Rubrica — Arte & Mercato

Exit Enter nel cuore di Firenze: il presunto vandalo che espone arte

Exit Enter alla Street Level Gallery di Firenze

Il mini evento di due giorni in via Palazzuolo ha avuto come protagonista lo street artist Exit Enter


L’artista, noto in città e non solo, per i suoi omini stilizzati che inseguono palloncini, ha mostrato al pubblico un modo diverso di fare street art, meno “mordi e fuggi” come ci spiega uno degli organizzatori, Matteo, nell'intervista che potete ascoltare.
Il sistema prevede la progettazione e realizzazione dell’opera in studio per la sua successiva affissione a parete durante un blitz notturno.

Exit Enter è un altro degli artisti contemporanei fortemente controversi del panorama fiorentino, molto amato e richiesto dal resto della Toscana e dall'Europa dove tiene regolarmente corsi per studenti e workshop.
Nella galleria d'arte recentemente inaugurata di via Palazzuolo, iniziativa fortemente sostenuta dai residenti della storica via, sono stati esposti pannelli disegnati destinati alla pubblica affissione (a data da destinarsi).
In galleria, oltre al dj set, anche le immagini di un video con alcuni momenti dei blitz notturni effettuati lungo le strade di Firenze.

L'artista non era presente all'evento perché a Bologna, città che lo ha visto protagonista già dallo scorso anno con una personale.
Ricordo ai lettori l’importante collaborazione con The Cappelleschi Gallery a Knokke, in Belgio, una galleria che promuove la street art a livello internazionale e che dalla Toscana a ha attinto diversi talenti.

Qualcuno mi contesterà per quello che andrò a scrivere, ma sono uno a cui piace smuovere un po’ gli animi, accendendo, talvolta, qualche discussione. Sempre con finalità costruttive, non per sterile polemica.

Il controverso mondo della street art, in tutte le sue varianti, fa sempre discutere, nel bene e nel male. Fra gli schieramenti, c’è chi parla esclusivamente di atto vandalico, di illegalità e chi sostiene questa forma d’arte considerandola necessaria anche per rendere gradevoli zone depresse, zone industriali abbandonate.
Una firma su una statua o sulla facciata di una chiesa, scritte che imbrattano abitazioni private o palazzi pubblici, sono senza alcun dubbio atti vandalici, ma il resto?

Mi chiedo, se sia più un atto vandalico lasciare un palazzo storico abbandonato a decenni di incuria da parte del proprietario o un graffito, palesemente opera d’arte, sopra il muro di cemento armato di qualche cavalcavia stradale o sottopasso ferroviario.
È più deplorevole l'intonaco che cade a pezzi nel corso degli anni o l’opera che qualche graffitaro ci ha realizzato sopra?
A Firenze abbiamo gli “Angeli del Bello”, che poco sembrano fare distinzione tra il mero atto di vandalismo, che assolutamente non giustifico, e un’opera di Street Art, ricoprendo sia l’una che l’altra.

Ai lettori l'ardua riflessione.

Arte & Mercato — rubrica a cura di Giacomo Ferri

Giacomo Ferri

Giacomo Ferri — Giacomo Ferri è appassionato di tecniche e stili, esperto di arte contemporanea è da anni curatore di mostre e rassegne in Toscana e non solo

E-mail: giacomoferri.arte@gmail.com