Firenze tra Wired e Weiwei: con Dario Dainelli

Alla presentazione del Wired Next Fest 2016 incontriamo l'ex capitano viola


Dario Dainelli, classe 1979, ex difensore e capitano della Fiorentina, oggi al Chievo Verona, era presente in Palazzo Vecchio accanto al Direttore di Wired, Federico Ferrazza e l'assessore Lorenzo Perra, in qualità di partner dell'evento Wired Next Fest 2016 che si terrà a Firenze il 17 e 18 settembre.
Fashion Foodballer Firenze, il ristorante di piazza Strozzi ideato da mister Luciano Spalletti e dai calciatori Alberto Gilardino e Dario Dainelli collaborerà infatti in qualità di fornitore del food.

Le nuove tecnologie sono necessarie, come ha spiegato il Direttore Ferrazza, per non restare fuori dal mondo "Sono abbastanza retrogrado sinceramente - sorride - ma sono molto curioso e le novità mi appassionano, il fatto poi di avere bambini mi fa vedere che le nuove generazioni sono molto più portate di quanto lo sia io per natura. La curiosità ha spesso il sopravvento e davanti a queste manifestazioni mi piace partecipare perché la visione diretta apre dei mondi che possiamo portare avanti".

Il connubio tra sport ed enogastronomia è stato ben accolto a Firenze nelle sale del Fashion Foodballer "Il locale e l'idea sono piaciuti, speriamo che con il tempo vengano apprezzati sempre di più. Ci è piaciuto il progetto di Wired e siamo contenti che sia piaciuta loro la nostra idea di partecipazione".

Dalla tecnologia all'arte contemporanea, il passo è brevissimo, soprattutto per chi è vicino di casa di Palazzo Strozzi che oggi espone sulla facciata i gommoni rossi creati dall'artista Ai Weiwei, in mostra dal 23 settembre al 22 gennaio 2017, e fa gridare allo scempio. 
Ricordando le parole di Dainelli che ama passeggiare tra le bellezze di Firenze, visto che proprio il tema della Bellezza sarà il perno della due giorni fiorentina: siamo pronti a veder sposare Rinascimento ed Arte Contemporanea? "Pronti non si è mai.. perché siamo legati ad una storia che è veramente tanto bella e per questo si è frenati dalla paura di rovinare le cose esistenti. Però mia moglie che è architetto mi insegna, nei momenti in cui magari ho espresso le mie perplessità nel toccare cose già belle, che se non ci fossero stati i Medici che hanno cambiato quello che già c'era, magari l'architettura e l'arte stessa non sarebbero andate avanti. Bene valutare, ma anche far lavorare i professionisti perché andare avanti è fondamentale e anche se l'impatto, come quello dei gommoni su Palazzo Strozzi inizialmente può colpire, non può farci altro che bene"

Antonio Lenoci