Rubrica — Spettacolo

Fabbrica Europa 2017, Opening!!!

A LOVE SUPREME. In prima nazionale l'opera della grande coreografa fiamminga ANNE TERESA DE KEERSMAEKER / ROSAS sul capolavoro di JOHN COLTRANE.


La coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker - indiscussa e acclamata protagonista della scena europea e mondiale - torna a Firenze dopo molti anni per presentare in prima nazionale A Love Supreme, pièce costruita sulla musica dell'omonimo capolavoro di John Coltrane, creata per i cinquant'anni dalla scomparsa del compositore afroamericano. 

La De Keersmaeker è assente da Firenze dal 2003, quando presentò sempre a Fabbrica Europa il suo magnifico assolo Once, sulle musiche di Joan Baez.

A Love Supreme, in questi giorni in prima mondiale al Kaaitheater di Bruxelles, toccherà Parigi e Ghent prima di approdare alla Stazione Leopolda per aprire la XXIV edizione del festival Fabbrica Europa.
Vero inno spirituale in musica, A Love Supreme unisce sapientemente strutture sonore chiaramente riconducibili al blues e a modalità espressive profondamente rituali a un'esplorazione della tensione che oscilla tra complessità ritmica e ricerca timbrica e sonora. Tra controllo e abbandono, tra fervore e rigore, tra formalizzazione e improvvisazione, la dinamica coreografica di A Love Supreme si sposa magnificamente con il fluire ascetico ma anche vulcanico delle sonorità di Coltrane, in un'intensa ricerca diassoluto e di libertà. 

Una vibrante costellazione di movimenti in risonanza profonda con la
musica, dove la danza sembra aprirsi verso l'infinito, verso l'orizzonte ultimo della
trascendenza.
ROSAS DANZA COLTRANE
La pratica dell'improvvisazione si è manifestata nel percorso coreografico di Anne Teresa De Keersmaeker proprio a partire dal suo amore per il jazz.
ANNE TERESA DE KEERSMAEKER: «L'interesse di questa pièce - oltre a mantenere un forte legame con una delle maggiori opere musicali del XX secolo - risiede nel modo in cui si intrecciano coreografia scritta e danza improvvisata.
Negli anni Ottanta componevo le mie coreografie nei minimi dettagli. Non mi ero ancora immersa nello studio dell'improvvisazione. Ma ero circondata da musicisti che mi hanno fatto scoprire Miles Davis e John Coltrane. All'epoca dell’apertura di P.A.R.T.S. (la scuola fondata da De Keersmaeker e legata alla Compagnia Rosas, ndr) - con l'arrivo di professori provenienti da altre tradizioni
coreografiche ed esperti in altre pratiche - ho cominciato a interessarmi sempre più all'improvvisazione come strumento di ricerca: permette di elaborare un altro tipo di vocabolario coreografico e altri modi di strutturare il movimento nel tempo e nello spazio.
La tensione tra l'immediatezza dell'invenzione improvvisata e il processo più lento della scrittura sistematica, passo dopo passo, si è chiaramente delineata come asse di lavoro durante le prove di In Real Time con Aka Moon, nel 2001. Ritengo che non c'è libertà nella libertà”, ma libertà solonella struttura. Bene. Ma come allentare la struttura affinché ci si possa muovere con piùnaturalezza, mi sono chiesta?

