Fatturazione elettronica: piattaforma regionale toscana a disposizione di altri enti

Credito: 3 milioni in più sulla garanzia per liquidità delle imprese

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 aprile 2015 22:31
Fatturazione elettronica: piattaforma regionale toscana a disposizione di altri enti

FIRENZE- Il 31 marzo è scattato l'obbligo, per le imprese che devono inviare fatture alla pubblica amministrazione, di farlo utilizzando esclusivamente il canale telematico. E la Toscana è pronta. "Un altro passo avanti nel processo di semplificazione e digitalizzazione dei servizi che ci vede molto impegnati" commenta l'assessore alla Presidenza e ai sistemi informativi, Vittorio Bugli. Con l'addio alle fatture di carta la Regione ha messo infatti a disposizione la piattaforma FERT, acronimo di Fatturazione Elettronica Regione Toscana, che diventa una vera e propria interfaccia a disposizione di enti e fornitori.

Fert nasce da una collaborazione con la Regione Lazio, che la Toscana ha ulteriormente sviluppato. "La Regione Toscana crede fortemente nella fatturazione elettronica – dice ancora Bugli - e in generale nella informatizzazione della pubblica amministrazione, ma vuole che tutto questo risulti il più semplice e di facile utilizzo possibile: la piattaforma Fert serve a questo".

Meno complicazioni: per le aziende e gli enti

Sono numerosi i vantaggi e le semplificazioni che la piattaforma è in grado di offrire. "Senza FERT - spiega lo stesso assessore - un fornitore della Pa, una piccola azienda, si deve preoccupare di sapere qual è il formato con cui deve inviare la fattura alla piattaforma nazionale e procurarsi le varie caratteristiche previste nei campi di compilazione. Con FERT l'azienda va direttamente sulla piattaforma della Regione, inserisce i dati in una maschera e preme invio: al resto pensa il nostro sistema.

Ancora: senza Fert, l'ente a cui è inviata la fattura la riceve dalla piattaforma nazionale e poi deve reimmetterla o acquistare un software che lo faccia. Con Fert si può semplificare molto questo interfacciamento". Si può inoltre usufruire di alcuni servizi aggiuntivi, come la disponibilità di un registro delle fatture per ogni ente e la conservazione a norma o il collegamento con la Piattaforma di certificazione del credito nazionale (PCC) per verificare in tempo reale l'aggiornamento sullo stato delle fatture, se sono state prese in carico, liquidate o cosa.

Un sistema per tutti

"Inoltre – conclude Bugli – questo sistema può essere utilizzato anche da altri. Già lo usano le agenzie regionali e diversi Comuni, Province e Unioni dei comuni. Altri enti locali hanno chiesto di aderire e cominceranno ad usarlo nelle prossime settimane. Siamo anche in contatto con il mondo sanitario per portare su Fert tutte le aziende". La platea dunque potrebbe crescere. A oggi Fert è già utilizzato da Toscana Promozione, Irpet, Ars, Artea, l'azienda per il diritto allo studio universitario e il Lamma, l'Unione dei comuni montani dell'Alta Val di Cecina e del Mugello, dalla Provincia di Pistoia e i Comuni di Pietrasanta e di Pieve a Nievole. Lo utilizzeranno a breve il Comune di Massa, di Grosseto e di Vaglia e l'Arpat.

Più certezze per le imprese che hanno necessità di accedere a garanzie e a prestiti per fare fronte a problemi di liquidità o per sostenere investimenti. E' questo il senso delle delibere che la giunta ha approvato nell'ultima seduta, su proposta dell'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini. "Abbiamo deciso lo spostamento - spiega l'assessore – di ulteriori 3 milioni di risorse alla sezione liquidità del fondo di garanzia per le imprese che è ripartito lo scorso settembre.

Abbiamo infatti verificato una forte richiesta proprio sul versante della liquidità, per fare fronte alle tante emergenze verificatesi negli ultimi mesi. Siamo così in grado - tra l'altro - di dare più ossigeno anche alle molte imprese colpite da calamità naturali. Ma non è tutto. Grazie ai rientri di un Fondo mobiliare chiuso gestito da Sici, il Fondo Toscana Innovazione, la cui operatività è cessata, siamo in grado di alimentare con ulteriori risorse la sezione Industria del Fondo unico rotativo per i prestiti delle imprese". Oltre a riconfermare gli interventi cui si estende l'Accordo ABI per il credito, stipulato a livello nazionale nel 2013 e che prevede un allungamento dei tempi di restituzione di prestiti, la giunta ha fissato precise scadenze, mettendo nero su bianco le date entro le quali le imprese potranno ottenere l'allungamento dei piani di rientro, nel caso in cui i finanziamenti bancari siano stati garantiti dalle misure regionali denominate "Emergenza Economia". In particolare, le operazioni finanziarie garantite potranno avere scadenza sino al 31 dicembre 2023 qualora presente la garanzia per investimenti e per liquidità. Per gli interventi di garanzia e conto interessi per il prestito d'onore previsti dalla legge per l'imprenditoria giovanile e femminile (legge 21 del 2008) la data ultima prevista è il 31 dicembre 2030, mentre per gli interventi di garanzia per gli investimenti delle imprese femminili (Decreto 6502 del 14 dicembre 2009) la scadenza massima è fissata nel 31 dicembre 2021.

I numeri del fondo di garanzia

La sezione investimenti passa da 13,7 a 10,7 ml. di risorse assegnate. Ad oggi risultano 88 domande (alcune già deliberate, altre in istruttoria) per un totale di circa 20 milioni di importo garantito. La sezione liquidità passa da 4,3 a 7,3 ml. di risorse assegnate: Ad oggi risultano 414 domande (alcune già deliberate, altre in istruttoria) per un totale di circa 77 milioni di importo garantito. La sezione per le imprese giovanile, femminile e destinatari di ammortizzatori sociali ha una dotazione di 3,1 milioni. Ad oggi risultano 339 domande (alcune già deliberate, altre in istruttoria) per un totale di circa 21 milioni di importo garantito.

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