Rubrica — Agroalimentare

Filiere agroalimentari: incontri sul bando da 30 milioni

A Firenze dibattito sulla birra artigianale in Toscana il 22 settembre presso la Scuola di Agraria


Firenze, 16 settembre 2017- Promuovere e far conoscere la grande chance da 30 milioni di euro che si apre per il settore agroalimentare toscano: è questa la finalità del percorso di incontri pubblici in programma nei prossimi giorni ad Arezzo, Grosseto e Lucca per pubblicizzare e far conoscere i contenuti del nuovo bando PIF, Progetti Integrati di Filiera. Le risorse del bando saranno a disposizione dei vari attori del sistema agroalimentare (agricoltori, imprese di trasformazione e commercializzazione) capaci di aggregarsi per superare le principali criticità della filiera stessa, per favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento e produrre azioni di rilancio.

"I PIF – ha sottolineato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - rappresentano una grande opportunità per tutto il nostro comparto perché stimolano preziose sinergie, favoriscono il rilancio degli investimenti, permettono a soggetti anche molto diversi di sostenersi reciprocamente. Gli incontri che abbiamo organizzato sono destinati a far conoscere dettagliatamente questa opportunità affinché vi possa essere una risposta adeguata, così come è avvenuto in passato".

Il tour informativo sui PIF che ha avuto un prologo a Firenze mercoledì scorso, si svilupperà da Arezzo (Lunedì 18 settembre, ore 9.30 presso il Crea di Arezzo - viale Santa Margherita, 80), proseguirà a Grosseto (Giovedì 21 settembre, ore 10.00 presso la Camera di Commercio di Grosseto - via Fratelli Cairoli, 10) e si concluderà a Lucca (Lunedì 2 ottobre, ore 9.30 presso il Palazzo Ducale sede dell'Amministrazione Provinciale di Lucca - sala Tobino, Cortile Carrara 1). Gli incontri saranno pubblici con attenzione naturalmente a tutti gli operatori del settore, ai consulenti, alle organizzazioni professionali. La domanda PIF deve essere presentata entro le ore 13.00 di venerdì 10 novembre 2017. Per ciascun progetto di filiera il numero minimo di soggetti partecipanti è 12. L'importo minimo di contributo complessivo ammissibile per ciascun PIF deve essere pari o superiore a 150.000 euro. Il massimo di contributo concedibile per l'intero progetto PIF è pari a 2.250.000 euro. Sarà consentita la presentazione di progetti i cui investimenti coinvolgono, così come evidenziato nel bando una o più delle seguenti filiere: Vitivinicola, Olivo-oleicola, Florovivaistica. Ortofrutticola (inclusi piccoli frutti, funghi e tartufi, castagne e marroni), Cerealicola (per alimentazione umana, per zootecnia),Colture industriali (incluse colture proteoleaginose, da fibra, aromatiche e officinali), Apistica, Bovina (compreso bufalini), Ovi-caprina, Suinicola Altra zootecnica (avicunicola, equina).

Arriva per fare luce sullo stato dell’arte del settore brassicolo in Toscana la conferenza dal titolo “La filiera delle birre artigianali in Toscana”, promosso dall’Università degli Studi di Firenze – Scuola di Agraria e dall’Istituto Nazionale di Studi su Agribusiness e Sostenibilità (INAS), in programma venerdì 22 settembre presso l’Aula Magna della Scuola (Piazzale delle Cascine, 18) a Firenze. Una giornata, dalle 9 alle 18, per indagare ed evidenziare insieme con i protagonisti di questo segmento del mercato, a tutt’oggi in forte espansione, i fattori necessari per uno sviluppo dell’intera filiera delle birre artigianali sul nostro territorio, in ragione sia dell’artigianalità del processo produttivo che dell’origine locale delle materie prime. Invitati al tavolo del dibattito innanzitutto loro, i piccoli birrifici indipendenti, chiamati sul palco a misurare il polso della situazione, a confrontarsi su opportunità e rischi nello scenario attuale, sempre più eroso dal sistema industriale e da una tassazione tra le più alte in Europa. Moderati dal giornalista Maurizio Maestrelli, nota firma del settore, interverranno anche rappresentanti del Governo, delle istituzioni locali, accademici, ricercatori, associazioni, distributori, voci fondamentali per avviare una riflessione sulla fattibilità di una filiera brassicola nostrana. Il dibattito prende le mosse da una recente ricerca condotta dall’Università di Firenze in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Regione Toscana e il Centro universitario di ricerca per lo sviluppo competitivo del settore vitivinicolo (UniCeSV). Nel volume “La filiera della birra artigianale toscana” (Franco Angeli Ed., pp.256, 2016) a cura di Silvio Menghini, lo studio del comparto produttivo sotto il profilo delle innovazioni tecnologiche associate al processo di maltazione e produzione, delle novità normative, della distribuzione, delle mutate preferenze dei consumatori, delle strategie commerciali e di comunicazione. Il quadro che ne emerge è di un territorio pronto ad amplificare la rilevanza di un prodotto di nicchia nel generale sviluppo locale, con potenzialità di crescita anche nello specifico ambito rurale favorendo l’ampliamento degli ordinamenti delle aziende agricole, in favore di modelli produttivi sempre più sostenibili sia sul piano competitivo che sociale e ambientale. L’ampio margine di manovra che si desume dall’indagine effettuata sull’intero sistema produttivo artigianale, con un approfondimento su un campione di 13 imprese (microbirrifici, agribirrifici e brewpub) e di quattrocento consumatori, va, tuttavia, di pari passo con una serie di limitazioni – costi, scarsa distribuzione e promozione - che l’incontro in programma vuole sottolineare e porre al centro di un possibile prossimo intervento risolutivo da parte dei principali attori del settore, in primis delle istituzioni. Il processo di realizzazione della filiera toscana sarà infine al centro della tavola rotondaToscana in fermento: una via della birra è possibile?” che chiuderà i lavori prima di lasciare che il gusto si trasferisca dalla carta ai boccali che i birrifici presenti offriranno in degustazione negli spazi adiacenti all’Aula Magna.

Redazione Nove da Firenze