Conventino, la strategia di Firenze: artigianato residenziale

Ha destato qualche mugugno l'approvazione del piano di recupero dell'area a pochi passi dalle mura del capoluogo


In arrivo 25 appartamenti da 40 metri quadrati accanto al Conventino già trasformato in Officina Creativa e visitato pochi giorni fa dalle telecamere di Rai Uno che hanno esaltato la vocazione artigianale dell'area.
  Qualcuno ha spalancato gli occhi davanti al disegno immobiliare che interessa gli oltre 3mila metri quadrati di area che "Sarà riqualificata e destinata a una nuova funzione residenziale come prevede il piano di recupero". Ad acquistare all'asta la proprietà pubblica è stato un soggetto privato che metterà in vendita gli immobili. A quale prezzo? I fiorentini lo sapranno dagli agenti immobiliari.

L’assessore all'Urbanistica, già assessore allo Sviluppo economico e turismo, Giovanni Bettarini, ha commentato "Si tratta di un’opera di trasformazione importante perché consente di dare nuova vita a un’area abbandonata in un contesto di grande bellezza".
 Il triangolo via Giano della Bella, via del Casone e via Villani è tra i più prestigiosi di Firenze, a pochi metri dal viale Petrarca e piazza Tasso dove resta testimonianza tangibile della cinta muraria e dal Giardino di Boboli e Porta Romana che conduce a Palazzo Pitti.  

La struttura sulla quale si interviene è degli anni ‘80, un ampliamento del complesso artigianale. Come spiega il Comune di Firenze "Il piano prevede un intervento di demolizione e ricostruzione su circa 2mila metri quadrati. La destinazione d’uso sarà al 100% residenziale, comprensiva di esercizi commerciali di vicinato. Ciascun appartamento disporrà di una superficie minima di 40 mq e di un posto auto pertinenziale".

Da dove nasce lo scetticismo espresso dai fiorentini attraverso i Social? Sono diversi gli elementi portati all'attenzione dell'opinione pubblica.
L'ex Conventino rappresenta il simbolo dell'artigianato locale, per anni si sono alternati progetti di gestione degli spazi da assegnare a giovani artigiani, in tanti hanno proposto idee e promosso start up per occupare spazi - laboratorio ed ancora oggi che la gestione di Artex sembra aver dato continuità al progetto, non mancano le critiche su un luogo con grandi potenzialità ma ancora poco accessibile ed aperto verso la cittadinanza. 
C'è poi una reazione fisiologica alla realizzazione di nuovi appartamenti con parcheggio in una zona di pregio che ha visto i residenti battersi per la tutela dell'identità storica, per la riapertura del camminamento sulle mura, recuperate e poi abbandonate, e contro la realizzazione di un parcheggio interrato attrattore di traffico.
Non è poi passata inosservata la metratura degli appartamenti in costruzione, dichiarati da Palazzo Vecchio, quei "40 metri quadrati" sembrano infatti stridere con lo slogan che ha accompagnato l'approvazione del regolamento urbanistico che metteva al bando gli "edifici alveare sotto ai 50 metri".
Per concludere c'è chi spera sempre che i contenitori vuoti possano andare a colmare la richiesta di alloggi popolari, magari destinando i locali a senzatetto o giovani coppie, anche dietro compensazione delle spese di ristrutturazione.

Il progetto di recupero, avviato anni fa con la funzione di creare un circuito virtuoso di botteghe e di competenze professionali, arriva oggi a completamento in un sistema ibrido che potremmo definire artigianato residenziale. Una strategia incompresa? 

Antonio Lenoci