Clamoroso a Palazzo Vecchio: poltrone scomode, lontane dalla gente

​Stefania Collesei del PD critica il nuovo allestimento accusando l'Amministrazione di non aver tenuto conto del lavoro del consigliere comunale


 Se la critica arrivasse dalle opposizioni non sarebbe così pungente, l'ex Presidente del Quartiere 5, la caparbia e tenace Stefania Collesei, non lascia scampo ai progettisti ed a chi ha permesso che il disegno futuristico prendesse forma all'interno del Salone de' Dugento: "Io penso si stiano violando le norme per la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro, considerato che una seduta in media dura 5-6 ore e talvolta tutta la giornata. Chiedo dunque che vengano presi provvedimenti correttivi immediati, pensando di interpretare anche il pensiero degli altri consiglieri. Per intanto – conclude la consigliera Collesei – rinuncio ad una comoda poltrona per una funzionale sedia pieghevole che mi consente di svolgere dignitosamente il mio ruolo”.

Che la nuova conformazione dell'Assemblea pubblica fosse leggermente diversa dal tradizionale disegno dell'aula è risultato lampante, e ben diversa la disposizione dei banchi anche dal progetto abbozzato nel 2014.
I maligni hanno scomodato il mercato globale dei mobili in kit mentre l'Amministrazione ha precisato subito che le griffe coinvolte, come Gucci, offrono il meglio dell'arredamento da interni.
Niente da fare, tra touch screen e strumentazioni a scomparsa che farebbero la gioia di Renato Pozzetto (Taaac!) al cospetto degli Arazzi Medicei meglio una sedia pieghevole della poltrona in pelle.

L'aspetto ben più preoccupante però sembra essere un altro “L’esigenza di separare il percorso turistico da quello politico-amministrativo ha prodotto un progetto che ha fatto dell’assemblea elettiva un ambiente chiuso in se stesso, lontano dalla genteaccusa la consigliera di maggioranza.

Collesei aggiunge inoltre: “Dopo mesi di trasferta a Palazzo Medici Riccardi siamo tornati nella sede naturale del Consiglio, nel Salone dei Duecento. Non posso non sollevare critiche all'attuale allestimento, peraltro già sollevate durante l’esecuzione dei lavori e di cui non si è tenuto conto. Critiche che oggi espongo in questa sala allo scopo di porvi, almeno in parte, rimedio. Non è stato tenuto conto della legge elettorale che consegna sempre una maggioranza e una minoranza. Il primo problema è dunque che non si è tenuto in considerazione la realtà istituzionale cui l’intervento era destinato.
Lo scranno del consigliere come realizzato non è adeguatamente utilizzabile. Non è per niente ergonomico. In cosa consiste il lavoro del Consigliere? Il consigliere ascolta, guarda negli occhi l’interlocutore, scrive, prende appunti, osserva il pubblico e interagisce con esso, usa Tablet e computer per informarsi in tempo reale, comunica con l’esterno, redige comunicati stampa, prende la parola anche servendosi di documenti. Vota.
Questa intensa attività è resa difficoltosa dall’attuale sistemazione.
Per quanto mi riguarda – aggiunge la consigliera Collesei – sono costretta ad una posizione scorretta, con la schiena piegata per arrivare al tavolo. Sono costretta ad innaturali torsioni del busto per seguire gli interventi del Sindaco e della Giunta. Vorrei che il lavoro del Consigliere venisse considerato alla stregua di altri lavori".

Redazione Nove da Firenze