Fondo sanitario regionale: alle aziende oltre 6 miliardi per il 2018

I nuovi incarichi in sanità. La denuncia della Uil Fpl sullo stato di degrado dell'ospedale di Careggi


FIRENZE- Assegnato alle aziende e agli enti del servizio sanitario regionale il Fondo sanitario regionale per il 2018. Sono oltre 6 miliardi di euro - per la precisione 6.368.694.006 - che serviranno alle aziende per formare i bilanci preventivi del 2018. L'assegnazione è prevista da una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute e approvata dalla giunta nella seduta di ieri pomeriggio. La quota di Fondo sanitario assegnata con la delibera è superiore di circa 217 milioni rispetto a quella del 2017 ma non esaurisce l'intera quota di Fondo sanitario nazionale attesa dalla Regione, la cui entità sarà determinata in sede di accordo tra Regioni e Stato per la ripartizione del FSN 2018. Nel corso dell'anno seguiranno pertanto altre delibere di giunta che completeranno l'attribuzione delle risorse. Nel testo della delibera si precisa che all'interno della quota di FSR assegnata sono incluse anche le risorse necessarie per la copertura dei maggiori costi (circa 54,1 milioni di euro) derivanti dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di lavoro del personale dipendente per il triennio 2016 - 2018, la cui sottoscrizione è attesa a breve. Questa decisione rappresenta con tutta evidenza un grosso sforzo da parte della Regione Toscana. La legge statale di bilancio 2018 non ha infatti previsto la copertura dei costi del rinnovo del personale della sanità. Per garantire la copertura necessaria al rinnovo dei contratti, l'aumento attuale del FSN (819 milioni) dovrà essere ulteriormente integrato. Nonostante gli sforzi degli ultimi governi, l'insufficienza del Fondo sanitario nazionale mette la Toscana in una situazione di difficoltà. La Regione tuttavia continua a garantire alle aziende le risorse necessarie sia per formare i bilanci preventivi che per coprire contestualmente i costi per il rinnovo dei contratti.

I nuovi incarichi

Stamani il presidente della Regione ha firmato i decreti per i nuovi incarichi in sanità. Dal primo febbraio, Monica Piovi sarà direttore di Ente di supporto tecnico amministrativo regionale; Nicolò Pestelli diventerà direttore di programmazione dell'Area vasta sud est. Monica Calamai (finora dg dell'Aou di Careggi) sarà direttore regionale della Direzione "Diritti di cittadinanza e coesione sociale". Il presidente della giunta ha esaminato i curricula dei quattro aspiranti al ruolo di direttore della direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale e ha tenuto i colloqui necessari alla valutazione con tutti i candidati. Tutti i profili sono risultati validi ma non paragonabili a quelli di Monica Calamai risultata, dunque, la candidata migliore e meritevole della nomina. In una delibera approvata ieri dalla giunta si attribuiscono, inoltre, alla Direzione "Diritti di cittadinanza e coesione sociale" nuove competenze. Monica Calamai dovrà sovrintendere ai conti complessivi del Servizio sanitario regionale. Il compenso di Monica Calamai è fissato allo stesso livello di quello percepito dai direttori generali delle aziende sanitarie, soggetti su cui dovrà esercitare il coordinamento ed il controllo.

Persone che si accampano alle porte dell’ingresso all’ospedale di Careggi, dove dormono, bivaccano, espletano i propri bisogni fisiologici. "Stiamo parlando di un presidio ospedaliero che ospita malati e familiari dei malati, medici, infermieri e operatori che ogni giorno si trovano di fronte un simile spettacolo indecoroso e che mette a rischio la loro incolumità, soprattutto nelle ore notturne  -contesta in un documento corredato di foto il sindacato Uil Fpl Careggi- La foto scattata è riferita a sabato scorso, ma come già ricordato questi sono episodi all’ordine del giorno. Chiediamo quindi ai vertici aziendali: dove sono le guardie giurate che dovrebbero vigliare? Perché le guardie giurate vengono dirottate a compiti più marginali (come le multe ai fumatori o a qualche malcapitato che ha lasciato la macchina in divieto di sosta) rispetto alle priorità di sicurezza e di lotta al degrado che sono sotto gli occhi di tutti? Perché la dirigenza di Careggi ha scelto di dimezzare il personale addetto alla vigilanza nonostante la situazione in cui versano i vialetti di Careggi? L’azienda deve rispondere perché non è più tollerabile una situazione di abbandono in cui versa l’ospedale di Careggi".

“Siamo davvero sconcertati-affermano Jacopo Alberti e Manuel Vescovi, Consiglieri regionali della Lega-nell’apprendere da fonti sindacali che la zona antistante il nuovo ingresso dell’ospedale di Careggi sia in uno stato di degrado davvero preoccupante.” “Pare, infatti-proseguono i Consiglieri-che, quotidianamente, vi siano persone non meglio identificate che bivaccano indisturbate nei paraggi, espletando pure i loro bisogni fisiologici nella massima libertà.” “Il tutto-precisano gli esponenti leghisti-in un presidio ospedaliero frequentato da moltissime persone che, giorno dopo giorno, si ritrovano a dover assistere ad uno “spettacolo” davvero poco edificante.” “Siamo certi che le guardie giurate a presidio del nosocomio siano sufficienti? E’ vero che la dirigenza di Careggi, ha, improvvidamente, deciso di ridurre gli addetti alla vigilanza?” “Non è ammissibile-concludono seccamente Jacopo Alberti e Manuel Vescovi-che, se la realtà è questa, si metta a repentaglio l’incolumità di chi frequenta per lavoro o necessità la grande struttura sanitaria fiorentina.”

Redazione Nove da Firenze