ChiantiBanca: Mauro Focardi Olmi è il nuovo direttore generale

Prima sentenza in Toscana contro Banca Popolare di Vicenza. Ma le Banche Venete sembrano senza via d'uscita per gli azionisti


È Mauro Focardi Olmi, il nuovo Direttore Generale di ChiantiBanca. 58 anni, fiorentino, già Direttore Generale di Banca Area Pratese, dove in meno di tre anni ha rilanciato l'istituto laniero, conseguendo significativi risultati economici e di riconoscimento territoriale facendolo inoltre uscire da una complessa situazione reputazionale. Focardi Olmi, dal 2008 nel mondo del credito cooperativo, in precedenza ha maturato una trentennale esperienza in primari istituti di credito come Banca Nazionale dell'Agricoltura, Banca Antonveneta e ABN AMRO Bank, dove ha ricoperto apicali ruoli gestionali. Il nuovo DG di ChiantiBanca ha lavorato oltre che in Toscana anche in Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Lazio. L'annuncio è stato dato dal neo presidente della banca Cristiano Iacopozzi nel corso di una riunione a cui era presente tutto il personale.

A Pontassieve invece Matteo Spanò, il Presidente della locale BCC, in qualità di organizzatore del «Toscanello d'Oro – 48° edizione» è stato denunciato da un privato per violazione dell'imposta comunale sulle pubbliche affissioni, perché numerosi pubblici esercizi, adiacenti alla sede della Pro Loco, esporrebbero locandine prive della necessaria autorizzazione.

Dopo il tribunale di Verona anche il Tribunale di Prato, con ordinanza decisoria del 9 maggio, va a formare un'importante giurisprudenza in favore dei risparmiatori azionisti di Banca Popolare di Vicenza. Innanzitutto il Tribunale di Prato, in ossequio anche alla recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione pronunciata in un caso che aveva ad oggetto un associato di Confconsumatori, ha statuito la competenza del giudice ordinario e non di quello del tribunale delle imprese, come dilatoriamente la Bpvi eccepisce in tutti i processi.

«Per il giudice unico del tribunale di Prato, come da sempre sostiene la Confconsumatori – spiegano dall'associazione di categoria – non è stata ben spiegata al risparmiatore la natura illiquida del titolo. Ovvero le diciture standard apposte dalla banca, del tipo “operazione eseguita fuori mercato”, “prodotto illiquido” e “operazione non adeguata per oggetto”, sono solo formalità senza rilievo giuridico e non valgono ad adempiere agli obblighi informativi che gravano sull’intermediario finanziario (la banca venditrice) che deve avvisare in maniera comprensibile, chiara e semplice il cliente che sta comprando un’azione di una banca non quotata in borsa, quindi di difficile se non impossibile vendita». Confconsumatori sta seguendo a livello toscano centinaia di piccoli risparmiatori che hanno già avviato azioni giudiziarie dinanzi al tribunale di Prato e quello di Grosseto. «Ovviamente Confconsumatori Toscana auspica che, senza attendere le lungaggini della giustizia civile, i nuovi amministratori e la nuova proprietà di Bpvi intervengano spontaneamente a ristorare i propri clienti, così evitando che diventino anche ex clienti».

Il Fondo Atlante ha detto no al salvataggio di Banca popolare Vicenza e Veneto Banca. Che cosa succede per gli azionisti? Nella maggior pare dei casi sono diventati tali per motivi diversi da quelli che dovrebbero spingere un risparmiatore all’investimento dei propri risparmi. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per il salvataggio di queste banche ha escluso il ricorso al bail-in (il prelievo forzato di somme per chi ha un deposito superiore a 100.000 euro). Ma fino a quando? Non sarebbe la prima volta che un ministro cambia idea, o viene smentito da altri che decidono per lui.

Redazione Nove da Firenze