​Forteto missione a Roma, per Mugnai: "Esperienza imbarazzante"

Stefano Mugnai commenta l’esito della missione in Parlamento, una trasferta utile?


La commissione regionale d’inchiesta si è recata a Roma.L'obiettivo dare seguito all'esito delle relazioni presentate al popolo toscano dopo anni di valutazioni, audizioni, presa visione degli atti il tutto in parallello con l'attività della magistratura.

 Per Stefano Mugnai "Un'altra occasione per fare chiarezza su questa orribile vicenda di abusi perpetrati per decenni con la ‘distrazione’ colpevole del sistema politico di governo in Toscana e degli ambienti giudiziari".
 L'esponente toscano invece al suo rientro registra "Un impressionante arroccamento veteroideologico da parte degli esponenti del Pd che tra l’altro in momenti e ambienti diversi hanno tutti utilizzato i medesimi argomenti, con le medesime parole. Il registro? Quello della nota diffusa ieri dal capogruppo regionale del Pd Leonardo Marras. Addirittura, il presidente del Senato Grasso, per dimostrare di aver letto la documentazione, cita il progetto Oltre: peccato che di quel progetto non si parli da nessuna parte se non nella nota con cui ieri Marras ha evidentemente voluto dettare la linea".

"Che dire dell’onorevole Beni - prosegue Mugnai - che ci ha salutato con un ‘valuteremo’ per poi affidare alle agenzie un no secco all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta con la giustificazione che il lavoro delle commissioni regionali è già ottimo? Beh, ma l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta è proprio una delle richieste frutto di quel lavoro definito ottimo. Non se ne viene a capo. La verità è che ancora una volta, se a livello regionale anche grazie a una pressione mediatica consapevole si è rotto il muro del silenzio, a livello nazionale torna il rigurgito del Pd che si sottrae a un confronto serio aperto a ogni eventuale esito. Imbarazzante davvero" conclude Stefano Mugnai, presidente della prima Commissione regionale d’inchiesta sul Forteto e componente della seconda.

Redazione Nove da Firenze