Firenze e Tunisi unite per la pace e la democrazia nel Mediterraneo

Foto di Miriam Curatolo

Barcellona: 15 i morti. Come difendere Firenze e il suo centro storico da possibili attacchi terroristici? Polemica sui social tra tassisti fiorentini


Firenze, 21 agosto 2017- Oggi si è appreso che i servizi di intelligence libanesi, in collaborazione con quelli australiani, sono riusciti a sventare il mese scorso un attacco su un aereo passeggeri diretto dall'Australia agli Emirati. I presunti attentatori, quattro fratelli con doppia nazionalità libanese e australiana, avevano previsto di far saltare l'aereo con una bomba nascosta all'interno di una bambola di Barbie.

“L´attentato di Barcellona deve mettere in guardia gli Europei” dichiara Mario Borghezio, Deputato Lega Nord al Parlamento Europeo “In Catalogna sono almeno 50 le moschee in cui imam salafiti fomentano l’odio e proclamano la prevalenza della sharia sulle leggi degli stati e a questa situazione non fanno eccezione molti altri paesi europei. Ai predicatori di violenza si aggiungono poi le migliaia di foreign-fighters ritornati dal Medio Oriente - dove spesso si sono macchiati di orrendi crimini di guerra - i quali circolano indisturbati per le nostre città”. “Una sola è la via di uscita per fermare l’escalation del terrore: bonifica immediata in Italia e in Europa di tutti i centri islamici di cui vi sia anche solo un vago sospetto che siano centri di diffusione dell’infezione islamista”.

"Metteremo in campo ogni misura che ci verrà richiesta dal Viminale e dalle autorità locali dello Stato. Il Comune di Firenze ha collaborato ed è pronto a collaborare al 100% su qualunque tipo azione necessaria e da mettere in campo" assicura il sindaco Dario Nardella "Abbiamo parlato degli obiettivi potenzialmente piu' sensibili: aeroporto e stazione prima di tutto, come per ogni grande città. Poi sono state prese in considerazione altre aree: San Marco e il museo dell'Accademia", oppure "l'area di San Lorenzo" spiega Nardella "qualunque valutazione definitiva e completa non può che essere fatta da chi e' preposto a questo, le forze dell'ordine, la questura e la prefettura. Perché noi, come amministrazione comunale, non abbiamo le competenze ne' formali, ne' sostanziali per l'antiterrorismo". In questa cornice, inoltre, "credo che anche il sistema di videosorveglianza che stiamo attuando in tutta la città, in particolare nel centro storico, sia molto importante perché supporta l'attività di indagine ma serve anche prima come deterrente".

Intanto a Firenze nasce Largo Tunisi. L’intitolazione, nel quartiere di Gavinana, è avvenuta oggi con una cerimonia alla quale erano presenti il sindaco Dario Nardella, il sindaco di Tunisi Seifallah Lasram, il console di Tunisia a Firenze Gualserio Zamperini, due consiglieri d’Ambasciata di Tunisia a Roma e la consigliera diplomatica del Sindaco della Città metropolitana Laura Carpini.La collaborazione di Firenze con Tunisi è iniziata due anni fa con la firma di un Patto di Cooperazione rivolto agli ambiti culturale, istituzionale ed economico. “Siamo molto onorati di questo rapporto forte con la città di Tunisi – ha dichiarato il sindaco Nardella -: si tratta di una collaborazione non solo simbolica ma di una fattiva amicizia tra due Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dai quali deve partire un messaggio di pace, sviluppo, cooperazione e futuro. In tempi difficili come questi la risposta più forte al terrorismo deve arrivare, oltre che dagli Stati, anche della persone, dalle comunità, e quindi dalle città, mettendo in campo iniziative concrete”. “Oggi facciamo un gesto evocativo – ha aggiunto -, un messaggio di fiducia che guarda al futuro. Investire sulla cooperazione è fondamentale, consentendo ai paesi del nord Africa nuove prospettive di lavoro per i loro giovani. Siamo vicini a Tunisi che ha subito qualche anno fa un attentato al museo del Bardo, come Barcellona pochi giorni fa. I terroristi non guardano in faccia a nessuno e a nessuna fede o etnia, ma usano solo la violenza”. L’intitolazione è stata preceduta da un incontro a Palazzo Vecchio dove è emersa anche la volontà di una collaborazione nel settore dell’illuminazione pubblica, in particolare per valorizzare alcuni prestigiosi monumenti della città africana. Il sindaco Lasram ha anche annunciato la prossima intitolazione a Tunisi di una via o una piazza dedicata a Firenze.

