Costruire uno Stadio nuovo: Firenze studia la Manovrina Gentiloni

Il Governo guidato da Paolo Gentiloni in continuità con le linee tracciate da Matteo Renzi è intervenuto sul tema dei nuovi impianti sportivi


Attraverso il documento economico finanziario dello Stato, detto anche "manovrina", il Governo ha tracciato alcune linee guida nella realizzazione di nuovi impianti sportivi.
C'è chi ha letto nell'atto un esplicito riferimento allo Stadio della Roma, ma anche in Toscana, a Firenze, la vicenda del progetto presentato dalla Famiglia Della Valle vede la Fiorentina desiderosa di dotarsi di un impianto di nuova generazione.
L'attuale sindaco di Firenze ed ex deputato si è interessato personalmente della Legge sugli Stadi che mirava a semplificare l'iter per la realizzazione di nuove infrastrutture sportive in Italia.

A Marzo la Fiorentina ha svelato il suo progetto da oltre 400 milioni sull'area di 48 ettari per un impianto da 40 mila spettatori con oltre 700 posti auto coperti in grado di ospitare eventi collaterali durante la settimana. Ci saranno un centro commerciale, una struttura ricettiva ed un'area di sosta collegata con la Tramvia.

Mario Cognigni, presidente della Fiorentina ha parlato di un cronoprogramma, condiviso con il Comune, ma in cui Palazzo Vecchio ha preteso di "non aumentare le volumetrie" sulla scia del piano regolatore a Volumi Zero voluto dall'ex sindaco Matteo Renzi. 
Circa 10 i mesi occorrenti per portare la variante urbanistica in Consiglio comunale. Prevista per la seconda metà del 2019 la partenza dei lavori e in 24 mesi la conclusione, comprese le opere di urbanizzazione.

Il Ministro per lo Sport Luca Lotti, nelle scorse ore a Verona, è intervenuto sul tema dichiarando all'Arena: "In Italia siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi europei sugli investimenti e sulla qualità delle strutture sportive. Ed è altrettanto vero che avere, ad esempio, stadi di calcio all’avanguardia vuol dire avere un campionato di Serie A più competitivo. Siamo già intervenuti con un decreto legislativo, approvato nei giorni scorsi in Consiglio dei ministri e appena sarà messo in pratica darà le garanzie di bancabilità, quindi non soldi pubblici, a quelle società che vorranno investire nella costruzione di nuovi stadi. Si tratta di una vera rivoluzione per il nostro Paese e gli effetti positivi si vedranno presto".

 Il decreto sulla correzione dei conti pubblici si occupa della disciplina riguardante la costruzione degli impianti sportivi, in particolare la demolizione e cessione di superficie, la realizzazione di immobili ad uso commerciale e lo sfruttamento commerciale dell'area anche esterna alla infrastruttura.
Infatti, per impianti da oltre 20mila posti, entro 300 metri dal perimetro dell'area riservata, da cinque ore prima dell'inizio delle gare a tre ore dopo la conclusione, l'occupazione di suolo pubblico per attività commerciale può essere consentita in esclusiva alla società che utilizza lo stadio, oppure da terzi da loro autorizzati. Una regola che avrebbe un senso in una zona in cui operano già altre realtà commerciali.

Lo studio di fattibilità può essere presentato da una società o associazione sportiva anche associata con altri.
Il progetto può comprendere anche immobili con destinazione d'uso diverse da quella sportiva, che siano complementari o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell'impianto. 
Grande attenzione ha suscitato il passaggio relativo a possibili demolizioni e ricostruzioni con diverse volumetria e sagoma degli immobili esistenti. Nella realtà romana si è subito pensato ai vincoli imposti dalla soprintendenza che a Firenze tutela ad esempio l'Artemio Franchi degli anni '30 ed il cui futuro a campo di Marte è incerto con la realizzazione di un nuovo Stadio a Novoli. 

Il decreto interviene anche sui tempi tecnici, la conferenza di servizi può decidere anche in modo unificato procedendo parallelamente alla valutazione di impatto ambientale. Il verbale conclusivo potrebbe così costituire adozione di variante al piano regolatore ed il sindaco potrebbe immediatamente sottoporre l'atto all'approvazione del Consiglio comunale.
Si accorcerebbero così i 10 mesi previsti a Marzo dall'Amministrazione fiorentina?

Il Governo stabilisce inoltre che su aree pubbliche è possibile prevedere anche la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie per un massimo di 90 anni e di usufrutto per 30.
A Firenze nel 2012 l'Amministrazione aveva previsto di offrire alla società viola, o a chi si fosse proposto per la realizzazione di un nuovo impianto, la metà dell'area occupata dal Mercato Ortofrutticolo di Firenze.
Dopo la valutazione di un possibile ridimensionamento della Mercafir, i cui volumi di lavoro si sono drasticamente ridotti nel tempo abbandonando alcuni capannoni dell'area mercatale, la superficie restante è stata ritenuta insoddisfacente per poter progettare spazi non solo sportivi ma anche direzionali e commerciali.

Dopo aver deciso di concedere al costruttore l'intera disponibilità del sito mercatale, a Firenze è sorto dunque il problema di trovare una collocazione nuova ed esclusiva per la Mercafir e proprio nei giorni scorsi il presidente Angelo Falchetti ha dichiarato che entro la fine dell'anno sarà sciolto questo ultimo nodo, nonostante permanga lo scetticismo delle opposizioni cittadine al fianco delle posizioni espresse dagli operatori, i grossisti del mercato, che vedono l'ostacolo di dover rilanciare logisticamente ed infrastrutturalmente il nuovo sito.

A differenza di Roma, su Firenze resterebbe aperto il Caso Aeroporto, visto che Firenze vuole dotarsi di uno scalo altamente competitivo e l'area interessata è la medesima. 
Proprio il sindaco Dario Nardella ha però recentemente risposto su questa criticità: "Il progetto del nuovo stadio è compatibile sia con il piano di rischio dell’ attuale aeroporto, sia con il piano di rischio per la nuova pista”.

Redazione Nove da Firenze