​Credito in Toscana: nasce la questione salariale

Prato è un terzo sopra la media nazionale, male anche Arezzo, Pisa e Pistoia


L’elaborazione di Fisac Cgil Toscana dei dati Bankitalia segnala una situazione profondamente differenziata sia per quel che riguarda il finanziamento all’economia (soprattutto al sistema delle imprese) sia rispetto all’incidenza delle sofferenze in rapporto agli impieghi.

Secondo Daniele Quiriconi, segretario regionale della FISAC CGIL Toscana, “appare evidente che senza una ripresa dei consumi e degli investimenti, una ripresa che interessi anche le imprese non esportatrici, con un sistema del credito ancora in piena fase di riorganizzazione (tutt’altro che conclusa al di là della messa in sicurezza di alcuni istituti con tardivi interventi di emergenza), la Toscana rischia di rimanere in stagnazione ed alcune aree in modo particolare. D’altra parte una valutazione anche degli ultimi dati INPS sulla qualità del lavoro, con la grande quantità di lavoro povero e precario anche nella nostra regione, conferma in modo incontrovertibile la necessità di misure strutturali, a partire da un’equa riforma fiscale, per la creazione di lavoro di qualità e l’emergere di una vera e propria questione salariale che ha ripercussioni sull’intera economia”.

Se il dato del calo degli impieghi si conferma del 3% a livello regionale nel periodo 2014-2017, con un lieve calo che persiste anche nei primi 4 mesi dell’anno in corso, la Toscana sembra pagare un prezzo meno alto di altre regioni investite dalla crisi economico finanziaria come Veneto e Marche. Tuttavia il dato è particolarmente influenzato dal capoluogo Firenze che vede addirittura una ripresa nel periodo di riferimento del segno + (4,1%). Di molto superiore (in negativo) rispetto alla media regionale e nazionale la “performance” di alcune province come Livorno (-12,4%), Arezzo (-7,7%), Pistoia (-6,7%) e Prato (-6,1%).

Il dato quindi, oltre alla crisi territoriale conclamata di alcuni storici istituti bancari, sembra ricalcare il dinamismo dei territori, quindi una domanda di credito connessa ai segni di ripresa trainata dalle esportazioni e dai grandi player industriali e al contempo la stagnazione o una riduzione del finanziamento all’economia più che doppia della media nazionale, nei territori più in crisi, tra tutti Livorno.

Interessante e per certi versi analoga la situazione riferita alla percentuale dei crediti in sofferenza rispetto agli impieghi con una media regionale del 22,7, circa 4 punti sopra la media nazionale del 18,8.

Tutte sopra la media nazionale le province italiane con l’eccezione ancora di Firenze in linea col dato medio del paese (18,7%), con al comando di questa classifica negativa Prato con un incidenza del 27,3% del totale che, se pur in calo, si mantiene di quasi un terzo sopra la media nazionale. Molto pesante anche il dato di Arezzo (26,1%), Pisa (24,8%), Pistoia(24%).

Redazione Nove da Firenze