«L’allerta su eventuali attentati terroristici ci vede assolutamente disponibili a controlli». E' quanto afferma Claudio Giudici, presidente di Uritaxi e vicepresidente del 4390 Taxi Firenze. «Come dimostrato anche dall'episodio di cronaca nera di qualche giorno fa, la collaborazione della nostra categoria con le forze di polizia è storica e sistematica e non ravvediamo alcun problema a portarla avanti in questo particolare momento di allerta». Trovo però assolutamente pretestuose e irresponsabili – sottolinea Giudici – le dichiarazioni di alcune rappresentanze del mondo del noleggio con conducente che, invece di invocare maggiori controlli, si preoccupano di fare polemica col settore taxi, parlando inopportunamente e senza senso di 'discriminazioni'. All’interno di un servizio locale come quello taxi, dove tutti gli operatori si conoscono, e dove si usano mezzi ad alta caratterizzazione estetica, è difficilmente camuffabile un mezzo che si volesse usare per finalità delinquenziali. Può essere altrettanto detto per il comparto ncc? Evidentemente no, e dunque non si confondano fischi con fiaschi». «Queste rappresentanze, e su ciò fino ad oggi la nostra categoria non ha proferito parola – prosegue Giudici – hanno già dimenticato che negli ultimi due mesi ci sono stati due incidenti mortali, uno intenzionale e l’altro per colpa grave, che hanno visto protagonisti due van scuri i cui conducenti erano sotto effetto di alcol e su cui le autorità stanno indagando per capire se fossero anche usati per esercizio abusivo della professione». «Questi, con la categoria del ncc regolarmente autorizzato, fatta eccezione per il colore dell’auto ed una cravatta, non avevano niente a che fare – fa presente – eppure, da quanto sta emergendo, questi soggetti inclini a delinquere si camuffavano in questo modo fino alle tragedie di cui si sono resi protagonisti». «Chi lavora nelle regole – conclude Giudici – non deve avere alcun timore dei controlli, mentre chi è abituato a operare nell’irregolarità è evidente che veda come un problema una nuova politica del territorio».

 “Siamo assolutamente d'accordo con la necessità di incrementare i controlli sui mezzi che gravitano intorno al centro storico fiorentino, ma ci auguriamo che non siano attuate politiche di sicurezza che ci impediscano di svolgere il nostro lavoro di servizio pubblico. Siamo poi molto perplessi su quanto sta avvenendo a Roma dove si sta ipotizzando controlli solo su mezzi pesanti e veicoli NCC quando invece sarebbe opportuno non fare discriminazioni e controllare anche i taxi” E' quanto dichiarato da Giorgio Dell'Artino, presidente dell'associazione Azione NCC. “Ci auguriamo poi – aggiunge il presidente – che nessuno luogo possa diventare inaccessibile ai nostri veicoli. Un blocco al transito in determinate aree del centro potrebbe significare per noi l'interruzione del servizio, considerate le esigenze della clientela che serviamo. Ci appelliamo quindi al buon senso dell'amministrazione, nel totale rispetto delle necessità legate alla sicurezza pubblica.” “Inoltre – conclude il Presidente – ancora una volta siamo costretti a confrontarci con l'atteggiamento ai limiti dello sciacallaggio da parte di alcuni tassisti fiorentini che sui social approfittano della situazione in modo del tutto irresponsabile per procurare allarme mettendo in discussione la sicurezza dei nostri mezzi. Siamo pronti a passare per vie legali qualora si dovessero ripetere comportamenti di questo tipo che esulano da ogni giustificazione”.

Redazione Nove da Firenze