Domani la proroga della Concessione a Nuove Acque

Appello ai Sindaci dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua. Il Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai interroga la Regione: «Verificare legittimità, opportunità e vantaggi per la parte pubblica»


Nell’assemblea AIT di lunedì 22 gennaio, 50 Sindaci della Toscana saranno chiamati a ratificare la decisione presa a maggioranza, in sede di Conferenza Territoriale 4 Alto Valdarno: prorogare la Concessione al gestore Nuove Acque Spa di tre anni e mezzo, oltre la scadenza originaria del 30 giugno 2024. L’affidamento del servizio a Nuove Acque, nel 1999, venne sottoscritto dai Sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio 4 Alto Valdarno, previa approvazione di tutti i Consigli Comunali.

La proroga prevede il ricorso ad un prestito di 130 milioni di euro, da utilizzare in parte per coprire il project financing di 40 milioni ancora da rimborsare, e in parte per nuovi investimenti. Nel luglio 2016 venne presentato dal Direttore AIT un piano che prevedeva tra il 2016 e il 2024 investimenti per 63 milioni di euro, con un graduale decremento delle tariffe, addirittura del 35%.

“Oggi il miraggio delle tariffe basse e di tanti investimenti, un vero paese dei balocchi, si è dissolto, e la realtà mostra tutte le inadempienze riguardo alla depurazione, come una situazione pessima delle reti idriche. Sfugge cosa il gestore abbia fatto in quasi 20 anni di Concessione -affermano in un il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua e il Comitato Acqua Pubblica Arezzo- Eppure candidamente si afferma che per evitare la lievitazione delle tariffe occorre prorogare il servizio e ricorrere ad un nuovo mutuo. Nessuno pensa di richiamare i responsabili per gli errori di valutazione? Nessuno chiede le dimissioni di un Direttore e di uno staff tecnico che hanno completamente sbagliato le previsioni? Altra questione da sollevare e considerare con attenzione: è ammissibile la proroga di un contratto di appalto evitando di fatto la messa a bando di una nuova Convenzione? Pare di sì, ma solo se limitata al tempo strettamente necessario per l’aggiudicazione della nuova gara. In questo caso, scadendo la concessione di Nuove Acque nel 2024 (tra 6 anni!), non c’è alcuna urgenza di prolungare ora l’affidamento, quando i tempi tecnici per indire una nuova gara sono assai ampi. Rimarchiamo infine come la maggior parte dei Sindaci dell’Alto Valdarno abbia inteso calpestare, ancora una volta, la volontà dei propri concittadini chiaramente espressa con il voto nei Referendum del 2011, tramite i quali si chiedeva di mutare la gestione dell’acqua, sottraendola ai privati e quindi alle logiche del mercato e del profitto”.

Verifiche di legittimità, opportunità e vantaggi economici per la parte pubblica nel provvedimento di proroga a Nuove Acque, il gestore di servizio idrico integrato della provincia di Arezzo e di parte di quella di Siena: è quanto chiede con un’interrogazione in Consiglio regionale della Toscana il Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai, sottolineando una volta di più come anomalia il fatto che la decisione sia stata assunta a maggioranza dai sindaci senza alcun coinvolgimento dei Consigli comunali interessati. Nel metodo: è tutto legittimo? E nel merito: alla parte pubblica, e dunque alla collettività, conviene? E proprio ciò che Mugnai domanda alla giunta regionale di accertare attraverso quattro quesiti formulati «in quanto per le decisioni assunte a maggioranza non c’è stata alcuna preventiva discussione e deliberazione autorizzativa in seno ai Consigli comunali, ovvero alla parte pubblica». Innanzitutto, il Capogruppo azzurro chiede alla giunta toscana «se quanto stabilito dall’assemblea dei Sindaci del 11 gennaio 2018 sia legittima, e se non ritenga di esperire ogni altra attività, nell’ambito delle competenze regionali, per verificare la regolarità delle procedure adottate». Poi c’è la questione dell’iter, e su questo Mugnai domanda «i motivi per i quali si siano scavalcati i Consigli comunali interessati e se, visto che non c’è stato alcun preventivo passaggio in tali assemblee locali, si intenda comunque valutare ogni effetto conseguente alla mancata, preventiva deliberazione dei Consigli comunali anche ai fini dell’eventuale inammissibilità della proroga-rinnovo». Ancora, Mugnai vuol sapere «se si intenda accertare se il piano economico finanziario esposto per la proroga da Nuove Acque presenti realmente particolari vantaggi per la parte pubblica anche ai fini della verifica dell’effettivo beneficio erariale per il quale ogni deliberazione deve essere puntualmente motivata» e «se la proroga della convenzione tra A.I.T. e Nuove Acque S.p.A. sia opportuna e adottata in conformità alle norme giuridiche vigenti in materia». Mugnai chiede che Nuove Acque formalizzi quanto prima il ritiro della proposta di proroga e che l’Ait a sua volta sospenda ogni procedura in attesa che si pronuncino i consigli comunali.

Redazione Nove da Firenze