Rubrica — Arte & Mercato

Ecco Big Clay: fiorentini perplessi e sguardi affascinati

 Dopo Jeff Koons, per la seconda edizione di In Florence 2017 arriva lo svizzero Urs Fischer


Piazza Signoria ospita nuovamente In Florence, l'evento di arte contemporanea ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato in concomitanza con la Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze.
Il progetto - a cura di Francesco Bonami - consiste nella presentazione di un’opera monumentale in Piazza della Signoria, in "un contrasto provocante tra antico e contemporaneo". 

La provocazione trova campo libero sui Social Network fin dall'alba, il risveglio di Firenze sembra essere concentrato esclusivamente su piazza della Signoria con Big Clay che occupa il primo piano di molti diari privati. Un successo.
Molte immagini sono accompagnate da commenti non proprio lusinghieri nei confronti dell'artista, ma come ha anticipato il primo cittadino a Palazzo Corsini per il lancio della Biennale "Se non facesse discutere non sarebbe arte".
La patria del sarcasmo dissacra la materia stessa dell'arte, immediati i ritocchi con photoshop, mentre emerge il senso dell'impatto dalla prospettiva degli scatti, pressoché identici ritraggono la scultura da via Calzaiuoli verso il piazzale degli Uffizi.
Diverso l'approccio da parte dei turisti, a caccia dell'angolazione perfetta per una foto 'artistica'.

L'accusa alla figura informe è di mettere in ombra la Loggia de' Lanzi ed il prospetto di Palazzo Vecchio con il suo arengario, ma c'è da dire che copre anche i lavori in corso al Biancone.

Pochi sembrano soffermarsi su quel "dialogo" artistico che nell'intenzione dei curatori dovrebbe invece catturare lo spettatore, una contrapposizione delle argille semilavorate del laboratorio di Fischer con la Torre di Arnolfo di Cambio.

Urs Fischer si è reso famoso nel 2011 in occasione della 50° Biennale di Venezia, quando ha fatto sciogliere una copia in cera e a grandezza reale del Ratto delle Sabine del Giambologna, uno dei grandi capolavori della statuaria rinascimentale presente dal 1583 sotto la Loggia dei Lanzi.
Fischer torna sul luogo del delitto con un nuovo sorprendente progetto artistico, "sulla ridefinizione del gusto, sull’evoluzione delle tecniche e del concetto di bellezza, in un duello tematico e formale tra giganti, tra neo-classicismo e informe, tra antico e moderno, tra le immagini senza tempo di Bandinelli, Cellini e Giambologna e quella senza forma - e proprio per questo con più immagini - di Urs Fischer, che da anni esplora questioni come l’imperfezione e l’entropia, la relazione tra opera e spazio, tra arte e mondo del cinema, tra vivere quotidiano e immaginario artistico con una carica sperimentale e una forza espressiva tanto inusuale quanto straordinaria, anche nel rinnovare o rischiare tecniche e temi senza limiti di tempo, di genere o di stile".

 In Piazza della Signoria oltre Big Clay, la scultura di circa 12 metri - in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e di infantile, "un monumento alla semplicità e alla primordialità del gesto umano che plasma la forma. Uno sguardo più approfondito della superficie di alluminio dell’opera scoprirà le impronte digitali delle dita dell’artista . La scultura infatti è l’ingrandimento di piccoli pezzi di creta modellati dall’artista nel suo studio. Un monumento alla manualità e all’azione creativa più semplice e quotidiana”.

Fischer posiziona due opere sull’Arengario di Palazzo Vecchio: tra la riproduzione del David di Michelangelo e quella di Giuditta e Oloferne di Donatello, in continuità con le esposizioni di Jeff Koons (2015) e Jan Fabre (2016), due figure umane, trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra, quali simboli della finitezza umana e della durevolezza dell’arte.
Le due figure sono quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti, visti dall’artista come cittadini del mondo che hanno le loro radici nel territorio e nella sua cultura, due ritratti che attraverso la consumazione della cera diventeranno corpi astratti. 

Redazione Nove da Firenze