Rubrica — Agroalimentare

Chianti, i comuni del vino verso regole semplici e condivise

I contributi di cittadini, produttori ed esperti, per la gestione partecipata e attiva del paesaggio nel suo stretto rapporto con il mondo agricolo


 Dopo oltre tre secoli di vita il Chianti si rafforza e rinasce come modello di cultura integrata, condivisa e antiburocratica. Una realtà omogenea e unitaria che fa dell’incontro tra necessità e prospettive la chiave per superare le fragilità e alzare il livello della qualità della vita partendo dai bisogni reali e dai sogni possibili del territorio. Gli strumenti sono la semplificazione, l’efficacia come antidoto alla lunghezza dei tempi delle procedure e ai vincoli burocratici, la riduzione di difformità normative tra comuni vicini.
Nella terra del buon vivere l’identità chiantigiana, fatta di istituzioni, aziende, associazioni, comunità che lavorano per la crescita della qualità del territorio, punta a compiere un salto di qualità e ad intraprendere un’azione collettiva destinata a produrre importanti cambiamenti in termini gestionali e amministrativi con particolare riferimento al comparto vitivinicolo. L’obiettivo è la creazione di un manuale di regole condivise, un complesso di linee guida, elaborato con i contributi di cittadini, produttori ed esperti, per la gestione partecipata e attiva del paesaggio nel suo stretto rapporto con il mondo agricolo.

I promotori

La sfera pubblica e quella privata incrociano ancora una volta il loro cammino per iniziare un nuovo percorso e definire le linee di costruzione del futuro del Chianti. Una sinergia inedita e un lavoro incentrato sul confronto e sulla partecipazione teso a definire modalità, regole, progetti e interventi finalizzati a valorizzare, promuovere su larga scala il marchio Chianti, favorire il lavoro, tutelare il paesaggio, incentivare l’economia del territorio. E’ l’obiettivo ampio e articolato che si pone il progetto congiunto, elaborato da una rete istituzionale di sette comuni del Chianti fiorentino e senese e dal Consorzio Vino Chianti Classico in stretta collaborazione con la Regione Toscana, “La vite è meravigliosa”. Il processo partecipato ha ottenuto il finanziamento dell’Autorità Regionale per la Garanzia e la Promozione della Partecipazione in base alla Legge Regionale 46/2013 e sarà coordinato e realizzato da MHC Progetto territorio. I promotori del percorso sono i Comuni di Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa.

Il paesaggio del vino

Il punto di partenza del percorso è il paesaggio del Chianti che si lega al vino e alle eccellenze agroalimentari della Toscana, produce innovazione, sperimenta e avanza spedito sul fronte delle coltivazioni biologiche, genera attrattività e potenzia l’appeal di un’area della Toscana nota a livello internazionale attraverso una formula multifunzionale che abbina servizi culturali, qualità dell’accoglienza e strategie di marketing territoriale. Ma il paesaggio è anche una forma ed un’espressione di identità culturale sociale e in questo senso la conoscenza che parte dal basso e si diffonde attraverso il dialogo e il contatto diretto con le diverse componenti sociali è necessaria perché le politiche del territorio estendano il loro sguardo e si applichino in maniera adeguata e consona alle esigenze di chi risiede e opera per mantenere viva memoria e radici rurali.

“La partecipazione è uno strumento essenziale della vita democratica di un paese – commentano i sindaci dei territori interessati - conoscere approfonditamente le esigenze, le istanze, le problematiche, i suggerimenti e le proposte degli agricoltori e di tutti i portatori di interesse coinvolti in questo percorso permetterà a tutti noi di delineare un quadro più ampio e consapevole della direzione nella quale procedere insieme. Un territorio unitario che vuole investire su se stesso attraverso la riduzione della burocrazia, il miglioramento dei livelli di accessibilità, la semplificazione, la promozione e l’adesione a protocolli condivisi e forme di counseling che possa affiancare progetti virtuosi. Nell’idea di un territorio più agile e smart si avverte la necessità di snellire gli strumenti di nostra competenza come i regolamenti urbanistici che in quest’ottica potranno essere unificati, sulla base di regole e progetti condivisi. Il lavoro si rivelerà utile anche per l’implementazione dei regolamenti di attuazione della legge regionale 65 del 2014 e del Piano Paesaggistico Regionale”.

Le premesse del progetto e le azioni compiute

Il 24 settembre 2016 si sono tenute le celebrazioni per il trecentesimo anniversario della zona di produzione del Chianti Classico, l'istituzione delle prime DOC al mondo, avvenuta con un bando emanato nel 1716 da Granduca Cosimo III de’ Medici che decise di delimitare alcuni territori particolarmente vocati alla produzione di vini di alta qualità. In questa occasione è stato sottoscritto l'accordo che istituisce il Distretto rurale del Chianti fra i Sindaci del Chianti Fiorentino e Senese e il Consorzio Vino Chianti Classico. Le celebrazioni hanno offerto l’occasione per avanzare la proposta della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico e dei Comuni del Chianti di promuovere la candidatura del Chianti a Patrimonio dell'Umanità.

Inoltre è stato istituito il Biodistretto del Chianti, un soggetto unitario dal punto di vista produttivo e istituzionale, caratterizzato da confini territoriali corrispondenti alla zona di produzione del vino DOCG Chianti Classico. Si tratta di un’associazione aperta a tutto il territorio del Chianti. I soci sono produttori biologici o soggetti che operano nell’ambito dell’agricoltura biologica. Il Biodistretto rappresenta un laboratorio per la cooperazione e la definizione di buone pratiche da esportare in altri territori.

Gli obiettivi

L’obiettivo finale è quello di elaborare un complesso di pratiche da promuovere e mettere in atto concretamente, un manuale in grado di tracciare linee guida come strumento di informazione sulle procedure di partecipazione e sui risultati raggiunti nelle varie fasi. “Il documento - proseguono i sindaci - ha il suo punto di forza nella costruzione collettiva dei contenuti e delle proposte, utili non solo ad unificare i regolamenti comunali nei sette territori di area fiorentina e senese ma a conferire maggiore peso specifico al Chianti come territorio coeso, contribuire alla sua candidatura a Patrimonio dell’Umanità e a innovare il piano di gestione del sito Unesco”.

Le fasi del percorso partecipato

Dopo la creazione del tavolo di accompagnamento, cui prendono parte gli amministratori comunali, un rappresentante del Consorzio Vino Chianti Classico e gli esperti di Mhc, il team procederà con la predisposizione della piattaforma web di Open Toscana e da settembre prenderà avvio il giro di consultazione. Il confronto partecipato si terrà attraverso un fitto programma di laboratori nelle frazioni. Saranno coinvolti aziende agricole, associazioni, cittadini. Nei casi in cui la redazione degli strumenti urbanistici è in corso il confronto si terrà contestualmente alla redazione del piano operativo.

I pareri saranno raccolti attraverso un evento iniziale e l’avvio di una serie di forum e interviste supportati da questionari diffusi in forma cartacea e sul web. Al centro della discussione il tema delle trasformazioni degli insediamenti e del territorio aperto con particolare riferimento alle pratiche vitivinicole. Tutto il materiale raccolto e redatto sarà disponibile in formato digitale. Durante gli incontri e i focus group, nel corso dei quali i facilitatori adotteranno la tecnica dell’Appreciative Inquiry, sarà elaborata una mappatura interattiva per la raccolta delle segnalazioni dei valori riconosciuti e delle criticità percepite nel campo vitivinicolo. Il percorso si concluderà a dicembre con la definizione delle proposte e delle strategie da realizzare nell’area del Chianti. Il progetto comprende un territorio vasto ed eterogeneo che conta complessivamente 57 mila abitanti. Il prodotto finale del percorso “La vite è meravigliosa” è la costruzione di un compendio, volto ad offrire un terreno di condivisione e confronto per il lavoro e l’opera di collaborazione negli aspetti gestionali e funzionali del territorio.

Caratteristiche dell’area del Chianti Classico e funzionalità del progetto La Vite è meravigliosa

Il contesto del Chianti è complesso e vivo. Il progetto mira a raccordare la molteplicità delle voci che vivono e operano nel il Chianti, ad aumentare il livello di consapevolezza delle risorse del territorio valorizzando le storie, la memoria individuale e collettiva, i saperi e la vita quotidiana. L’area si estende per 71.800 ettari, di cui 30.400 nei comuni fiorentini e 41.400 in quelli senesi. Il paesaggio del Chianti classico rappresenta un noto modello di “paesaggio costruito”. I boschi e gli ecosistemi, gli insediamenti e la rete dei percorsi storici, le eccellenze delle produzioni agroalimentari e manifatturiere hanno nel vino e nel paesaggio i propri simboli ed i principali veicoli di comunicazione.

L’eccellenza di alcune produzioni (DOP, IGP, da agricoltura biologica), associate a un territorio di alto pregio paesaggistico e storico culturale, ha favorito lo sviluppo delle funzioni agrituristiche, ambientali, di presidio del territorio, sociali e ricreative, dando valore alla multifunzionalità dell’azienda agricola.

Il progetto nasce dunque dal tentativo di implementare le risorse e gli elementi di qualità e ridurre i punti di debolezza che possono essere legati, ad esempio, alla burocrazia, alla difficile reperibilità di manodopera ad alta qualificazione. “La diffusione dei mercati e il successo del vino Chianti Classico – proseguono i sindaci - l’internazionalizzazione dell’immagine territoriale, l’attrattività esercitata dalla campagna nell’immaginario delle popolazioni urbane e per il turismo, richiedono strumenti di gestione in grado di misurarsi con i cambiamenti. Il vantaggio su cui possiamo contare è quello di un territorio che si distingue per coesione sociale e cultura locale forte e incisiva”. Il progetto è orientato a generare effetti sociali e ambientali attraverso la consultazione e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti, uniti dall’interesse verso i beni comuni.

La metodologia

L’Appreciative Inquiry è una metodologia utile ad individuare casi positivi da riprodurre nelle Linee guida. Uno strumento di “diagnosi” e un approccio che tenta di leggere i processi di cambiamento che interessano le organizzazioni e le comunità legati al mondo della vite, attraverso le motivazioni, le impressioni delle persone e dei diversi attori. Il processo sarà organizzato in forma d’intervista di valutazione, eseguita in quattro fasi distinte:

Discovery per capire le ragioni che hanno portato al successo in passato, Dream ovvero lo sviluppo di una visione delle esperienze e del potenziale esistenti, Design e Destiny la visione e la realizzazione dell’idea che permette di strutturare le prospettive future.

I sindaci dei Comuni promotori sono Paolo Sottani (Greve in Chianti), Marcello Bonechi (Castellina in Chianti),Giacomo Trentanovi (Barberino Val d’Elsa), Fabrizio Nepi (Castelnuovo Berardenga), David Baroncelli (Tavarnelle Val di Pesa), Pier Paolo Mugnaini (Radda in Chianti), Massimiliano Pescini (san Casciano in Val di Pesa),

Redazione Nove da Firenze