Cooperativa, ecco il segreto: filiera corta e cultura della terra

La più antica cooperativa agricola toscana apre le porte a Nove da Firenze


Su via Baccio da Montelupo, al confine tra Firenze e Scandicci si apre un'area di circa otto ettari, fulcro dell'attività della Cooperativa di Legnaia; ad accoglierci troviamo il Direttore generale Carlo Pinferi.

La struttura raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici che si collegano alla Linea 1 della Tramvia si trova tra Torregalli e Sollicciano, all'inizio del Parco agricolo istituito dalla Città Metropolitana e comprende Firenze, Scandicci, Lastra a Signa, Signa e Campi Bisenzio.

Oltre un secolo di storia. All'inizio del '900 la zona di Legnaia era l'orto di Firenze, a quel tempo gli agricoltori incontrarono difficoltà ad avere un ruolo attivo sul mercato e per limitare le perdite si unirono, soprattutto per affrontare l'acquisto delle sementi. Oggi ci sono oltre 600 soci dal Trentino alla Sicilia che producono non solo ortaggi ma anche frutta e che si occupano di trasformazione ad esempio dei cereali in pane e pasta, oltre a soci che producono vino, olio, latte e formaggi. 

Filiera corta, un termine abusato? "Per filiera corta o chilometro zero si usa intendere il prodotto di vicinato, ma comprende tutti quei prodotti che non subiscono intermediazione. Qui noi giochiamo il ruolo fondamentale: il produttore conferisce alla cooperativa il prodotto che viene immesso sul mercato dei prodotti alimentari e di complemento, quali gli attrezzi professionali per agricoltura e cura del verde, attraverso canali di vendita a dettaglio come il punto vendita che abbiamo presso il Mercato Centrale di Firenze".

Il vantaggio per il produttore? "Oggi si parla di dare valore all'agricoltura, ma se poi andiamo nella grande distribuzione troviamo prezzi ed offerte che ricadono principalmente sul costo del lavoro del produttore e non sul distributore. La Cooperativa garantisce una corretta remunerazione dell'imprenditore agricolo".
Un esempio sul mercato globale? "I nostri soci sono coloro che preservano il territorio e sono alla base della nostra economia: se noi spostiamo la propensione all'acquisto verso un prodotto estero, indeboliamo la nostra ricchezza spostando i soldi verso altre produzioni e Paesi ed al tempo stesso il territorio".

I produttori.. di chi parliamo, come dobbiamo immaginarceli? "Le aziende sono molto variegate, restando in zona abbiamo imprenditori che coltivano da uno a cinque ettari di terreno ad ortaggi o frutta. Abbiamo un ottimo ricambio generazionale con i giovani che continuano il lavoro dei loro genitori. Se ci allarghiamo oltre la zona densamente urbanizzata, verso Siena, Grosseto o Livorno troviamo aziende con dimensioni più importanti per non parlare dell'Emilia Romagna magari con coltivazioni monovarietali".

I consumatori quali vantaggi hanno dal rifornirsi in cooperativa? "Garantiamo i prodotti sui quali effettuiamo centinaia di analisi. Offriamo certezza della provenienza e della crescita del prodotto perché grazie al nostro gruppo di agronomi laureati in scienze agronomiche seguiamo gli agricoltori dall'inizio con la programmazione delle colture da mettere a dimora oltre a concimazione e trattamento, fino alla raccolta".

Guidare la Cooperativa la rende un osservatore di riferimento sul mercato nazionale, siamo figli dell'emergenza e vittime del cambiamento climatico? "Lavoriamo sotto al cielo e questo è un vantaggio ed una condanna. I cambiamenti che sono in atto si stanno ripercuotendo sulla produzione agricola perché non si riesce ad avere certezza del raccolto. I danni sono spesso molto importanti. Solo quest'anno abbiamo avuto la gelata primaverile che ha compromesso i germogli delle viti riducendo il quantitativo di uva, sono venute poi le grandinate che hanno aggravato la situazione e poi la siccità che ha messo in ulteriore difficoltà la produzione. Dalle ultime analisi emerge che il grado zuccherino dell'uva è elevato ma mancano le proprietà organolettiche che trasmettono la qualità al vino. A causa della siccità molte olive sono cadute e quindi anche la produzione di olio vedrà una significativa contrazione. La nevicata di aprile in Basilicata ha inciso sulla produzione di peperoni, melanzane e fragole. In Trentino hanno sofferto le mele..".

Come proteggersi? "In alcuni casi si può provvedere ad una cultura in serra ma non tutte le produzioni possono sostenerlo, per questo siamo destinati a lottare con questi eventi atmosferici".

La nostra tradizione alimentare è rinomata, ma noi sappiamo mangiare? "Stiamo intensificando l'azione rivolta al mantenimento delle tradizioni alimentari perché la dieta mediterranea deve scontrarsi con le nuove tendenze, ma è provato a livello scientifico che il consumo dei prodotti locali riduce i rischi alimentari e questo il consumatore lo deve sapere".

Il Modello Legnaia ha una storia antica, ma ha anche un ruolo nel futuro? "Il nostro modello permette agli agricoltori di creare un'azienda avendo alle spalle un supporto utile anche per proporsi sul mercato con una possibilità maggiore di successo. Vediamo un ritorno alla concentrazione delle attività in vari ambiti e questo nell'agricoltura consente anche di evitare errori. Crescita e sviluppo economico dunque, ma senza dimenticare l'equa distribuzione dei profitti". Molti mercati emergenti guardano alla Cooperativa fiorentina, ci sono state visite da parte di operatori internazionali e sono in programma nuovi incontri con operatori orientali.

La Cooperativa svolge anche un ruolo formativo, dall'uso delle materie prime per curarsi o tenere a distanza gli insetti fino ai consigli utili per coltivare l'orto sul terrazzo: come risponde la popolazione? "La risposta è molto positiva e questo ci soddisfa e ci sprona ad aumentare gli eventi. Lo prendiamo come un dovere verso la comunità, tanto che invitiamo tutta la Città Metropolitana all'ingresso gratuito, a partire dalla fruibilità del parco che famiglie con bambini trovano utile ed istruttivo. Penso alla nostra fattoria didattica con allevamento conservativo, agli incontri sull'uso dei prodotti e sulla civiltà agricola, ma anche alla cura del verde che ci ha visti promotori con il Comune di Firenze dell'iniziativa di allestire fiori sui balconi per mostrare quanto poco possa bastare per migliorare l'impatto visivo con le strade della città. Per i bambini allestiamo spesso merende in cui mele e pane e pomodoro vengono accolti con grande piacere, perché credo che nel contesto giusto e con una adeguata presentazione gli alimenti sani possano risultare ancora più buoni".

Prossimi eventi presso la Cooperativa di Legnaia

Il 23 settembre presso il centro commerciale è in programma un pomeriggio di giochi per i bambini delle scuole dell’infanzia e materne, nell’area verde e nei pressi della fattoria didattica. Sarà offerta una merenda con frutti di stagione.

Il 30 settembre ed il 7 ottobre Battesimo della sella e la Giostra a cura della Cavalleria Medievale La Parte Guelfa, Cavalleria della Repubblica Fiorentina. Sempre il 30 settembre, per l’intera giornata, la fiera dell’Artigianato in collaborazione con Confartigianato Firenze. Replica il giorno 14 ottobre.

Il 21 ottobre sfilata di moda in collaborazione con l'argenteria Foglia Firenze e Legnaia Vivai che allestirà l’area con fantasie floreali.

Antonio Lenoci