Dehors, Firenze all'aperto: continuano a cambiare le regole

Decine di migliaia di euro per far realizzare ex novo le strutture disegnate per il centro storico fiorentino


Meglio tavolini ed ombrelloni, come si usava negli anni '60. Le strutture all'aperto create a servizio dei numerosi locali del centro storico non sono mai stati accolti con grande simpatia, si va dai casi più criticati di piazza della Repubblica alle installazioni più piccole che, salvo gli indigesti permessi concessi su angoli e rotatorie, hanno cambiato volto per omogeneizzarsi al tessuto urbano ospitando gigli rossi su pannelli in finta ruggine.

"Dopo aver dato indicazioni, solo anni fa, a tutti gli esercenti di bar e ristoranti del centro, su come realizzare pedane e dehors, adesso Palazzo Vecchio intende fare marcia indietro e far smontare le strutture per sostituirle con tavolini e sedie direttamente sulle pietre. Ci sono cose decisamente più importanti di cui l'Amministrazione comunale di Firenze dovrebbe occuparsi" affermano il coordinatore fiorentino di Forza Italia, il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Marco Stella, e il capogruppo di FI al Comune di Firenze, Jacopo Cellai.

"Gli esercenti - sottolineano Stella e Cellai - hanno speso decine di migliaia di euro, fino a 70mila euro in molti casi, per far realizzare ex novo le strutture qualche anno fa. Ora Palazzo Vecchio si lamenta che non vanno più bene, e pretende che i locali mettano sedie e tavolini sulle pietre, facendo tenere aperti degli ombrelloni per non più di quattro ore al giorno. Per i locali significherebbe una perdita del giro d'affari stimata intorno al 40%, perché con gli ombrelloni e senza aria condizionata (in estate) e riscaldata (in inverno) è evidente che l'afflusso di clienti è destinato a calare".

"Molti di questi locali hanno diversi dipendenti - ricordano i due esponenti azzurri - e un calo degli introiti per forza di cose avrebbe evidenti ricadute occupazionali. Non ci sembra davvero il caso... Senza contare che la pavimentazione è sconnessa, ed è poco sicuro servire da bere o da mangiare su piani pericolanti".

Redazione Nove da Firenze