Corruzione in Toscana, arrestato il direttore dell’ATO Toscana Sud

Eseguite misure interdittive nei confronti di professionisti toscani. Marras (Pd) chiede comunicazione di Enrico Rossi in Aula


Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Firenze - dr. Matteo Zanobini, su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Giuseppe Creazzo, nei confronti di 4 soggetti per reati di turbativa d’asta e corruzione. 

Sono stati disposti gli arresti domiciliari per il Direttore Generale dell’ATO TOSCANA SUD (C. A. di 50 anni) mentre è stata applicata la misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici nei confronti di 3 professionisti toscani (M.V. di 52 anni, O.E. di 51 anni e B.M. di 54 anni).

I provvedimenti adottati dall’Autorità Giudiziaria di Firenze scaturiscono da un’attività d’indagine, iniziata nel 2014 dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze e coordinata dal Proc. Agg. dott. Rodrigo Merlo e dal Sost. Proc. Dott. Leopoldo De Gregorio, mirata a verificare la correttezza delle procedure per l’aggiudicazione di una gara d’appalto relativa all’assegnazione del servizio per la gestione integrata dei rifiuti urbani nelle Province di Arezzo, Siena e Grosseto a favore di un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (R.T.I.) per l’importo di oltre 170 milioni di euro all’anno ed avente una durata ventennale (con un costo totale di quasi 3,5 miliardi di euro).

Più nel dettaglio, sulla base di un approfondito esame degli atti di gara nonché di copiosa documentazione contabile e bancaria acquisita nel corso delle indagini dalle Fiamme Gialle, "è emerso che i soggetti indagati avevano concordato preliminarmente - nonostante rivestissero ruoli distinti ed incompatibili - le modalità di dettaglio della procedura (addirittura le domande da rivolgere ai potenziali concorrenti) nonché la stessa materiale redazione di alcuni documenti, strutturando di fatto “su misura” il bando di gara così da favorire la società appaltante (R.T.I.). Tra l’altro, con la chiara finalità di scoraggiare eventuali ulteriori concorrenti alla partecipazione della gara per la gestione dei rifiuti urbani, gli indagati avevano inserito nel bando stesso talune clausole che risultavano particolarmente vessatorie per ogni altra impresa che avesse voluto partecipare alla gara".

"I guadagni illeciti emersi all’esito delle indagini di cui ha beneficiato il Direttore Generale dell’ATO TOSCANA SUD sono stati quantificati in totale in oltre € 380.000, “compenso” che era stato giustificato contabilmente dagli imprenditori che si erano aggiudicati l’appalto facendoli figurare quali costi sostenuti (fittiziamente) per incarichi di prestazione d’opera professionale o per collaborazione e/o consulenza" conclude la nota della Procura. 

"Si tratta di ipotesi di reato gravi e pesanti, sulle quali occorre riflettere con piena cognizione di causa. Siamo pienamente garantisti e confidiamo nel lavoro della magistratura. Ci preoccupa l'assenza di presidio su un ente che sovrintende alla gestione di un servizio fondamentale per i cittadini e per questo ho chiesto alla presidenza del Consiglio che il presidente Rossi, nella prossima seduta d’Aula, tenga una comunicazione particolareggiata sulla vicenda e sulle azioni intraprese. Intanto, mi aspetto decisioni imminenti per garantire continuità ed efficienza nel lavoro dell’ente" così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, commenta le notizie relative all’inchiesta.

Redazione Nove da Firenze