Fase era troppo formalizzato, per esempio, e io volevo evolvere verso altri tipi di strutture che portassero gli interpreti a prendere decisioni e a fare scelte
spontanee. Fissare la musica sugli spartiti è comunque una pratica tipicamente occidentale, dopo tutto. Nella musica indiana, per esempio, la parola improvvisazione non esiste. E nella musica africana, l'idea che i musicisti debbano prendere iniziative in una struttura data, fa parte della
definizione stessa di musica.
La storia del jazz è prima di tutto intessuta di improvvisazioni. Detto questo, alcune registrazioni in studio stanno al jazz come lo spartito sta alla musica classica: la storia del jazz è anche questo.
Coltrane aveva a lungo preparato A Love Supreme prima di registrarlo in un solo giorno...
Qual è la dimensione spirituale di questo pezzo?
Negli anni 60, come sappiamo, numerosi ambienti artistici si lasciarono impregnare di spiritualità orientale. È particolarmente rilevante nel caso di John Coltrane, erede di una famiglia di predicatori. A Love Supreme è basato su un poema scritto di sua mano. È un'opera ampia - scrive
lo storico del jazz Ashley Kahn - in cui si possono distinguere numerosi strati: poliritmia africana,
jazz modale, gospel e blues. L'aspirazione spirituale è primordiale. È anche uno degli ultimi pezzi che Coltrane ha suonato con il quartetto formato con McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones...
Come un danzatore sviluppa l’improvvisazione su una musica anch’essa improvvisata?
La decisione-chiave è stata di associare ogni danzatore a uno strumento specifico. José Paulo dos Santos è Coltrane, Bilal El Had è Elvin Jones, Jason Respilieux è McCoy Tyner e Thomas Vantuycom è Jimmy Garrison. Ogni danzatore si consacra a un musicista. La musica fissa il quadro temporale e la coreografia il quadro spaziale; viene poi un sotto-testo che non è espresso
letteralmente, ma che ciascuno custodisce nello spirito.
Con quali strumenti i danzatori improvvisano?
Frasi di base associate a temi musicali, movimenti circolari, cellule brevi che corrispondono alle linee principali, ripetute o liberamente variate nello spazio. E quando i musicisti fanno un assolo - Coltrane nel primo movimento, ad esempio, o McCoy nel secondo - allora, il vocabolario iniziale può essere trasformato dalle scelte spontanee.
Improvvisare è ascoltare...
Danzare è sempre ascoltare! Come ascolto, io danzo. La differenza, qui, è la velocità. Tantissime sono le note in Coltrane, no? Dobbiamo tradurre tutto ciò in danza se vogliamo competere con questa velocità emozionale.
Coreografi e danzatori non lasciano probabilmente le stesse tracce storiche dei compositori, ma è possibile dare una risposta coreografica alle principali composizioni della storia della musica. La danza contemporanea possiede un potere d'incarnazione che la rende capace di tali sfide. Niente è più stimolante che perseguire quest'avventura con una nuova generazione di giovani e talentuosi danzatori ».
[Estratti dall'intervista ad Anne Teresa De Keersmaeker a cura di Michaël Bellon]
A LOVE SUPREME coreografia: Anne Teresa De Keersmaeker, Salva Sanchis
interpreti: José Paulo dos Santos, Bilal El Had, Jason Respilieux, Thomas Vantuycom.
musica: A Love Supreme, John Coltrane
registrazione: sax tenore, voce: John Coltrane; piano: McCoy Tyner; basso: Jimmy Garrison; batteria:
Elvin Jones _ Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm © Coltrane, J., © Jowcol Music, Inc.
(Universal Music Publ. N.V.)
disegno luci: Jan Versweyveld
costumi: Anne-Catherine Kunz
produzione: Rosas
coproduzione: De Munt/La Monnaie, Bruxelles
prima mondiale: 23.02.2017, Kaaitheater, Bruxelles
Rosas è sostenuta da: Flemish Community
Anne Teresa De Keersmaeker. Protagonista di spicco della scena coreografica europea fin dagli anni Ottanta, è un’artista che ha sempre tenuto in forte considerazione il rapporto tra musica e movimento che
unito alla ricerca spazio-temporale e alla reiterazione gestuale è sempre al centro delle sue creazioni.
Formatasi al Mudra di Béjart a Bruxelles e alla Tisch School of Arts di New York, il suo primo successo internazionale è Fase, Four Movements to the Music of Steve Reich del 1982. Nel 1983 a Bruxelles fonda la compagnia Rosas, che debutta con Rosas danst Rosas, seguito nel 1984 da Elena’s Aria (su registrazioni di arie cantate da Caruso), in cui impiega per la prima volta testi parlati e sequenze di film, e da Bartók/Aantekeningen (1986). Del 1987 è Verkommenes Ufer/Medeamaterial Landschaft mit Argonauten, basato su scritti di Heiner Müller, al quale si sono aggiunti, anno dopo anno, molti altri lavori, tra cui Drumming (1998), I said I (1999), In Real Time (2000), Rain (2001), Bartók/Beethoven/Schönberg Repertory Evening II (2006), Keeping Still (2007), The Song (2009), Partita 2, che l’ha vista in scena con Boris
Charmatz, Work/Travail/Arbeid (2015), in cui ha indagato il rapporto tra coreografia e coordinate spazio-temporali di un ambiente museale. Nel corso degli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti, dal Bessie Award 1988 per Rosas danst Rosas all'American Dance Festival Award 2011 alla carriera. Nel 2015 le è stato attribuito il Leone d’oro alla carriera con la motivazione che “Il suo gesto poetico attraverso il corpo ha reso possibile un travaso significativo tra le culture occidentali nella comprensione del corpo teatrale come
medium della ricerca linguistica. [...] Si è presa cura della misura e della durata del corpo sonoro dell’individuo e del danzatore per porlo sulla soglia del Mondo”.
Salva Sanchis, danzatore e coreografo, è nato in Spagna ma risiede in Belgio. Dal 98 è autore di numerose coreografie, alcune in collaborazione con Marc Vanrunxt e con Anne Teresa de Keersmaeker. Tra 2002 e2007 lavora con Rosas, come performer e poi come coreografo ospite, creando Salva Sanchis/Bruno Vansina Double Trio Live (2005), Ten Variations in G (2006), Still Live (2007) e firmando insieme a De Keersmaeker Desh (2004). Del 2008 è Objects in mirror are closer than they appear. Nel 2010 entra a far parte della compagnia Kunst/Werk - di cui è direttore artistico insieme a Marc Vanrunxt - e crea Now here (2011), Angle (2012), The Phantom Layer (2013). Tra 2014 e 2015 si dedica al progetto Islands. Nel 2016 presenta al Kaaitheater di Bruxelles la sua ultima creazione, Radical Light, pièce in cui entra in dialogo con la musica di Senjan Jansen e Joris Vermeiren.

BIGLIETTI: 25 euro intero / 20 euro ridotto


PREVENDITA: Box Office Toscana www.boxol.it
Box Office Firenze, Via delle Vecchie Carceri 1, Tel. 055 210804 e punti vendita Box Office Toscana


INFO: Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee
Borgo Albizi 15, 50122 Firenze, Italia
Tel +39 055 2480515 / 2638480
www.fabbricaeuropa.net

Fabbrica Europa

XXIV edizione
4 maggio / 17 giugno 2017
Firenze, Stazione Leopolda e altri spazi

Spettacolo — rubrica a cura di Alessandro Rella

Alessandro Rella

Alessandro Rella — Fiorentino. Coltiva fin da ragazzo un autentico interesse per la fotografia. Ad oggi, per lavoro, fotografa pietre, perle e gioielli. Per Nove da Firenze segue gli spettacoli che animano il territorio

E-mail: spettacolo@nove.firenze.it