Rubrica — Scomparsi in Toscana

Cenni (Pd): "Giustizia e verità per Mauro Monciatti "

Interviene la parlamentare che si unisce all’appello lanciato dalla famiglia, dalle istituzioni e da tutta la comunità di Sinalunga che, proprio oggi, hanno organizzato una marcia, per tornare a chiedere giustizia sul caso. Il cui corpo è stato riprovato senza vita lo scorso giugno nella sua abitazione a Caracas


“A un anno da quando è stato ritrovato, in circostanze sospette, il corpo senza vita di Mauro Monciatti, è ancora più urgente fare piena chiarezza sulle cause della morte dell’alto funzionario del consolato italiano in Venezuela e dare risposte certe ai familiari. Anche oggi, nel momento del ricordo e della mobilitazione, la mia richiesta di giustizia si unisce a quella avanzata dalla famiglia, dalle istituzioni e da tutta la comunità di Sinalunga". Con queste parole Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera si unisce all’appello lanciato dalla famiglia, dalle istituzioni e da tutta la comunità che, proprio oggi, hanno organizzato una marcia a Sinalunga, per tornare a chiedere giustizia sul caso della morte di Mauro Monciatti, il cui corpo è stato riprovato senza vita lo scorso giugno nella sua abitazione a Caracas.

Un’interrogazione per arrivare alla verità

 “Da subito – ricorda Cenni - la famiglia si è mobilitata con determinazione, insieme alle istituzioni, per cercare di far luce sulla vicenda, non accontentandosi della tesi espressa dalle autorità venezuelane, che attribuivano la causa della morte ad un “infarto al miocardio”. Quella mobilitazione è stata fondamentale, e giorno dopo giorno, i fatti hanno dimostrato che non era possibile accontentarsi di quel racconto dei fatti. Per questa ragione anche io, contattata dal fratello di Mauro, Moreno, ho cercato di dare il mio supporto alla famiglia, presentando insieme a numerosi parlamentari toscani, un’interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri degli esteri e della giustizia; con la richiesta di attivare ogni strumento utile per arrivare alla verità”.

Richiesta alla Farnesina di attivare strumenti e uomini per le indagini

 “La risposta alla mia interrogazione – prosegue Cenni - ha rappresentato una ricostruzione fedele e attenta fatta dal sottosegretario agli esteri Benedetto Dalla Vedova, che ha testimoniato l'impegno di tutto il Governo e dell'allora ministro Gentiloni in prima persona anche in considerazione della situazione assai complessa politicamente in quel Paese. Una risposta che nonostante questo non poteva considerarsi esaustiva pur nella consapevolezza del massimo impegno della Farnesina. Certo è che il trascorrere del tempo e i ritardi hanno reso più difficili le indagini e l’accertamento delle responsabilità. Oggi è una nuova occasione per rinnovare alla Farnesina e a tutti coloro che ne hanno gli strumenti, la richiesta di attivare, con uomini e mezzi, tutti i percorsi necessari a favorire le indagini e arrivare alla verità. Lo dobbiamo a Mauro, alla sua famiglia, alla dignità e al valore di un uomo, onesto servitore dello Stato, e a tutta la nostra comunità”.

Redazione Nove da Firenze