Defibrillatori: una rete salvavita a Firenze

Unicoop Firenze collabora con il Comune di Firenze per il progetto di una rete di defibrillatori su tutto il territorio comunale


Un impegno comune, quello di Unicoop Firenze e del Comune di Firenze, per realizzare una rete capillare di defibrillatori semi-automatici esterni (DAE) che, in caso di arresto cardiaco, possono scongiurare la morte della persona colpita, anticipando i tempi della rianimazione cardio-polmonare e della defibrillazione da parte di un’unità medica.

L’intenzione e il piano di attuazione da qui a qualche mese, sono stati resi noti questa mattina da Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze e Dario Nardella, sindaco di Firenze, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso ilCentro*Gavinana dove era presente anche un gruppo di volontari dipendenti della Cooperativa, dei centri commerciali e dei servizi di vigilanza esterna formati da operatori del 118.

Firenze come Seattle, la città più cardioprotetta del mondo, grazie al sogno Leonad Cobb, Direttore della divisione Cardiologia dell’ospedale di Seattle che, nel 1970, avviò il progetto Medic 2 di addestramento di tutta la cittadinanza alla gestione dell’emergenza cardiaca. Punto di riferimento di tutti i sistemi di emergenza medica pre-ospedaliera, il modello di Seattle ha ispirato anche il progetto dell’amministrazione fiorentina che punta a fare della città un luogo di eccellenza per il primo intervento assistenziale nell’emergenza cardiaca, in attesa dell’arrivo del 118.

Una rete salvavita alla quale Unicoop Firenze contribuirà con i defibrillatori presenti in 11 punti vendita sul territorio comunale. Il progetto dell’amministrazione segue infatti di qualche mese la decisione di Unicoop Firenze di installare 104 defibrillatori in 93 punti vendita di Unicoop Firenze e di formare, grazie al contributo tecnico dei presidi territoriali del 118, gruppi di volontari composti dai lavoratori dei centri Coop e consiglieri delle sezioni soci Coop.

Il progetto di Unicoop Firenze, sostenuto anche da Regione Toscana, è alle fasi finali di realizzazione della formazione che, con poche ore di corso, permette a chiunque di per poter utilizzare gli apparecchi in tutta sicurezza.

“Il progetto che abbiamo lanciato lo scorso agosto – ha dichiarato la presidente Daniela Mori – è stata la risposta alle sollecitazioni provenienti dalla nostra base sociale: un primo passo che oggi ci permette di dare un contributo importante all’iniziativa del Comune di Firenze, considerato il flusso elevato di persone che frequentano quotidianamente i nostri supermercati e centri commerciali. Questo progetto mira a formare nella cittadinanza una cultura dell’emergenza come forma di responsabilità diffusa e senso di comunità solidale e come Cooperativa attenta albenessere dei nostri soci e della comunità, vogliamo essere parte attiva di questa iniziativa di alto valore sociale”.

“Voglio ringraziare Daniela Mori e Unicoop Firenze perché hanno raccolto immediatamente una sollecitazione di cui mi sono fatto portatore - ha detto il sindaco Dario Nardella -, perché il tema della morte legata all’arresto cardiaco è molto sentito non solo tra gli anziani. La morte per malattie cardiovascolari è tra le prime in Italia e la presenza di defibrillatori in un’area pubblica può essere decisiva per salvare una vita”. “Siamo felici per il progetto di Unicoop - ha aggiunto - e per questo abbiamo un’ambizione: fare di Firenze la città più cardioprotetta d’Italia. Abbiamo già installato dei defibrillatori in diversi luoghi pubblici, piazze, palestre scolastiche e impianti sportivi. Oggi crediamo che sia un grande passo in avanti perché l’idea che in 104 punti vendita della Coop ci sia un defibrillatore, che può salvare la vita a una persona, credo che sia un grande risultato di civiltà e di attenzione verso la salute pubblica”.

Un’iniziativa importante, considerato che l’arresto cardiaco colpisce chiunque, senza tener conto di età, sesso, razza o condizione sociale esenza alcun segno premonitore, tanto che l’80% degli episodi avviene fuori delle strutture ospedaliere. In Italia si contano ogni anno 70.000 casi all’anno di morte cardiaca improvvisa, cioè una persona su mille, circa 200 persone al giorno, una ogni 8 minuti e attualmente solo il 2% viene salvato, anche a causa dalla scarsa presenza di defibrillatori sul territorio. L’evento che causa l’arresto cardiaco improvviso è nell’85% dei casi la fibrillazione ventricolare risolvibile solo con la somministrazione di uno shock da parte di un defibrillatore. Il tempo per intervenire è strettissimo, 4 5 minuti al massimo: le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto se non si interviene con il defibrillatore. Se una vittima di un arresto cardiaco non è defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono meno del 2%. Se il cuore non riparte entro i primi 5 minuti, il paziente può ricevere danni cerebrali irreversibili.

La provincia di Firenze non fa eccezione a queste statistiche. Nel 2016 il 118 è intervenuto su 1652 casi di arresto cardiaco di cui 1228 di probabile origine cardiaca. Solo il 20% dei pazienti soccorsi è giunto vivo in ospedale e mediamente il 5% è stato dimesso in buone condizioni neurologiche.

Attraverso un’adeguata dislocazione di defibrillatori in postazioni opportunamente scelte, sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza addirittura superiori al 50% e ulteriori studi clinici mostrano che le percentuali aumentano se l’intervento sul paziente viene effettuato entro tre minuti dall'arresto cardiaco.

Cinque minuti, non uno di più, per non spezzare la “catena della sopravvivenza” e salvare una vita, un obiettivo prioritario e che diventa più raggiungibile grazie a iniziative comuni fra tutti i soggetti presenti sul territorio e al coinvolgimento di tutta la cittadinanza. 

Redazione Nove da Firenze