Emergenza idrica: la Toscana programma opere per affrontare la siccità

I mutamenti climatici renderanno sempre meno eccezionali e sempre più cicliche le annate siccitose


 Proseguono gli interventi sul campo per migliorare il sistema di approvvigionamento nelle zone più critiche della regione e scongiurare emergenze come quella del 2017, ma anche opere di messa in sicurezza idraulica per le alte portate ed il rischio di piena lungo l'asta fluviale, è ad esempio il caso dell'Ombrone.

 Oggi in una riunione convocata a Firenze dal presidente della Regione, presenti gli assessori all'ambiente e all'agricoltura, il direttore dell'Autorità idrica Toscana e i presidenti dei consorzi di bonifica e di Anbi Toscana (Associazione Nazionale delle Bonifiche e delle Irrigazioni), si è fatto il punto sulle opere in corso di realizzazione e si è discussa una prima bozza del piano strategico da mettere a punto per contrastare le future crisi idriche.

Il presidente ha sottolineato l'esigenza di tenere ben alta la guardia su questa tematica visto che i mutamenti climatici renderanno sempre meno eccezionali e sempre più cicliche le annate siccitose. Servirà dunque un equipaggiamento infrastrutturale adeguato al fine di salvaguardare naturalmente le esigenze di tutti i cittadini ma anche un comparto fondamentale per la nostra economia, come quello agricolo.

Attualmente in varie aree della Toscana sono aperti cantieri per realizzare le opere urgenti previste a seguito dell'emergenza scattata dall'estate 2017: sono 44 gli interventi già completati o in fase di realizzazione per quasi 4,5 milioni di euro.
C'è poi una seconda tranche di interventi che inizialmente erano previsti entro il 2020 e che invece saranno anticipati al 2018 per mettere al sicuro alcune aree che avevano mostrato criticità (per esempio nel Chianti fiorentino).
La parte centrale della riunione è stata però riservata a come affrontare nel modo migliore gli scenari futuri di medio-periodo: è stata presa in esame e discussa la prima bozza di un masterplan che dovrà contenere gli interventi da realizzare nei prossimi dieci anni per aumentare l'efficienza della rete idrica e quindi la capacità di autodifesa rispetto ai periodi siccitosi. Il masterplan già in questo prima elaborazione ipotizza le opere da realizzare per approvvigionamento a fini idropotabili. E' necessario invece un ulteriore approfondimento per avere un lavoro analogo in relazione alle opere irrigue: a tal fine servirà il lavoro di mappatura dei bacini utilizzabili che è in fase di completamento. Per stabilire anche in questo caso il piano di azione da realizzare perché l'agricoltura possa fronteggiare i periodi siccitosi sarà creata una cabina di regia che entro l'estate dovrà completare il suo lavoro.

 Intanto è stata inaugurata stamani la cassa di espansione di Ponte a Tigliano, nel comune di Poggio a Caiano.

Iniziata il 24 marzo dell'anno scorso, finanziata con risorse tutte regionali per un totale di 3 milioni e 75mila euro, la cassa è stata realizzata dal Consorzio di Bonifica con la supervisione del Genio Civile Valdarno centrale.

 Un'opera che fa parte di un sistema di casse alcune già realizzate, come la Querciola, altre che saranno realizzate in futuro come Case Betti nel comune di Prato cui l'amministrazione ha dato un grosso contributo.

L'Ombrone, ha poi spiegato l'assessore, è uno dei tratti più attenzionati in Regione, perché avendo la dinamica di un torrente che raggiunge livelli di piena in tempi molto ridotti, ha bisogno della realizzazione di opere di messa in sicurezza lungo tutta l'asta fluviale dove è in atto uno sforzo davvero straordinario, che coinvolge molti Comuni.

Un grande lavoro che vede nel Consorzio un soggetto operativo e dinamico in grado di rispondere con efficienza alle esigenze dei territori. Sicurezza, ambiente, fruibilità, tre i concetti su cui ha voluto porre l'accento il presidente del Consorzio 3 Medio Valdarno, che ha aggiunto che grazie alla collaborazione tra enti e istituzioni regionali e locali il Consorzio ha potuto realizzare un'opera idraulica strategica che insieme a oltre 2 milioni di manutenzioni ordinarie ogni anno dona maggiore sicurezza idraulica, più bellezza e spazi nuovi al territorio I lavori oggetto dell'inaugurazione hanno completato il primo settore della cassa di circa 30 ettari che comunque era già funzionante e in grado di invasare oltre 650.000 mc (livello massimo di riempimento pari a 39,50m s.l.m).

Il primo settore della cassa ha arginature a quota 40,50 m s.l.m. Sono state previste aree umide e laghetti permanenti all'interno del perimetro della cassa che sono peraltro già popolati da diverse specie animali. Costituiranno elementi qualificanti per una zona di pregevole qualità ambientale e un vantaggio paesaggistico per tutti i cittadini. La cassa di espansione di Ponte a Tigliano si inserisce in un contesto che presenta un reticolo delicato e già ricco di opere idrauliche affidate alla gestione e manutenzione da parte del Consorzio, con il coordinamento e supervisione da parte del Genio Civile Valdarno centrale.

Nel corso della mattinata il Consorzio ha avuto anche modo di illustrare i molti lavori e gli interventi di manutenzione in corso e quelli futuri sul territorio pratese e la Val di Bisenzio (per un importo di oltre 3 milioni di euro solo per il 2018).

Redazione Nove da Firenze