Come cambia l'Arno, a Firenze torna l’Agricoltura

 La firma in Palazzo Vecchio con l’assessore Alessia Bettini, il presidente del quartiere 4 Mirko Dormentoni e, per la Città Metropolitana, Andrea Ceccarelli


I Comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa, il Quartiere 4 di Firenze, la Città metropolitana di Firenze, il Dipartimento di Urbanistica (DIDA) dell’Università di Firenze, Coldiretti e il Consorzio di Bonifica del Medio Valdarno hanno firmato in Palazzo Vecchio un accordo quadro “Consortium Agreement Coltivare con l’Arno. Parco Agricolo perifluviale” per dar vita in forma congiunta a una progettualità integrata nel territorio agro-urbano che dalle colline dei tre comuni arriva fino all’Arno.

“Un impegno per condividere insieme progetti integrati – ha spiegato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – l’obiettivo è quello di riqualificare sempre di più le sponde dell’Arno, sia in riva destra che in riva sinistra. Il tutto, naturalmente, in una visione d’insieme, rimettendo al centro all’agricoltura e con una grande cura del territorio”.

“Un progetto molto importante che coinvolge una squadra di enti. Dobbiamo – ha aggiunto il presidente del quartiere 4 Mirko Dormentoni – valorizzare quel che è emerso dai territori per sviluppare il parco agricolo dell’Oltre Greve. Abbiamo raccolto dal basso tante sollecitazioni e tante idee dagli agricoltori esistenti e da quelli potenziali. Un’area che dobbiamo valorizzare e sulla quale già i Comuni hanno iniziato ad intervenire, come a Mantignano–Ugnano, dove non si può più costruire. Come quartiere ci teniamo moltissimo a questo accordo sottoscritto”.

L’accordo nasce da una lunga consuetudine di governance fra gli enti che dall’inizio con un Protocollo d’intesa del 2012 è maturata durante il processo partecipativo “Coltivare con l’Arno. Parco agricolo Perifluviale”, sostenuto dall’Autorità per la partecipazione, appena concluso, che ha visto lavorare assieme ricercatori universitari, amministrazioni, agricoltori, enti pubblici e privati, cittadini, studenti, associazioni per confezionare un progetto di risanamento e valorizzazione del territorio incentrato sul nuovo ruolo dell’agricoltura e delle filiere corte in ambiente periurbano.

Il 30 di settembre tutti i prodotti verranno messi in mostra al Castello dell’Acciaiolo a Scandicci durante un seminario di confronto con tutti i partecipanti: ma questo è solo l’inizio di un’altra fase. Il processo si concluderà infatti nel momento in cui la Regione Toscana lancerà i PIT, Progetti Integrati Territoriali, che consentiranno di attivare le risorse messe a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR-2014-2020) in un territorio geograficamente e ambientalmente ben definito.

Redazione Nove da Firenze