Rubrica — Agroalimentare

Consorzio Pecorino Toscano DOP, perplessità su accordo Ceta

Rispetto alla tutela delle denominazioni e delle indicazioni protette, il trattato prevede diverse eccezioni


 “Siamo molto perplessi sull’accordo Ceta fra Unione europea e Canada, che riconosce all’Italia soltanto 41 indicazioni, a fronte di 288 DOP e IGP registrate e con una sostanziale rinuncia alla tutela delle altre 247. Per quanto riguarda il Pecorino Toscano DOP, il marchio è registrato in Canada da diversi anni e ci siamo tutelati prima del Ceta, ma terremo alta l’attenzione sugli sviluppi dell’accordo e la sua applicazione” con queste parole Carlo Santarelli, presidente del Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP interviene sul recente accordo economico e commerciale globale firmato tra Ue e Canada e in vigore in Italia dal prossimo settembre.

Alto rischio imitazioni Made in Italy. “Per la prima volta - aggiunge Santarelli - un accordo internazionale legittima la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, dando via libera a imitazioni che potranno danneggiare molte eccellenze agroalimentari italiane. Rispetto alla tutela delle denominazioni e delle indicazioni protette, il trattato prevede, infatti, diverse eccezioni: il termine ‘parmesan’ rimane utilizzabile in Canada come volgarizzazione del termine formaggio grattugiato e per alcuni prodotti, quali Asiago, Fontina e Gorgonzola, è consentito l’utilizzo degli stessi termini accompagnati con le parole ‘genere’, ‘tipo’, ‘stile’ e con un’indicazione visibile e leggibile dell’origine del prodotto. La tutela delle indicazioni geografiche riconosciute, inoltre, non impedisce l’uso in Canada di indicazioni analoghe per i prodotti che hanno già registrato o usato commercialmente tale indicazione, quali alcuni tipi di formaggi, carni fresche e congelate e carni stagionate”.

Rischi e impegno antifrodi del Consorzio. “In sostanza - continua Santarelli - si potrà continuare a produrre e vendere, ad esempio, il ‘Prosciutto di Parma’ canadese insieme a quello DOP ed è riconosciuta la possibilità di utilizzare parti di una denominazione di una varietà vegetale o di una razza animale, come ad esempio Chianina, per le indicazioni protette costituite da termini che, se tradotti, sono identici alla denominazione commerciale, senza pregiudicare il diritto di utilizzare questa denominazione. Il Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP, da parte sua - conclude Santarelli - rafforzerà il suo controllo contro frodi e falsificazioni per garantire ai consumatori, anche in Canada, la qualità e l’unicità del nostro formaggio”.

Redazione Nove da Firenze