Domenica di settembre: domani maratona di eventi in Toscana

Cultura e vino, arcieri e piante, o il Bio-mercatino?


A Greve, capitale del vino, proseguefino a domani, domenica 11 settembre, la storica rassegna Expo del Chianti Classico. Piccole e grandi imprese, aziende a conduzione familiare e di ampie dimensioni, fattorie storiche che, nonostante i secoli, non perdono smalto. La passione per la terra si fonde alle tante e universali storie di vita, marito e moglie, padre e figli, giovani stranieri che scelgono di investire sulle risorse e sulla potenzialità del Chianti, produttori locali che ereditano carte, stemmi e terre, patrimoni di conoscenze e sapienze artigianali custoditi per intere generazioni. Il futuro, che si intreccia a doppio filo con il passato, continua ad essere disegnato dalle vigne e dai prodotti delle terre del Gallo Nero. La 46ma edizione della kermesse chiantigiana, al suo terzo giorno di calici in tasca, si conferma la festa di tutti, dedicata a coloro che il vino lo producono e lo consumano come simbolo culturale di un paese dinamico e unito, come risorsa di una tradizione secolare che si rinnova nella capacità di affrontare le sfide e nello sguardo lungimirante degli imprenditori. Per domani, ultima giornata in programma, la rassegna propone un’escursione a piedi dalle ore 9 alle ore 12 alla scoperta delle bellezze naturalistiche e dei tesori culturali del territorio (con partenza da piazza Trento) e l’apertura straordinaria della chiesa di Santo Stefano a Montefioralle che accoglie l’esposizione di una collezione di manufatti di arte sacra (ore 11-20). L’assaggio dei vini è possibile dalle ore 11 alle ore 21. Nel pomeriggio la piazza si anima con lo spettacolo degli sbandieratori e del gruppo storico di Fivizzano (ore 16,30) per concludere con la premiazione, a cura del sindaco Paolo Sottani nello spazio del Giardino Incontri, dei cittadini che si sono contraddistinti per meriti culturali, sociali e sportivi. Alle ore 18 la Super Tombola, organizzata dalla parrocchia di Santa Croce e la sera appuntamento con la musica. Alle ore 21,15 il sound degli Elixir in piazza Angelo Vassallo siglerà la manifestazione. Giunta alla 46ma edizione, la vetrina di respiro internazionale ha varcato ogni record con la partecipazione di un centinaio di aziende del Chianti Classico. I numeri ci sono tutti, a cominciare dal ricco programma di eventi previsto domani.

Domani dalle ore 9:00 alle 18:00  Mangiasano in piazza all’Impruneta. Tra i banchi tanti prodotti freschi, locali, biologici e oggetti di Artigianato Alle ore 13:30 consueto pranzo condiviso in piazza, espositori e clienti. Se volete partecipare portate un piatto cucinato da casa oppure comprate i prodotti del mercato. Nel pomeriggio in piazza la corsa dei carretti e la gara del Pepeoso, piatto tipico, due appuntamenti in preparazione alla Festa del Uva che si svolgerà domenica 25 settembre all’Impruneta. Ogni anno i rioni ai primi di settembre si sfidano in piazza Buondelmonti su carretti auto-costruiti e nella gara del Peposo più buono, giudicato da una giuria competente.

Domenica 11 settembre la città di Cortona ospita la 14^ tappa della Festa della Lavanda di Venzone in Piazza Signorelli. La Via della Lavanda nasce da un'idea di Paola Toso, presidente della Lavanda di Venzone, un'azienda del Friuli Venezia Giulia in provincia di Udine. L'obbiettivo è quello di coinvolgere il territorio attraverso la Festa della Lavanda per una possibile riqualificazione territoriale mediante la diffusione della lavanda e la sua trasformazione in prodotti.Alle 10.30, si apriranno le iscrizioni alla gara della sgranatura con un premio ai primi tre classificati. Dalle 16.00 Manine nella Lavanda e la serata proseguirà al lume di candela. E la festa continua a Camucia dove troverete in Via Matteotti il gran finale della festa con la riapertura dei laboratori verso le ore 10.00, Manine nella Lavanda, il percorso sensoriale dei 5 sensi e il gran finale con la gara della sgranatura. La "Festa della Lavanda" è patrocinata dal Comune di Cortona.

Da quarantatrè anni a Montopoli, borgo le cui prime notizie storiche risalgono all’anno Mille, prende vita la suggestiva disfida con l’arco tra ‘perinsù’ e ‘peringiù’, per aggiudicarsi l’ambito drappo. In gara, i migliori arcieri dei due popoli di Santo Stefano e di San Giovanni, in cui venne divisa la comunità di Montopoli (Pi) sotto il podestà Iacopo Degli Albizzi.

Il Palio del bigonzo, domani, inizia con un corteo storico (ore 10,30), con partenza dalla Porta a piedi. A seguire (ore 11) la santa messa nella chiesa di San Pietro, quindi (ore 12) la presentazione del drappellone e la benedizione. Più tardi (dalle 16,30), la gara di tiro con l’arco tra gli arcieri e l’esibizione del gruppo Sbandieratori e Musici di Radicofani. Quindi (alle 18,00) in piazza San Pietro, il calcolo del peso dei bigonzi (tutti avranno la stessa zavorra), precederá l’attesissima corsa (ore 19). La festa si chiude con le cene nelle contrade. Per l’intera giornata sarà attiva la sottoscrizione a premi, i cui ricavato andrà in beneficienza, a favore della popolazione colpita dal recente terremoto. Il Palio del bigonzo, arrivato all’undicesima edizione, recupera il culto della Madonna delle vigne, festeggiata l'8 settembre. Come per le contrade, dunque, anche la festa esprime radici antiche, legate al vino. Va ad Alfredo Rossi e al centro Auser il merito di averle riscoperte, pensando a un evento che poi è stato ideato da tre appassionati di storia locale: Renato Magi, Giovanni Fatini e Fausto Cecconi, su incarico del Comune. Poi c’è stata la passione dei cittadini a fare il resto, con tanti giovani protagonisti. Tra questi, l’attuale sindaco Francesco Fabbrizzi e il consigliere comunale Giacomo Meloni, animatore del gruppo. Quanto al legame con il vino, nessuna sorpresa: a Radicofani, sino agli anni Cinquanta, qui se ne producevano tremila ettolitri. Lo statuto del 1441 ci dice che i quattro borghi, a un certo punto dell'estate, pagavano delle guardie campestri che si trasferivano nella valle delle vigne a monitorare i grappoli che si sarebbero raccolti. Proprio in questa valle i Radicofanesi vollero la costruzione di un piccolo santuario dedicato alla Madonna delle vigne, a protezione del loro tesoro. Un legame che riemerge grazie a un corsa particolare, effettuata trasportando il contenitore dell’uva usato durante la vendemmia.L’avvincente competizione sarà visibile per intero sul maxi schermo che sarà posizionato in piazza San Pietro, punto di arrivo.

Redazione Nove da Firenze