Emergenza Casa, caos a Firenze: tra sgomberi ed occupazioni

La soluzione del problema non sembra essere all'orizzonte


Ad ogni sgombero segue una nuova occupazione, i fiorentini rischiano di non capire ed è alta la tensione in alcune zone della città.
A pochi giorni dall'azione di sgombero che ha visto impegnati molti mezzi della Polizia tra via Masaccio e Le Cure, in via Baracca torna ad essere occupato un immobile già liberato nel 2015.

Dopo la scomparsa prematura di Lorenzo Bargellini il Movimento si stringe attorno ai nuovi punti di riferimento e si ritrova sotto la Prefettura di Firenze per poi muovere verso l'Assessorato al Welfare: gli slogan, sempre i soliti degli ultimi anni, chiedono il blocco degli sfratti e l'impegno sulla creazione di un piano nel quale sia contemplato anche l'autorecupero fino ad oggi scartato a vantaggio di recuperi sporadici, eseguiti anche con sponsorizzazioni private, e vendite all'asta con l'inserimento della clausola dell'housing sociale.

Palazzo Vecchio avvisa il 12 luglio che "è stato sgomberato questa mattina l'immobile di proprietà comunale in via Luca Giordano, occupato abusivamente da una ventina di persone" con un intervento effettuato dalla Polizia di Stato insieme alla Polizia Municipale in esecuzione di una ordinanza di sgombero urgente firmata dal sindaco Dario Nardella.
Una decisione dovuta "alla situazione di pericolosità dell'immobile emersa a seguito di sopralluoghi della stessa Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco". 
"Grazie alle forze dell'ordine e alla Polizia Municipale presente in supporto per questo intervento che ha ripristinato la legalità liberando un immobile occupato senza titolo - dichiara l'assessore alla sicurezza urbana e Polizia Municipale Federico Gianassi -. Senza contare che lo stabile versa in una situazione pericolosa per gli stessi occupanti
". 

Lunedì 17 sulla Pagina Facebook del Movimento fiorentino compare la nota: "il gruppo di rifugiati sgomberato lo scorso mercoledì dall'edificio di proprietà del Comune in via Luca Giordano ha ripreso casa in un edificio di proprietà di Unipol-Sai in via Baracca 18, abbandonato dal momento della costruzione, occupato tre anni fa e sgomberato nel marzo 2015, e da quel momento lasciato sempre vuoto senza nessun progetto in vista".

Gli attivisti del Movimento per la Casa sottolineano "La contraddizione è lampante: il Comune dichiara di aver finito i soldi e blocca quindi ogni tipo di soluzione per l'emergenza abitativa, alla faccia dell'auto-rappresentazione del PD come "partito dell'accoglienza", in particolare in Toscana. I rifugiati non ci stanno e puntano il dito contro quel sistema banche-partiti-cooperative che è il nemico principale di chi oggi in Italia si ritrova in difficoltà economica".

Poche ore dopo la nuova occupazione il Movimento pubblica sempre sui Social un appello a schierarsi: "Chiediamo a tutti di raggiungerci al presidio davanti alla nuova occupazione dei rifugiati in via Baracca 18. È importante portare la nostra presenza e solidarietà, il rischio di sgombero è permanente".

"I somali sgomberati dalla struttura in via Giordano non erano occupanti perché l'amministrazione aveva riconosciuto la loro associazione, concedendogli la struttura di via Giordano dal 2009 per 6 anni, e i somali, migranti e richiedenti asilo, sono le prime vittime del taglio alle accoglienze per sgomberi e sfratti, decisa dai servizi sociali dal giugno scorso, così che stamani sono stati costretti a occupare uno stabile in via Baracca" afferma Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera.

"Si è voluto procedere con lo sgombero senza dare alcuna assistenza - accusa Amato -: ciò è inaccettabile perché l'amministrazione non fa nulla per risolvere queste situazioni ed è quindi responsabile se la povertà scade in marginalità che sfocia nell'illegalità costringendo così le persone a occupare come è accaduto stamani in via Baracca".
Il Consigliere Tommaso Grassi aggiunge "Siamo preoccupati che le situazioni di emergenza sociale siano risolte solo dalle forze dell'ordine: non era mai avvenuto che non ci fosse alcun dialogo o spazio di interlocuzione per trovare una soluzione temporanea per le famiglie. Temiamo, ma speriamo di sbagliarci, che quello che abbiamo visto oggi sia solo il nuovo modo di condurre gli sgomberi da parte del Comune: scomparire in modo complice sottraendosi al proprio ruolo di assistenza".

La maggioranza di Pallazzo Vecchio affida la replica a Francesca Paolieri, Angelo Bassi e Andrea Ceccarelli che non entrano nel merito dell'assistenzialismo ed accusano: "Il consigliere Grassi e la consigliera Amato escano allo scoperto una volta per tutte: stanno dalla parte di chi rispetta e fa rispettare la legge o dalla parte di chi la vìola sistematicamente, pretendendo ogni volta impunità e chiedendo la complicità delle istituzioni? Per non dire dei disagi causati ai cittadini con il blocco del traffico sui viali per la manifestazione di protesta. Quando è troppo è troppo. Ristabilire la legalità, in casi come questo, significa anche garantire la sicurezza delle persone che occupano, vivendo in condizioni che le espongono a pericoli per loro e per i cittadini che vivono nella zona. Vorremmo che il dibattito politico si svolgesse nell'ambito dei confini della democrazia e delle regole, siamo stufi di dover ascoltare chi invece se ne fa beffe in nome di un malinteso concetto di solidarietà" concludono i democratici.

Intanto, nel botta e risposta interno al Palazzo tra maggioranza ed opposizione, non manca il commento di Pierluigi Pozzi a nome del Fronte Nazionale Firenze: "Il Movimento di Lotta per la Casa di Firenze occupa un immobile di via Baracca. Non approvo queste iniziative ma ancora meno approvo il fatto che queste persone siano in balia di sé stesse da tredici anni. Invitiamo tutti i dirigenti PD a farsi carico del problema e di spartirseli nelle proprie abitazioni, dandoci così prova ed esempio della propria umanità".

Redazione Nove da Firenze