Edilizia in Toscana, settore in difficoltà: più partite iva che dipendenti

 Lunedì 20 novembre mobilitazione per il rinnovo del Contratto nazionale, la sicurezza sul lavoro e le pensioni con Cgil-Cisl-Uil di categoria


 “In Toscana ci sono circa 50 mila lavoratori edili che aspettano da un anno e mezzo il rinnovo del contratto. Ecco perché la grande mobilitazione del settore, partita a livello nazionale, ci vedrà attivi sul territorio regionale con assemblee, volantinaggi e presidi nei luoghi di lavoro e nei cantieri di tutte le città toscane per il 20 novembre, in preparazione dello sciopero nazionale proclamato per il 18 dicembre” hanno dichiarato i tre Segretari Generali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Feneal Uil Toscana (Ernesto D’Anna, Simona Riccio, Giulia Bartoli, aggiungendo: “In questi giorni siamo tutti impegnati ad illustrare le nostre rivendicazioni: lavoro, contratto, salute, pensioni sono i temi al centro della mobilitazione”.
Sono oramai 9 anni che tutti gli indicatori del settore delle costruzioni danno segno negativo. I dati della Toscana sono in linea con quelli nazionali: le imprese attive in un anno sono calate del 2%, mentre continua inarrestabile lo stillicidio di lavoratori iscritti nelle Casse edili, oggi ridotti a circa 30 mila, dimezzati rispetto a quando le costruzioni erano un volano per l’economia nazionale. Per la prima volta e per tre trimestri consecutivi il lavoro cosiddetto indipendente (partite iva) supera il totale dei lavoratori dipendenti. Già nel quarto trimestre 2016 i lavoratori dipendenti sono scesi a circa 49 mila unità contro le 52 mila delle partite iva, trend che prosegue tutt'oggi.

'Un fenomeno' che nasconde un escamotage messo in pratica per continuare ad utilizzare manodopera senza i ‘vincoli’ di un rapporto di lavoro dipendente. Inoltre nel settore si registra il ricorso a contratti diversi da quello dell’edilizia, vedi il multiservizi o il metalmeccanico perché meno onerosi determinando il cosiddetto dumping contrattuale. Tutti espedienti pericolosissimi per il settore ed estremamente dannosi per il lavoratore, da tutti i punti di vista: della retribuzione, dei contributi previdenziali, della sicurezza e per la mancata formazione obbligatoria in edilizia rima di entrare nei cantieri.

“Le proposte che lanciamo - proseguono i tre Segretari Regionali - sono le seguenti: aumenti salariali in linea con gli altri settori per recuperare la perdita del potere d'acquisto e aiutare anche una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, eccetera)”. In Toscana negli ultimi 3 anni la scuole edili hanno formato più di 35000 addetti, dalla formazione specialistica a quella obbligatoria dalla sicurezza alla formazione d'ingresso, siamo convinti che l'edilizia non tornerà quella che conoscevamo ma si rivolgerà a rigenerazione urbana, sostenibilità, bioedilizia. Dobbiamo essere pronti ad affrontare il nuovo mercato, riqualificando il settore, imprese e lavoratori, provando a dare un futuro ai molti che questo settore lo hanno abbandonato o a chi si potrebbe apprestare ad entrarci. 1584 sono invece i cantieri che nel 2016 in nostri Ctp hanno visitato con i tecnici specializzati per sostenere le imprese e supportarle in tema di sicurezza sul lavoro. Gli enti bilaterali di settore sono strumenti insostituibili di qualificazione del settore e tutela della sicurezza.

Concludono D'Anna, Riccio e Bartoli: “Manifestiamo e lottiamo contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; chiediamo più sicurezza sui posti di lavoro, azzerare gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più - le denunce di infortunio sono passate da 2081 tra gennaio e settembre 2016 a 2162 nello stesso periodo del 2017 con un aumento di quasi il 4% concentrato oltre i 55 anni -; chiediamo la creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione, e il potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani. Noi di certo ci batteremo per raggiungere questi obiettivi e per avere un sistema previdenziale che garantisca una pensione dignitosa per i tanti lavoratori edili che hanno avuto una storia contributiva discontinua e che hanno in prospettiva una speranza di vita più bassa ed invece hanno il diritto di godersi la pensione e non rischiare la vita ogni giorno. Abbiamo lanciato una sfida alle controparti, Ance compresa che ha visto eletto in questi giorni il nuovo presidente nazionale, una sfida di qualificazione del settore nel suo complesso. Le controparti proseguono con tatticismi dilatori a prendere tempo, non rispondendo nel merito alle nostre proposte e non accettano la sfida che i lavoratori ed il sindacato hanno lanciato”.

Redazione Nove da Firenze