Cna Toscana Centro: serve la riduzione dei costi del lavoro

La neopresidente Elena Calabria: "E' impellente di modernizzare il nostro Paese. Non possiamo rassegnarci a governi che durano lo spazio di una stagione, se va bene. Abbiamo bisogno di esecutivi stabili, in grado di portare avanti riforme e politiche industriali che servono a questo Paese per ripartire"


(DIRE) Prato, 27 mag. - All'auditorium del centro di arte contemporanea Pecci di Prato nasce Cna Toscana centro. E forse non poteva essere scelta una cornice piu' simbolica da parte degli artigiani pratesi e pistoiesi per un cambiamento dettato da esigenze del presente e che si rivolge al futuro. La neopresidente e' Elena Calabria. A lei il compito di gestire, nel prossimo biennio, quello che viene definito un autentico colosso delle categorie economiche: con 8.160 imprenditori associati diventa l'ottavo avamposto piu' importante a livello nazionale di Cna, il terzo se vengono considerati anche i privati cittadini e i pensionati. La quota di associati complessivi, in effetti, ammonta a 25.268 iscritti. La sezione Toscana centro della confederazione degli artigiani rappresenta, in particolar modo, tre settori: le costruzioni col 18,61% di associati che opera in questo segmento economico, la parte del tessile-abbigliamento col 18,42% di associati che rientra in Federmoda e la produzione, alla quale partecipa il 13,44% degli iscritti. "È un esempio non esattamente replicabile. Abbiamo gia' delle realta' che si sono fuse, ma questo e' senz'altro l'esempio piu' significativo- spiega alla 'Dire' il segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini a margine dell'assemblea elettiva in corso al Pecci- Certamente, e' una linea di tendenza che abbiamo auspicato come sistema nazionale.

"Da questo punto di vista- aggiunge- possono essere considerati i portatori di vessillo di questa nuova Cna". La giornata odierna di lavori e' "particolare, perche' non si tratta solo della conclusione di una fase assembleare di due territori, ma e' la nascita di un grande soggetto che diventa in termini numeri fra le primissime associazioni in Italia". Questo e' scaturito, ad avviso del segretario generale, "da una fortissima volonta' dei gruppi dirigenti che hanno avuto coraggio, hanno rischiato, hanno innovato. Io sono molto contento. Sono qui anche per ringraziarli per lo sforzo e per augurargli i migliori successi", conclude Silvestrini.

Cambiamento, fare rete e riforme. Sono i tre cardini da cui parte Elena Calabria, presidente della neonata Cna Toscana Centro, prodotto della fusione fra le associazioni di Prato e Pistoia. Una volta investita dai rappresentanti degli artigiani dei due territori che hanno scelto di fondersi in un'assemblea organizzata al centro di arte contemporanea Pecci di Prato, la neopresidente ha provato a declinare questi vocaboli nella prima relazione del suo mandato biennale. "Si cambia come associazione- ha affermato- quando ci si dimostra capaci di favorire le aggregazioni tra imprese, di sostenere la promozione sui mercati, di tutelare il made in Italy, di far nascere nuove aziende, di favorire la digitalizzazione, di incentivare la formazione e la ricerca". Il cambio di pelle da parte degli artigiani, tuttavia, intende essere uno sprone anche a una trasformazione della politica nazionale: "Si cambia anche con una riduzione dei costi del lavoro, mediante un abbattimento della tassazione, con investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, con una reale semplificazione, con una lotta seria all'illegalita' e all'evasione fiscale". Il secondo imperativo, invece, il 'fare rete' chiama in causa il mondo economico quanto quello politico in chiave locale.

Lo spirito di squadra e' stato il messaggio recapitato da Calabria "quando si superano i campanilismi si annullano i privilegi, si rinuncia consapevolmente ad un pezzetto di sovranita' per difendere gli interessi collettivi e raggiungere un bene superiore e comune". Il lemma 'riforme' in bocca alla presidente Cna, invece, da' corpo alle maggiori inquietudini dello stallo istituzionale dei prossimi mesi e delle ripercussioni sulle forze produttive. "Richiama la necessita' impellente di modernizzare il nostro Paese- ha sostenuto- Non possiamo rassegnarci a governi che durano lo spazio di una stagione, se va bene. Abbiamo bisogno di esecutivi stabili, in grado di portare avanti riforme e politiche industriali che servono a questo Paese per ripartire". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze