Crisi General Electric, dipendenti Nuovo Pignone: lasciateci lavorare

Quasi 200 gli anni di attività con utili fatturati "a prescindere dalle proprietà che si sono avvicendate" sottolineano i dipendenti


 Nessuna paura da parte dei lavoratori del comparto toscano, che ritengono "tutte da verificare" le ipotesi paventate nelle ultime ore in merito ad una operazione che riguarderebbe Nuovo Pignone, ma la richiesta è di decidere presto sul futuro industriale ed occupazionale.

"Stiamo vivendo sotto una tempesta mediatica provocata da una crisi finanziaria di General Electric di cui noi non siamo né responsabili né corresponsabili" dichiara la RSU del Nuovo Pignone di Firenze.
"Appare chiaro che l’attenzione di cui siamo oggetto è chiaramente più usata per fini politici che per un vero interesse alle nostre vite e al nostro futuro: lo sappiamo bene, abbiamo una discreta esperienza in queste dinamiche. In quasi due secoli, anche con le nostre lotte ed il nostro impegno sindacale, abbiamo costruito un polo tecnologico estremamente importante e ben radicato nel territorio italiano con una enorme flotta di macchine da gestire in tutto il mondo, clienti storici che si fidano di noi e nuovi prodotti in sviluppo su cui sono presenti investimenti di rilievo che rappresentano il nostro pane di domani e di tutta la filiera produttiva di cui ci serviamo".

I lavoratori tengono a mettere in chiaro che "Ogni frase che mette in dubbio tutto questo può penalizzarci a livello di immagine e complicare in parte i rapporti con i nostri clienti e il mercato a cui noi ci rivolgiamo".

In merito alla uscita da General Electric? "Rimane un’opzione tutta da verificare, proprio perché forti delle nostre capacità progettuali e tecnologiche e consci di un sapere produttivo difficilmente sostituibile, diciamo a tutti che non siamo impauriti. Certo, chiediamo ai vertici della nostra multinazionale, a cui da più di vent’anni abbiamo sempre portato utili, di decidere in fretta sul nostro futuro perché l’incertezza non giova a nessuno. Insomma, chiediamo di poter continuare quello che sempre abbiamo fatto bene: lavorare e lavorare con tranquillità" conclude la rappresentanza sindacale.

Redazione Nove da Firenze