Rubrica — Arte & Mercato

Fischer, crollo in Signoria: candele spente e transenne

Alla polemica su Big Clay, si aggiunge quella sulle candele spente


Crolla una delle statue in cera di Urs Fischer, polemiche sulla sicurezza e sul transennamento delle opere.
Infinito il dibattito su Big Clay la scultura di oltre 12 metri installata al centro della Signoria di Firenze, opera controversa che ha attirato numerose critiche e destinata a restare in piazza sino a fine gennaio, senza sciogliersi.

Alla polemica artistica si unisce oggi quella sulla sicurezza dopo il crollo improvviso della statua in cera sistemata ai piedi della copia del David di Michelangelo presente sull'arengario di Palazzo Vecchio e sul decoro visto che l'apparizione delle transenne in piazza ha sconcertato molti fiorentini.

"Ieri ero davanti alla statua di cera solo pochi minuti prima che crollasse - racconta Gianni Greco ai lettori della pagina facebook del Grillo Parlante Fiorentino - e mi dispiace di non averla vista cascare, mi sarebbe garbato, ma nello stesso tempo sono contento di averla scampata, perché ero proprio nel punto in cui è venuta giù. Questa che ho scattato è forse l'ultima foto che ritrae quel "capolavoro" di disastro artistico subito prima della caduta. Si noti la base troppo stretta per il corpo della scultura. Ci sono evidenti responsabilità. Adesso si rende necessario rimuovere anche l'altra, prima che faccia ancora più danni. E fosse per me rimuoverei anche, e soprattutto, quella grossa deiezione in mezzo alla piazza, che da qualunque parte la si guardi non riesce a dare alcuna emozione, se non quel senso di vuoto che si prova dopo una abbondante defecazione".

L'accaduto ha anche rilievo politico e l'episodio finirà in Consiglio comunale lunedì prossimo, ad assicurarlo è il consigliere Tommaso Grassi: "Moretti, che ce l'ha portata con la sua galleria d'arte, ci spiega che 'doveva liquefarsi, non distruggersi'. L'artista non dovrebbe arrabbiarsi, perché sono assicurati. Che è tutta colpa della cattiveria che si è abbattuta sull'opera e per fortuna non sulla sua persona. Il tutto ha un sapore davvero grottesco".
“Per il Consiglio di lunedì abbiamo depositato una interrogazione urgente in cui chiediamo di fare chiarezza e di non accettare che si chiudano gli occhi di fronte a quello che poteva arrecare danni alle persone in piazza. Poteva finire male, ma non gliene frega niente. Firenze per loro è solo una cosa da usare. Tutto gli sembra dovuto: non chiariscono i loro interessi, danno due soldi per organizzare una mostra in una piazza unica che accrescerà a dismisura le opere esposte e persino chiedono all'artista di ritrarli nelle sembianze di una statua. Non esiste nessun limite per qualcuno. In questi casi esce fuori la vera natura delle persone: neppure una parola di dispiacere - conclude Grassi - o un tentativo di scuse per quanto accaduto ieri. Chiederò che venga fatta chiarezza: chi ha sbagliato non lavori più col Comune. Punto. Non possiamo accettare che non ci sia un responsabile”.

Redazione Nove da Firenze