Rubrica — Fiorentina

Firenze viola di rabbia: manca il progetto, le grandi sono lontane

I Della Valle e Corvino contestati, tutti i big sono in partenza


È appena terminato il campionato peggiore per la Fiorentina nell’ultimo lustro. Dopo quattro qualificazioni consecutive in Europa i viola chiudono all’ottavo posto, al termine di una stagione molto negativa. In Serie A, in Europa League con una qualificazione agli ottavi buttata al vento ed in Coppa Italia, prematuramente terminata. Una società contestata, un allenatore virtualmente ex da mesi ed un gruppo di giocatori in scadenza o in procinto del tanto atteso salto in una big. Ed è questo che i fiorentini, popolo caldo e dal profondo amore per la squadra, proprio non accetta: non essere reputata e vista come una grande del nostro calcio.

La Fiorentina lo è stata a lungo, praticamente sempre da metà anni ’90 ad oggi eccezion fatta per la triste parentesi del fallimento, che portò la squadra in Serie C con la denominazione di Florentia Viola. Gli anni di Batistuta, Toldo e Rui Costa, con quel 1999 di Trapattoni che vide a lungo la squadra in testa alla classifica, prima dello strappo muscolare di Batigol che tappò le ali ai sogni Scudetto. Poi l’epoca Prandelli, gli anni in Champions League e quel match “rubato” col Bayern Monaco che ancora oggi grida vendetta. Fino all’anno scorso, perché appena 12 mesi sono passati da una stagione che vide la Fiorentina in testa alla classifica sino ad inverno inoltrato, giocando un grande calcio tra l’altro.

Paulo Sousa è durato troppo poco, capitato forse al posto giusto ma nel momento sbagliato, con una tifoseria che chiede chiarezza e presenza ai Della Valle, che sembrano invece avere intenzioni diverse. Il ritorno di Corvino sembra portare in dote solo cessioni eccellenti ed acquisti non di primo rango, mentre in panchina è arrivato Pioli, reduce dall’esonero all’Inter ma forse una delle poche garanzie della Fiorentina futura. Ha detto addio capitan Rodriguez, al quale non è stato rinnovato il contratto, sembra vicino all’Inter Borja Valero, Ilici alla Sampdoria e Kalinic al Milan. E Bernardeschi è conteso da Inter e Juve: insomma, i grandi nomi sono solo quelli in uscita, tutto tace per quanto concerne gli arrivi.

La Fiorentina si è trovata in una via di mezzo fra la prima e seconda fascia della Serie A, mai come quest’anno spaccata in due. Rispetto a 13 anni fa, la prima stagione con il campionato a 20, il divario fra la settima e diciannovesima è quadruplicato (da 7 a 36 punti), il Crotone si è salvato con appena 34 punti rispetto ai canonici 38-40 necessari, due squadre hanno superato i 90 gol fatti e ben quattro le 70 marcature. Ancor più incredibile il numero di giocatori capaci di superare quota 20 gol in Serie A: ben 7, non accadeva da oltre mezzo secolo. Numeri che indicano inequivocabilmente quando la Serie A non sia più quel torneo equilibrato, competitivo e tattico di un tempo: quando la Fiorentina era parte fissa delle sette sorelle, recitando un ruolo da protagonista assoluta in Italia ed Europa.  

Redazione Nove da Firenze