Rubrica — Spettacolo

Cinema: 6 anteprime nazionali tra Stensen e Verdi

L’Egitto violento nel film ‘Omicidio al Cairo’ e la tensione in Corea nel nuovo Kim Ki Duk, nella rassegna promossa da Fondazione Stensen e Stefano Stefani


Appuntamento al cinema con 6 imperdibili film in anteprima nazionale (dopo il passaggio ai Festival) promossi da Fondazione Stensen e Stefano Stefani in collaborazione con Teatro Verdi. I film saranno proiettati al Cinema Stensen (viale don Minzoni 25) e al Teatro Verdi (via Ghibellina 101) da martedì 23 gennaio al 26 febbraio (ingresso singolo 8 euro, abbonamento per tutti i film 27 euro). 

Tra i film in programma, due in particolare raccontano la contemporaneità in due angoli di mondo al centro dell’attenzione: l’Egitto e la Corea.

La rassegna di apre martedì 23 gennaio alle 21 al Verdi con ‘Omicidio al Cairo’ di Tarik Saleh, Gran premio della Giuria Sundance Film Festival. E’ un thriller politico lungo le strade della capitale egiziana, dove corruzione e autoritarismo si intrecciano. Un film crudo che mette in mostra la corruzione e la violenza della polizia egiziana, dai servizi segreti agli agenti della strada. Il film racconta la storia di una bella e giovane donna che viene trovata uccisa in un hotel di lusso al Cairo. Per avere giustizia, nell’Egitto dei giorni precedenti alla rivoluzione di Piazza Tahrir, sarà necessario scontrarsi con la corruzione della polizia, i servizi segreti e un’élite politica che si considera intoccabile.

Grande attesa anche per l’ultimo film della rassegna (26 febbraio allo Stensen) ‘Il prigioniero coreano’ di Kim Ki Duk, un film politico che racconta un Paese diviso dalla guerra e dalle frontiere, critica le ideologie delle due Coree e mostra, come lo stesso regista ha spiegato, “quanto siamo sacrificati dalla divisione in due della penisola coreana, e come questa divisione crei soltanto una infinita tristezza”. Il film narra le vicende di un povero pescatore che sconfina involontariamente dalla Corea del nord a quella del sud. Nulla sarà più come prima.

In programma anche ‘The woman who left’ di Lav Diaz (6 febbraio al Verdi), Leone d’oro Festival di Venezia. E’ una storia ispirata a Tolstoj, con al centro una figura femminile generosa e paziente, che esce dal carcere dopo un’ingiusta detenzione e va alla ricerca della sua memoria e della sua vita sospesa.

E poi ‘La camera azzurra’ (12 febbraio allo Stensen), adattamento cinematografico del grande classico dello scrittore giallista Simenon. Un uomo e una donna, l’amore nel segreto di una stanza. Dopo la passione, lui viene arrestato e, di fronte alle domande della polizia e del giudice, cerca le parole. Cosa è accaduto? Di quale crimine è accusato?

Altro film in programma (20 febbraio al Verdi) è ‘Egon Schiele’ di Dieter Berner, che racconta la vita e le opere del grande artista austriaco, morto prematuramente a 28 anni, lasciando dietro di sé una nuova iconografia femminile e un contributo fondamentale all’espressionismo.

Redazione Nove da Firenze