Decreto vaccini: differenti valutazioni tra gli addetti ai lavori sulle circolari operative

Il punto degli Assistenti Sanitari del Collegio IPASVI di Firenze e una riflessione di Paolo Sarti, pediatra e consigliere regionale Sì-Toscana a Sinistra


Entro il 10 settembre i genitori per far frequentare i figli alla scuola dell’infanzia devono presentare gli attestati di vaccinazione o altrimenti di differimento od omissione per motivi di salute, o ancora di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale.

Nella Gazzetta Ufficiale del 5 agosto è stata pubblicata la Legge 31 luglio 2017, n. 119 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recanti disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”. Per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati sono dunque obbligatorie e gratuite le seguenti vaccinazioni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Rispetto al passato, nulla cambia in termini di numero dosi ed antigeni somministrati, poiché da tempo sono utilizzati i preparati esavalente e quadrivalente. La mancata somministrazione dei vaccini obbligatori preclude l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne. Sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche, che rappresentano una controindicazione permanente e/o temporanea alle vaccinazioni. Per il mancato rispetto dell’obbligo è prevista un’ammenda. I soggetti con storia vaccinale incompleta saranno contattati dalla propria ASL per avviare un percorso di recupero delle vaccinazioni. Queste dunque le principali novità del “Decreto Vaccini”, la cui introduzione vede tra le fondamentali spinte il diffondersi di un marcato scetticismo verso la pratica vaccinale e la conseguente riduzione delle coperture vaccinali sotto le soglie raccomandate dall’OMS. Riduzione delle coperture vaccinali che mina il crearsi del fenomeno dell’immunità di gregge e che ha già mostrato i suoi effetti negativi sulla salute collettiva; come, tra gli altri: l’attuale epidemia di morbillo con tre decessi, migliaia di ospedalizzazioni e complicanze, il caso di tetano nel giugno del 2017 in un bambino non vaccinato e il caso di meningococco C in un bambino di 22 mesi non vaccinato che purtroppo ne ha causato il decesso nel dicembre 2016. Tale quadro, presuppone non solo la necessità di rendere operativa una legge obbligatoria sulle vaccinazioni, che prevede, tra le altre, la pianificazione di un piano di recupero vaccinale ad hoc, ma bensì l’attuazione di un processo comunicativo scientifico-empatico che miri a stabilire un rapporto di fiducia tra cittadino e pratica vaccinale e che preveda la sua presa in carico attraverso una comunicazione trasparente, accessibile, completa e di facile comprensione sulla base delle migliori evidenze scientifiche al fine di condividere scelte.

«In questo contesto, il professionista Assistente Sanitario, come sottolineato dal Ministero della Salute nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, rappresenta la figura professionale che, attraverso la specifica formazione del percorso di laurea universitaria, ha acquisito le competenze tecnico/scientifiche e comunicative sull’argomento vaccinazioni/epidemiologia/malattie infettive, tali da permettergli di governare l’intero processo di comunicazione con i genitori e cittadini, di pianificare il piano vaccinale di recupero, e più in generale di organizzare, implementare e valutare le campagne vaccinali – spiegano Maria Teresa Cino, Patrizia Giannelli, Giovanna Mereu, Alessandro Miglietta e Martina Tassini, Assistenti Sanitari del Collegio IPASVI di Firenze -. La figura professionale dell’Assistente Sanitario viene definita con Decreto Ministeriale 17 gennaio 1997, n. 69, come l’operatore sanitario (…) addetto alla prevenzione, promozione ed educazione per la salute. L’Assistente Sanitario è impegnato fin dai primi anni del novecento nella prevenzione delle malattie infettive e si occupa di promuovere una cultura vaccinale, sostenendone il valore sociale, indipendentemente dagli obblighi vaccinali istituzionali». La Legge 26 febbraio 1999, n. 42, ha infine definito che “il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie (…) è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali (…) degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base nonché degli specifici codici deontologici”. «Viene così disegnato il campo di azione di tutte le figure sanitarie – spiegano ancora gli assistenti sanitari del Collegio IPASVI di Firenze - , e, per quanto riguarda l’Assistente Sanitario, questo campo, relativamente alle malattie infettive e vaccinazioni, principalmente include: la gestione del processo di prevenzione delle malattie infettive, inclusa l’indagine e la sorveglianza epidemiologica di tali malattie; la pianificazione, implementazione e valutazione delle campagne vaccinali; l’organizzazione e la gestione della seduta vaccinale; l’organizzazione e la gestione del percorso di recupero delle vaccinazioni in soggetti con storia vaccinale incompleta; la segnalazione delle reazioni avverse post-vaccinali. Alla luce del nuovo decreto, e come di consueto, i professionisti Assistenti Sanitari metteranno le loro conoscenze e competenze avanzate sulle vaccinazioni/malattie infettive sia al servizio dei cittadini, per favorire un’adesione consapevole alle vaccinazioni e condividere percorsi specifici per adeguarsi alla normativa, sia al servizio delle istituzioni, per contribuire attivamente alla pianificazione, implementazione e valutazione delle campagne vaccinali».

“Il governo va avanti senza ascoltare suggerimenti e critiche, d’altra parte sono quelli del fare -interviene Paolo Sarti, pediatra e consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra- anche se di fatto fanno tutto da incompetenti e male! La circolare attuativa della legge sui vaccini emanata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca obbliga i dirigenti scolastici, i responsabili dei servizi educativi e dei centri di formazione professionale regionale a farsi carico di acquisire e controllare tutta la documentazione concernente l’obbligo vaccinale e in caso di omissioni da parte dei genitori segnalare entro 10 giorni alla ASL di competenza. Ma la Ministra ha presente il caos che regna nelle scuola prima dell’apertura anche solo per far sì che si possa iniziare l’anno scolastico con tutti gli insegnanti e i custodi che servono?! Saranno le scuole a dover sopportare il carico più pesante di una procedura per altro estranea al servizio di istruzione. Ma la Ministra è mai entrata o quanto meno preso un appuntamento in un consultorio, in un ambulatorio dell’ASL, in un ambulatorio del medico di medicina generale o del pediatra, in un laboratorio di analisi?! Perché è in questi luoghi che i genitori, rientrati dalle vacanza, in tutta fretta dovranno farsi rilasciare certificati vaccinali, certificati che ne spieghino l’omissione e ancora analisi di laboratorio che attestino l’avvenuta immunizzazione. Sono previste aperture straordinarie di queste strutture? I pediatri e i medici di famiglia faranno ambulatorio 24 ore su 24? E ammesso e non concesso che questo accada, sono previsti gli stanziamenti per pagare il lavoro straordinario o si confida sulla carità del buon medico?! Forse saranno i laboratori di analisi privati e i professionisti a libera professione che ringrazieranno la Lorenzin: sarà un giro di affari niente male e soprattutto concentrato in pochi giorni. Come pediatra che ho vaccinato convintamente nel servizio pubblico da più di quarant’anni non ho certo critiche da fare ai vaccini o ai calendari vaccinali: mi rimetto alla scienza documentata e seria. Ma questa legge e la sua circolare attuativa dimostrano l’incompetenza totale del Governo sia sul piano scientifico che strategico: allontaneranno ancor di più i cittadini dallo Stato, dalle Istituzioni, dalla Sanità, faranno emergere ancor più l’estremismo e l’intolleranza. La forza di un governo non si dimostra col mostrare i pugni ingolfando i cittadini di burocrazia: la salute non si impone, si fa sì che convenga”

Redazione Nove da Firenze