Dario Nardella, evoluzione Social di un sindaco digitale

Primo cittadino di Firenze: da parlamentare destinato ai dibattiti in Tv a sindaco del capoluogo


Aumentano selfie e sorrisi in maniera direttamente proporzionale ai "Mi piace", ma ciò che colpisce di più e suscita partecipazione, sono le passeggiate tra la gente
Dalle pesanti critiche senza appello alle segnalazioni fiduciose con uno scambio cordiale di domande e risposte. 

Chi segue la vita pubblica del capoluogo toscano attraverso i Social Network, sia attivista della tastiera, simpatizzante o curioso, sfogliatore di pagine ed appassionato di scrolling, si sarà accorto di una inversione di tendenza. Calano i commenti velenosi e crescono segnalazioni e riflessioni costruttive. Vuoi vedere che qualcosa sta cambiando?

Firenze è "una piazza difficile", così la definiscono i campioni del calcio e lo riportano i colleghi sportivi, ma la difficoltà abbraccia tutti coloro che hanno un ruolo di rilievo nella società. Nessuno è esente da critiche, a Firenze anche un Santo può passare per Bischero. 

Dario Nardella, è assessore allo Sport della giunta guidata da Matteo Renzi, ma sarà un Jolly anche per lo Sviluppo Economico. Viene eletto deputato e la sua presenza nei Talk Show risulta interessante quanto indispensabile, è infatti un esperto di diritto amministrativo ed è l'esegeta ideale dell'astro nascente della politica italiana.
Non spippola freneticamente al cellulare, non alza la voce in pubblico, tende a stare dietro nelle fotografie e le differenze con Matteo sono così tante.. ma la vita del giovane politico di Torre del Greco inizia a dividersi tra Firenze e Roma. Ad un certo punto lascia Palazzo Vecchio e partecipa alla gestione della corrente PD che riconosce in Renzi la nuova guida.

Con l'ascesa nazionale dell'attuale Premier viene richiamato e si ritrova ad essere vicesindaco e successivamente candidato alle Primarie di Partito dove batte facilmente la concorrenza, dell'outsider Eugenio Giani prima (Giani lascerà la panchina per la Regione Toscana), e dei due contendenti formali ma sconosciuti, poi.
Trattamento economico e responsabilità di un deputato sono ben diversi dai rischi reali che corre un sindaco (qualsiasi riferimento ai fatti romani è puramente casuale) ma Nardella accetta l'incarico affidatogli da Renzi e confermato da oltre il 60% dei fiorentini.  

Eletto sindaco ecco che il Diario pubblico di Nardella diventa un tiro a segno. Improvvisamente i fiorentini si trovano davanti un capro espiatorio per tutte quelle problematiche che sembravano risolte ed invece, no. 

A Dario spetta far partire i lavori della Tramvia, due Linee in contemporanea e non più una sola come era toccato gestire, con fatica, a Beppe Matulli vicesindaco di Leonardo Domenici. Al tempo stesso sono da sbloccare i cantieri della TAV, c'è da lanciare l'ampliamento dell'Aeroporto ed occuparsi della realizzazione del Termovalorizzatore. C'è anche un Mercato Generale da spostare per fare spazio ad un Nuovo Stadio.
C'è da gestire il nuovo corso del Trasporto pubblico privatizzato.
C'è anche da capire come usare il Nuovo Teatro dell'Opera e c'è da recuperare il Parco delle Cascine. Ci sono poi numerosi contenitori vuoti da riqualificare senza soldi e dunque da vendere a privati con i soldi che li possano riqualificare a loro spese, ma per il bene di tutti.
Non è mica finita. Presentatosi con l'obiettivo di avvicinare le periferie al centro storico, nel convincimento generale che l'area Unesco fosse oramai recuperata, si trova a dover lavorare su alcune piazze critiche come Carmine - Ciompi - Brunelleschi che affondano le loro ombre oscure negli anni '70. Servono nuovi regolamenti, controlli armati e tecnologici, serve intervenire sul decoro e sulla vivibilità di piazza Duomo e vie limitrofe.
Per non farsi mancare nulla, con la scomparsa dell'Ente Provincia, al mero ruolo di sindaco viene associato quello di Presidente della Città Metropolitana con compiti e deleghe tutte da scoprire.

Complici, forse, tutte queste voci segnate in agenda, i sorrisi all'inizio sono stati pochi.
L'accusa di essere un "sindaco burattino" è pesante, il richiamo alla parodia di Crozza-Renzi che si presenta sul palco con l'orsacchiotto Nardella compromette i primi giorni di governo. 
Lentamente però Nardella ha iniziato a prendere confidenza con i fiorentini ed al tempo stesso la strategia Social sembra aver prodotto alcuni frutti, tra questi le immagini che indicano situazioni di degrado o problematiche urbanistiche, trasportistiche e sociali recanti il tag del sindaco ed alle quali il sindaco risponde intervenendo nelle conversazioni. Le segnalazioni sono sintomo di fiducia nelle istituzioni, non è un caso infatti se Prefetti o Questori sono soliti sollecitare i cittadini a rivolgersi alle forze dell'ordine per indicare tutti gli episodi degni di nota.

Dalle indicazioni utili che qualsiasi Comune può trasferire sui post di un profilo pubblico, Nardella è passato ad una comunicazione più easy familiarizzando con gli utenti e presentando Firenze nella sua immagine cartolina, ma anche nel suo aspetto vulnerabile di città multiculturale che vive del passaggio e della permanenza, più o meno breve, di turisti, studenti, lavoratori. Riconoscendo in Firenze una città che non può abbassare la guardia sembra aver fatto propria la preoccupazione di molti residenti che riconoscono al primo cittadino la stima dedicata a chi ci sta provando. 
Di più. Davanti a svarioni amministrativi si insinua il dubbio civico che Nardella possa non esser stato informato dai suoi collaboratori oppure informato male. Quando l'attenzione passa sui collaboratori il fiorentino ha già scelto da che parte stare (Fiorentina docet). 
Una rivoluzione per il professore timido che oggi offre la mano aperta ai concittadini. Il tutto è accaduto in rete, e dalla rete spesso è stato ripreso per portarlo sulla carta stampata ed in televisione.

Con l'approccio umano, quello di sindaco tra la gente, Nardella riceve oggi l'abbraccio reale dei cittadini, ma anche quello virtuale della rete. Irriducibili esclusi.

L'autunno sarà molto caldo perché troppe sono le incertezze che fino ad oggi hanno accompagnato la crescita del territorio fiorentino.
Il web potrebbe rivelarsi un mezzo di comunicazione determinante per il futuro di Firenze.

Antonio Lenoci