Export: + 9,4 la pelletteria a Firenze e + 10,3 l'abbigliamento a Empoli

Secondo il Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato per Banca CR Firenze dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che analizza l’andamento in 17 distretti. Parrini (Pd): “Dati incoraggianti a riprova di buone politiche in campo”


Firenze, 26 febbraio 2018– I distretti tradizionali toscani hanno realizzato nei primi nove mesi del 2017 esportazioni per 10,8 miliardi con una variazione di oltre 700 milioni rispetto al corrispondente periodo del 2016. L’incremento medio nel periodo gennaio-settembre è stato pari a +7,1%, superiore alla media nazionale pari al 4,9%.

Nell’analisi del Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, si evidenzia che il buon andamento delle esportazioni risulta diffuso per quasi tutte le realtà distrettuali: 12 dei 17 distretti monitorati hanno incrementato le vendite verso i mercati esteri. In particolare, si confermano centrali le specializzazioni del comparto moda con la Pelletteria e Calzature di Firenze (+237 milioni; +9,4%), la Pelletteria e Calzature di Arezzo (+128 milioni; +40,0%), l’Abbigliamento di Empoli (+95 milioni; +10,3%) e l’Oreficeria di Arezzo (+93 milioni; +7,0%). Anche i distretti prevalentemente posizionati a monte della filiera evidenziano risultati positivi, in particolare il Tessile e Abbigliamento di Prato (+46 milioni; +3,5%) e la Concia e Calzature di S. Croce (+21 milioni; +3,2%). I distretti del calzaturiero del Nord della Toscana, invece segnano risultati meno incoraggianti: il Calzaturiero di Lucca segna un calo del 14,1% e il Calzaturiero di Lamporecchio risulta allineato ai risultati 2016.

Rafforza la propria crescita nel terzo trimestre il distretto Florovivaistico di Pistoia e realizza un incremento complessivo nel periodo gennaio-settembre di circa 15 milioni (+8,2%). Sempre positivi anche se con una leggera flessione rispetto ai primi due trimestri i distretti del Marmo di Carrara (+29 milioni; +5,7%) e dei Vini del Chianti (+12 milioni; +2,5%). La contrazione del terzo trimestre non impedisce invece al distretto della Nautica di Viareggio di realizzare una crescita significativa nel 2017 (+97 milioni; +23,8%).

Sostanzialmente stabile il distretto del Cartario di Capannori che riesce a confermare i livelli massimi del 2015. In calo i distretti dell’Olio toscano (-68 milioni; -16,3%) complice una stagione produttiva tra le peggiori degli ultimi anni, il Mobile imbottito di Quarrata (-2 milioni; -3,2%) e la Ceramica di Sesto Fiorentino (-1 milione; -4,9%).

La Svizzera diventa il primo paese di destinazione dell’export distrettuale nel 2017 con un incremento di oltre 380 milioni rispetto al 2016, grazie al consolidamento del ruolo di polo logistico per alcuni importanti operatori dei distretti della moda. Il sorpasso è avvenuto a danno degli Stati Uniti (-14,8%) che risentono in particolare del calo di esportazioni nel distretto della Nautica, influenzato dal tipo di operatività articolata su un arco temporale pluriennale. In ripresa le esportazioni verso i nuovi mercati che rappresentano più di un terzo dell’export distrettuale.

Nelle specializzazioni tecnologiche continua ad essere molto dinamico il Polo farmaceutico toscano che nei primi nove mesi del 2017 ottiene una crescita di oltre 520 milioni (rispetto al corrispondente periodo del 2016), grazie al traino di Francia (+171 milioni; +101,6%) e Stati Uniti (+152 milioni) che diventano il terzo mercato di sbocco rispetto alla nona posizione del 2016.

Nei primi nove mesi del 2017 la Toscana si colloca tra le migliori a livello nazionale per risultati in termini di esportazioni: con una crescita di oltre 700 milioni rappresenta la terza regione per variazione positiva, preceduta solo da Piemonte e Lombardia – osserva Luca Severini, Direttore Generale di Banca CR Firenze e Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. Le specializzazioni distrettuali rappresentano più del 40% delle esportazioni toscane e confermano ancora una volta la propria rilevanza strategica nell’economia regionale. Grazie all’elevata propensione ad esportare, i distretti toscani potranno continuare a beneficiare di condizioni di domanda estera positiva, con buone prospettive di proseguire il loro percorso di crescita.”.

“Sono dati positivi e incoraggianti sul fronte dell’export, quelli che emergono dal Monitor dei distretti della Toscana, penso in particolare a quelli relativi a Firenze con un +9,4 di crescita nella pelletteria e nelle calzature e a Empoli con un + 10,3 nell’abbigliamento. Settori dinamici e vitali, fondamentali nel tessuto produttivo locale: si conferma centrale quindi nella nostra economia in generale tutto il comparto moda. La crisi ha colpito duramente in questi anni sul nostro territorio ma questi numeri dimostrano che le nostre imprese hanno saputo rispondere in modo adeguato. È stato importante aver saputo mettere in campo strumenti legislativi che hanno potuto agevolare le imprese e, sono convinto, le hanno messe in condizioni di investire nel modo migliore. Resta un obiettivo fondamentale dei prossimi anni continuare sul percorso intrapreso e nel contempo valorizzare e promuovere con le modalità più adeguate il “Made in Italy”, sinonimo da sempre di qualità e di un saper fare universalmente riconosciuto. Per incentivare le esportazioni sono necessarie regole giuste in mercati aperti non dazi o barriere come alcuni dei nostri avversari politici propongono”. Così Dario Parrini, candidato Pd al Senato collegio uninominale Empoli – Sesto Fiorentino (comprendente Piana fiorentina, Chianti, Valdarno, Val di Sieve, Mugello, Empolese Valdelsa), in merito ai dati sull’export diffusi oggi dal Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca Cr Firenze.

Redazione Nove da Firenze