Firenze Fiera: polo espositivo in attesa di un rilancio

Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione del padiglione Cavaniglia, la rifunzionalizzazione degli altri padiglioni e la realizzazione dei padiglioni Imperiale e Bellavista


 Tutto fermo alla Fortezza da Basso? Il futuro di Firenze e della Toscana che ha riscoperto la propria vocazione turistica e fieristica sembra ruotare attorno al Forte cittadino.

La Camera di Commercio di Firenze ha prospettato un ingente investimento sulla struttura e le quote assegnate da Comune di Firenze e Regione Toscana sposano questa innovazione che vedrà tra le altre novità un collegamento diretto, sopraelevato, tra i bastioni ed il binario 16 di Santa Maria Novella.

C'è chi impone una accelerazione ai tempi, ma intanto lo stallo resta su infrastrutture determinanti per lo sviluppo dell'attività fieristica e congressuale. "I lavori di adeguamento della Fiera di Firenze sono fermi da oltre dieci anni, sui giornali leggiamo continui annunci, ma il punto è che il polo espositivo cittadino è bloccato. Il 12 gennaio dello scorso anno Nardella parlava di 142 milioni di euro disponibili, salvo venire contraddetto due settimane dopo dall'assessore Perra, che si fermava a 60 milioni" afferma il coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

 Avrebbe senso aumentare la capienza di un polo irraggiungibile?
Ad oggi viale Fratelli Rosselli sembra essere una spina nel fianco di Palazzo Vecchio a causa del traffico cittadino, ma sono tutti da valutare ancora i vantaggi di una Linea 3 della Tramvia che sfiorerà la Fortezza, ma proviene da Careggi, più distante la Linea 2 dal viale Guidoni - Peretola così come il collegamento con la futura Stazione Foster dell'Alta Velocità più Hub di interscambio tra ferro e gomma. Fermo anche lo sviluppo dell'Aeroporto Amerigo Vespucci.

"Ci chiediamo – prosegue Stella – dove siano finiti i restanti 84 milioni di euro, visto che il progetto preliminare firmato dall’Amministrazione comunale e approvato in Giunta, stima un investimento da 142,3 milioni di euro per un restyling complessivo che su carta è stato diviso in sei lotti. Progetto che prevedeva la demolizione e ricostruzione del padiglione Cavaniglia, la rifunzionalizzazione degli altri padiglioni e la realizzazione dei due nuovi padiglioni Imperiale e Bellavista. Siamo stanchi di annunci sulla stampa, serve un cronoprogramma dettagliato dei lavori. Siamo preoccupati per quanto sta succedendo – conclude il coordinatore fiorentino di Forza Italia – perché convinti della assoluta urgenza di rilanciare la Fortezza da Basso come polo espositivo nazionale e internazionale. Non possono esserci manifestazioni e strategie di successo se non vi sono le strutture e le infrastrutture necessarie. Chiediamo la convocazione di un tavolo a cui prendano parte Comune di Firenze, Regione Toscana, Pitti, Camera di Commercio e associazioni di categoria, per accelerare il processo di rilancio della Fortezza e del turismo congressuale, uno dei settori più importanti dell'economia fiorentina".

 Un polo nazionale ed internazionale attorno al quale le infrastrutture tardano però ad essere completate così come promesso.
  Quale imprenditore si lancerebbe nell'impresa accettando così la sfida che grava non solo sulla Fortezza da Basso ma sull'intero futuro della mobilità del capoluogo toscano?

Antonio Lenoci