Firenze: condannata Unicoop

Sinistra Italiana: “Preoccupati per la vertenza Unicoop Tirreno. Anche le istituzioni facciano la propria parte per salvaguardare l’occupazione”


Firenze- E’ una sentenza che farà discutere, anche perché al Supermercato Coop del Neto di Sesto Fiorentino non è la prima volta che Unicoop Firenze viene condannata per attività antisindacale: era già successo nel 2014. Le motivazioni sono:

-Omessa presentazione alla Rsu del calendario annuale delle aperture domenicali e omesso confronto sull’organizzazione del lavoro domenicale.

-Omessa informazione periodica sulle materie”Percentuale delle assenze di unità produttiva” e “mobilità del personale della unità produttiva.

-Omessa consegna alla Rsu del piano ferie per l’anno 2016.

-Omessa consegna al delegato Rls dell’elenco degli infortuni e delle malattie professionali e di coloro con limitazioni alle mansioni, della documentazione inerente i corsi di sicurezza per la movimentazione dei trans pallet elettrici manuale ed elevatori e della MMC, con relativo elenco e firme di coloro che hanno partecipato.

Il giudice del tribunale del lavoro di Firenze Dott.ssa Carlucci ordina quindi ad Unicoop Firenze la immediata cessazione della condotta antisindacale condannando Unicoop al pagamento delle spese processuali. Una vittoria del Sindacato di Base USB, rappresentato dal proprio delegato del punto di vendita, che getta un ombra sul rapporto che regola le relazioni sindacali della cooperativa della grande distribuzione organizzata.

“Siamo fortemente preoccupati per l’esito dell’ultimo incontro tra Unicoop Tirreno e sindacati. Occorre fare chiarezza prima possibile e anche le istituzioni devono fare la propria parte per salvaguardare l’occupazione. Le responsabilità non possono essere scaricate sui dipendenti, perciò concordiamo con lo stato di agitazione proclamato a livello nazionale”. A dirlo è Andrea Ghilarducci, responsabile Lavoro di Sinistra Toscana Italiana, insieme ai coordinatori regionali Daniela Lastri e Marco Sabatini. “I segnali al momento sono negativi. La terziarizzazione delle pescherie già avvenuta nel Lazio, la prossima terziarizzazione della logistica, la chiusura del punto vendita a Livorno e a San Vincenzo sono tutti indicatori della volontà di non rilanciare cooperativa. È un quadro complicato, perciò è necessario che ognuno svolga il proprio ruolo, istituzioni comprese, al fine di tutelare i livelli occupazionali. A cominciare dal nuovo management: gli errori dirigenziali del passato non possono essere pagati dai lavoratori”.

Redazione Nove da Firenze