente. Le Op sono un motore virtuoso di sviluppo economico: i finanziamenti europei non sono a fondo perduto ma implicano investimenti da parte delle aziende e ciò ha una ricaduta economica sul territorio dove operano”. Al convegno ha partecipato anche la Regione Toscana, con i funzionari Gennaro Gilberti e Luciano Zoppi: hanno spiegato ai produttori che in Italia e nel mondo c'è voglia di Toscana e che oggi la «fame» di prodotti toscani è enorme, quindi devono essere trovati tutti gli strumenti per riuscire a coprire il mercato. «Noi abbiamo il compito di rispondere a questa domanda – ha dichiarato Luciano Zoppi – perché altrimenti ci saranno altri a farlo al posto nostro. L'assessore regionale Marco Remaschi si è impegnato a dialogare con la grande distribuzione, che ha necessità di incontrare i produttori: su questo dobbiamo lavorare tutti insieme”. Il Piano di sviluppo regionale e i programmi operativi delle Op sono gli unici mezzi che hanno le aziende per accedere ai finanziamenti europei: strumenti da utilizzare insieme. «Poi – hanno aggiunto i funzionari regionali – serve innovazione: non è pensabile nella società attuale, dove l'acquisto passa principalmente attraverso uno smartphone, continuare a utilizzare le forme di vendita del passato”. E anche sotto questo aspetto Etruria Royal Fruit è al passo con i tempi: è infatti la prima Op in Toscana ad aver tradotto il proprio lavoro in una applicazione, sia per Android che per Ios, che rende tangibile l'impegno del gruppo sulla tracciabilità del prodotto finale e sull'importanza di consumare frutta e verdura per il proprio benessere. L'applicazione «5 colori di Etruria», infatti, rende possibile conoscere l'azienda dalla quale proviene l'alimento che si va ad acquistare e nel contempo fornisce anche una scheda per conoscere i valori nutrizionali assunti, per capire quali mancano e in quali quantità. «Essere oggi sul mercato ignorando i canali di comunicazione digitale – ha spiegato Antonio Laudazi di Marte 5, l'azienda che ha creato l'applicazione – vuol dire mettere un freno alla propria capacità di crescita. Alcuni settori sono particolarmente resistenti all'alfabetizzazione tecnologica, proprio come l'ortofrutticolo: questa applicazione è un grande passo avanti».

Redazione Nove da Firenze