Ciclisti di Firenze: molto fai da te, ma c'è chi investe in riparazioni

Lui è Chopin e ci racconta quali sono i maggiori problemi delle due ruote fiorentine


Nel corso degli ultimi anni tra le attività artigianali che sono scomparse dai negozi di vicinato troviamo soprattutto le ditte di "Riparazione..." dalle macchine da cucire agli elettrodomestici arrivando alle biciclette.
In molti casi i prodotti sono divenuti "usa e getta" o sono comunque facilmente trasferibili presso la casa madre attraverso le procedure di garanzia ed i corrieri espressi, ma per le biciclette?

Sono così tanti i rottami sparsi per la città da richiedere spesso interventi straordinari di "pulizia" necessari a liberare le rastrelliere occupate da biciclette con le ruote forate, mancanti di sellini o pedali e spesso prive di freni posteriori ed anteriori.
Un recupero coatto dei mezzi che spesso ha fatto infuriare i ciclisti che magari per evitare il "furto facile" preferiscono mantenere un profilo basso ed una carrozzeria di scarso valore, ma non per questo da considerare come "rottame".
Già ma chi stabilisce il livello di rottamazione? Spesso i costi di recupero e la necessità di andare a recuperare e riconoscere il mezzo hanno fatto desistere molti dall'andare a ritirare la bicicletta.
Negli ultimi mesi con la reintroduzione delle multe per sosta vietata durante la pulizia strade sono sorprendentemente aumentate le autovetture con il cartello "Guasta" che restano al loro posto suscitando reazioni, forse l'invidia, dei ciclisti che il mezzo guasto se lo vedono sottrarre.

Sul territorio fiorentino ci sono stati esempi virtuosi come cooperative sociali che si sono impegnate nella riparazione e recupero dei mezzi abbandonati poi rimessi sul mercato anche attraverso le piattaforme online, ma quello che cercano ancora alcuni affezionati delle due ruote sono i pit stop in strada.
Resistono punti di riferimento storici, come nei dintorni di San Marco e piazza Indipendenza. 
Molti riparatori hanno visto calare gli introiti a causa della crisi economica e della nascita di una filosofia del fai da te che ha lentamente segnato la diminuzione del lavoro effettuato per piccoli interventi, i cui costi, paragonati all'acquisto di un mezzo usato, hanno portato a desistere i proprietari.

C'è chi resiste e rilancia. Si fa chiamare Chopin ed ha deciso di investire nel settore delle riparazioni andando a rilevare una porzione di un locale nei pressi della Stazione di Campo di Marte "Abbiamo aperto da poco - racconta - il locale non è di grande passaggio, occorrerà del tempo per crearsi una clientela.. ma sono fiducioso. A breve promuoveremo anche il noleggio".

Quali sono le richieste maggiori? "Ruote. Riparazioni di foratura, ma oramai non si usano più le toppe preferendo cambiare la camera d'aria. E poi interventi sui raggi" forse interventi dovuti allo stato di manutenzione delle strade più che all'usura del mezzo.
Altre riparazioni? "Molte biciclette sono senza freni o con i freni non registrati, i pattini consumati o i fili rotti ed anche in questo caso occorre un po' di tempo ma si possono riparare".
Dal punto di vista della sicurezza? "Abbiamo a disposizione i fanali anteriori e la luce di posizione posteriore, sia a dinamo che a batteria, ma sulla seconda soprattutto non c'è grande richiesta. Maggiore attenzione viene prestata ai lucchetti che siano contenuti nelle dimensioni ma massicci".
Già è la punzonatura? "Non la chiedono.. e non la facciamo, ma non è così praticata come si potrebbe pensare".

Mentre ci risponde accoglie un cliente che ha tentato l'autoriparazione della ruota posteriore, non riuscendo però a reinserirla in equilibrio "C'è da darle un'occhiata.." dice sconsolato.

Firenze è una città in movimento che ama il podismo ed il ciclismo, reduce dai Mondiali e per dimensioni e morfologia vocata ad essere attraversata sulle due ruote, con ben due associazioni di rilievo oggi riunite, non riesce però a contendere all'Emilia il primato di località come Modena, Ferrara o Reggio nell'Emilia dalla quale per anni ha tentato di attingere soluzioni quali i box destinati a custodire le city-bike fino agli ultimi modelli di rastrelliere che assicurano il mezzo senza dover decidere tra il male minore, ovvero se perdere la ruota di testa o quella di coda.

Le biciclette con pedalata assistita elettricamente, che possono andare dai 1000 ai 3000 Euro come i modelli proposti da Enel, godono di un contributo amministrativo fino a 200 Euro, ma se ne vedono ancora poche. Regge la tradizione con qualche eccezione del manubrio da corsa rispetto a mountain bike ed il modello graziella, la pieghevole oggi rivisitata in chiave moderna.

Forse l'avvento del circuito tramviario a regime ed ulteriori pedonalizzazioni, senza contare l'arrivo dei tanti studenti che saranno ospitati presso le strutture che stanno nascendo in città, aumenteranno l'appeal verso questo mezzo di trasporto e tra i nuovi artigiani potrebbero spuntare altri riparatori pronti a cimentarsi con un'invenzione antica ma che conserva oltre al fascino anche una grande praticità.

Redazione Nove da Firenze